domenica 28 dicembre 2025

Dicembre in Abruzzo: Majella e Gole del Sagittario

Al mattino mi avvio con calma: dopotutto siamo quasi a fine anno e le temperature di questo periodo non invitano propriamente a lanciarsi entusiasticamente nei rigori dell'inverno. Aspetto che il sole del mattino accarezzi la fida Moto Guzzi, che mi aspetta con i suoi due occhioni tondi: asciuga la sella dall'umidità notturna. Passaggio dalla spiaggia di Vasto, col lungomare e la Via Verde, la pista ciclabile che percorre tutta la costa fino ad Ortona.
 

Dopo il rifornimento al benzinaio IP nei pressi dell'uscita autostradale di vasto Nord, il V90 frulla paciosamente mentre percorro la SS16 "Adriatica", godendomi le tante calette ed insenature della "Costa dei trabocchi" (sono strutture in legno, sorta di palafitte, appoggiate con palificazioni sugli scogli e costruite in passato per consentire di pescare il pesce che vive sotto costa anche senza andare in mare e senza saper padroneggiare i segreti della navigazione. In Abruzzo si chiamano trabOcchi, con la "O": non con la "U"). I motori sono oggetti inanimati (così dicono alcuni, almeno), ma se tu li conosci ti accorgi che certe mattine "l'umore" è diverso: ci sono dei giorni in cui sembrano un po' grattare ed appaiono "ispidi"; altri giorni in cui letteralmente "fanno le fusa". Stamattina la Stelvio fa le fusa e gira "tonda" mentre corre a meno di 4000 giri sulla SS650 "Fondovalle Sangro" fino all'uscita per Casoli, dove seguo per un po' la SS81 prima di girare le ruote a sinistra verso Fara S. Martino: in questo piccolo paesino abruzzese si trovano le sorgenti del fiume Verde, alla base della produzione di pasta De Cecco e Delverde, note in tutto il mondo; ma è anche possibile percorrere a piedi le Gole di S. Martino, una stretta e profonda spaccatura nella roccia del monte che sovrasta il paese, che permette di raggiungere l'Eremo benedettino di S. Martino in valle, immersi in un contesto estremamente suggestivo. Prima la SS263 della "Val di Foro e Bocca di valle" e poi la SS84 "Frentana" mi portano verso Lama dei Peligni e Palena: percorso sinuoso, a mezza costa, con a destra la montagna e a sinistra la vallata Peligna. E dopo Palena si inizia a salire lungo le gole dell'Aventino, con belle curve montane tra i boschi. Volendo c'è la possibilità di fermarsi a visitare le sorgenti del fiume Aventino, in un'oasi di tranquilità impagabile. Al bivio per Pizzoferrato prendo a destra e salgo verso i 1.300 metri del Valico della Forchetta, che introduce in un contesto completamente diverso.
 
 
Un piccolo scavallamento e si apre la piana che porta fino a Pescocostanzo e Rivisondoli. Qui si trova la piccola stazione della Ferrovia dei Parchi, storica tratta ferroviaria da Sulmona a