domenica 5 ottobre 2014

Inizio ottobre con il Passo S. Marco

Giretto con Vecchialenza. Motociclisticamente interessante il Passo S. Marco. Stavolta fatto a salire da Morbegno. Strada in condizioni non proprio buone: sconnessa, un po' sporca e, essendo domenica, anche abbastanza trafficata, da motociclette e anche auto.
Qualche goccia di pioggia presa, ma davvero poca roba: giusto a bagnare le gomme.
Vista della salita dal lato di Morbegno...


Nebbia che sale agli irti colli...


Sul passo S. Marco


Rientro "incubo" da S. Pellegrino Terme a Curno: traffico di auto letteralmente inchiodato, come sempre alla domenica sera.

sabato 4 ottobre 2014

4 ottobre 2014, Verso la Valle d'Aosta: il Colle del Gran S. Bernardo

Sabato mattina, sveglia presto. Ho voglia di girare, ma non a breve raggio. Mi muovo che sono le 9 del mattino, a occhio e croce. Verso Novara, via Magenta e Trecate. 
Si, è tutta dritta, la SS11, e non resta che accontentarsi delle rotonde per qualche "piega".
Comunque l'andatura è abbastanza sostenuta: pianure, pianure pianure e... pianure. 
Aggiro Novara e seguo le indicazioni per la Valsesia: SS299.
Sulla sponda occidentale del Sesia, salgo fino a Serravalle Sesia: poi le indicazioni per Croce Mosso. La strada è umida, il cielo è coperto: non piove, ma certo non è incoraggiante. Anche per quello ignoro le indicazioni per Oropa e per la Panoramica Zegna: non mi va di andare in quota prendere acqua. Proseguo e vediamo come si mette. La SP200 della Valle Mosso è piacevole e ben tenuta. Non c'è neppure traffico.
Poichè non sono molto padrone della geografia locale, consulto spesso la piccola cartina che ho nella borsa da serbatoio. Seguo per Donato e Andrate: so che devo sbucare sulla strada della valle d'Aosta, nei pressi di Settimo Vittone.
La SS26 della valle d'Aosta, pur essendo una strada di fondovalle non mi risulta noiosa: hai montagne sempre più imponenti a destra e sinistra, e i paesi sono spesso sovrastati da bei castelli. Inoltre quei nomi dal suono francofono danno un tocco di esotismo che non guasta: sembra di essersi addentrati in qualche luogo estero. I nomi di note località sciistiche si susseguono e, non avendo familiarità coi luoghi, mi rallegra pensare di essere giunto fin quassù.
Intanto il meteo sembra migliorare e il sole fa capolino tra le nubi. Non so ancora bene dove andrò a parare: ogni valle e ogni castello mi attirano: Cervinia, Chatillon, Gressoney.. ma continuo ad addentrarmi verso il capoluogo.


Ad Aosta giungo che sono quasi le 13.. mangio un boccone e cerco un rifornimento.
Mentre mangio, guardo in alto: sono nubi, verso il Gran S. Bernardo. Ma non voglio pensare di essere arrivato fin qua, per non salire su qualche colle celebre. Decido di andare su, nonostante le nubi basse.
La strada, la SS27, inizia a salire secca, per poi diventare molto larga e scorrevole, con lunghi tratti con 2 carreggiate per senso di marcia e lunghi rettilinei. Ricorda un po' alcuni tratti della salita del Sempione. Del resto, è fatta per portare al traforo autostradale.
Il fondo stradale è perfetto, e questo da sicurezza nell'affrontare i tornanti: sono ampi e ben disegnati e c'è gusto a "riaprire" la manetta in chiusura di curva.
Poi un bivio: a sinistra si va verso il traforo, a destra si continua a salire per la strada statale.


E' molto ben tenuta: solo un tratto è leggermente dissestate e ha un restringimento per via di lavori, peraltro ben segnalati. Anche coi lavori, comunque, il fondo è più che accettabile e si va in sicurezza.
Finalmente si aprono davanti i monti...



Si vede il tracciato che sale..
La strada è un vero spasso e, tranne qualche auto, non c'è assolutamente traffico, nonostante sia sabato. Anche le moto sono poche: ne incrocio soprattutto a scendere.
Ci sono nuvole, si.. ma come si vede sopra e dalle foto qui sotto ci sono anche degli scorci soleggiati..


Le gallerie..


Continuando a salire, si aprono ampi scorci sulla vallata..



Passo il punto di ristoro dove l'anno scorso, per via della neve (nonstante fosse giugno!!) la strada era chiusa e aveva impedito a me e ad Ale di arrivare fino in cima.

Una piccola curva a sinistra ed ecco una spianata.. uno specchio d'acqua con una croce occupa il falsopiano, dove si trova la vecchia casa doganale. L'albergo Italia è l'ultimo edificio in territorio nazionale, mentre sullo sfondo la sagoma dell'Ospizio del Gran S. Bernardo torreggia sulla piccola depressione.




La statua di S. Bernardo domina la valletta..



Una volta qui c'era il confine tra la Savoia e il Vallese.. adesso, tra Italia e Svizzera..


Salgo ancora qualche metro, per arrivare sulla sommità. Foto ricordo con l'altitudine...




Poi passo sotto l'arco dell'antico Ospizio: venne fondato nell'XI secolo dalla comunità religiosa fondata proprio da S. Bernardo. E' ancora oggi rifugio, anche d'inverno. Anche Napoleone, con ben 40.000 uomini, passò di qua per andare a sconfiggere gli Austriaci a Marengo. Quassù già ai tempi di Augusto venne creata una strada dai Romani, letteralmente intagliata nella roccia!


Gli edifici dell'ospizio...


Vista del versante Svizzero, che scende verso Martigny


Purtroppo è ora di rimettermi in strada per tornare verso casa. E' valsa la pena salire fin quassù: il posto è suggestivo, la strada per arrivarci è ottima e motociclisticamente divertentissima. Da Milano, facendo solo strade statali, si può dedicare al viaggio una giornata intera, divertendosi anche nel tratto della valle Mosso e di Biella.
Sulla via del ritorno, una sosta presso l'imponente forte di Bard..


Ecco qui la cartina con il giro di oggi:



Per i dettagli, basta cliccare qui: Giro al Gran S. Bernardo

domenica 28 settembre 2014

Culmine S. Pietro per un breve giretto di fine settembre

Giusto un paio di foto, per descrivere il breve giro della giornata.
Attacco del Culmine S. Pietro, SP64, arrivando da Moggio.


Vista della vallata.. meteo non eccelso. 


In cima... al Culmine..


...poi mi sono diretto verso Pian dei Resinelli...


Infine ridiscesa verso il lago di Lecco.. giro tutto sommato breve, ma sfizioso, se si seguono le curve della Valle Imagna e la salita al Culmine S. Pietro



MILANO-CALOLZIOCORTE-CULMINE S. PIETRO-PIAN DEI RESINELLI-MERATE-MILANO

lunedì 8 settembre 2014

8 settembre 2014 Un giro sul Piccolo S. Bernardo, il Col d'Iseran e il Moncenisio

Il lunedì ha rischiato di passare nella noia, dopo il rientro dal 4° Rebel sul Lago di Garda velocizzato per esigenze di traffico. Invece alla fine sono riuscito decidermi a partire. Erano ormai le 10 del mattino e ho messo le ruote sulla pallostrada verso Aosta.
Prendo la A4 verso Torino e seguo poi la A5 per Aosta. Ammiro l'imponente Forte di Bard che domina l'ingresso della valle. A Verres, lascio la A5 perchè la successiva stazione di servizio è troppo avanti e io ho bisogno di rifornire. Proseguo quindi lungo la SS26.
Supero Aosta. Nei pressi di St. Pierre, ecco il bel castello di Sarriod della Tour.


A questo punto, proseguo lungo la SS26 seguendo le indicazioni per Courmayeur, e poi per la Thuile. Ho deciso di andare verso la Francia.


PICCOLO S. BERNARDO-ISERAN-MONCENISIO

Ecco a Pre St. Didier l'attacco della salita verso "il Piccolo"...


La salita parte bene, con tornanti secchi e continui.. un bello spasso, rovinato solo in parte dalla presenza di un autotreno con rimorchio (!!!): chi è il pazzo di autista che si inerpica su queste curve? Infatti più volte deve fermarsi a mezzo tornante e fare manovra.
Comunque la salita è bella e dopo l'abitato di La Thuile, pian piano si aprono i panorami..


L'asfalto, come si vede, è in buone condizioni e da un buon grip.. il traffico è sostanzialmente inesistente, eccezion fatta per qualche moto, per lo più straniera..


Il lago...


Finalmente giungo sulla sommità: mangio un boccone all'aperto, in un ristorante. Tutti gli altri sono chiusi. Versante italiano...


...e versante francese..



La piana vede, là in fondo, oltre quell'edificio, una grande statua di S. Bernardo..


La discesa sul versante francese del Piccolo S. Bernardo è bella, ma il fondo stradale della D1090 non è propriamente il massimo.. una ininterrotta striscia di asfalto in mezzo alla carreggiata ha il colore della ruggine e l'asfalto presenta diverse sconnessioni, anche se scendendo non si ha proprio l'impressione che manchi aderenza. Tuttavia io sono sceso un po' col freno a mano tirato, diciamo.
La discesa è molto lunga e si apre sulla vallata di Bourg St. Maurice. Appena entrato nell'abitato di Seez prendo a sinistra, verso sud, seguendo le indicazioni per Val d'Isere. La strada è la D902. Attraversa la vallata con un percorso rapido e sinuoso, del tutto piacevole. Peccato che il ritmo dell'andatura sia spesso interrotto da semafori che disciplinano il transito alternato per lavori in diversi punti.
Tignes, in cima alla rupe..


..e il lago artificiale di Chevril..


....poco più avanti, lungo la D902, il bel paesino di Val d'Isere...


...e lassù in alto, il Col d'Iseran, che rientra tra i colli resi mitici dal Tour de France.
Qualche immagine del panorama, dalla salita. Molto bella, con tanti tornanti, tutti panoramici.. giudicate voi. Là in fondo il paesino di Val d'Isere..



La Randagia in cima, dopo un'altra bella serie di tornanti. L'asfalto è buono.


La vista meravigliosa! Anche qui l'atmosfera ricorda un po' quella dell'Izoard: un po' lunare..



Più a valle, un torrentello..


La discesa è bella e rapida, con l'ultima parte in cui i tornanti si susseguono rapidissimi nei pressi del paesino di Lanslevillard. Qui si prende a sinistra, per salire con la D1006 verso il passo del Moncenisio. Passo aperto.


La salita non è lunghissima e dopo un lungo tornante, si arriva alla spianata sulla cima..


Sull'altipiano insiste una fitta nebbia, forse dovuta anche alla presenza del lago... sembra quasi di essere sulle Highlands..



Passo il confine e rientro in Italia. La discesa verso la Val di Susa ha un asfalto in ottime condizioni, in contrasto con quello del tratto ancora francese della strada.
Alla fine della discesa, seguo per l'autostrada. Prendo qualche scroscio d'acqua, ma rientro dritto dritto a Milano.
622 km e, sebbene molta autostrada, posti molto belli, che ho potuto godermi con una situazione meteo ottimale! Partenza ore 10 del mattino, rientro ore 20. Non male!

Nota: Certo che l'autostrada da Oulx a Torino e poi Milano è un pedaggio continuo: la odio ancora più di altre austostrade!

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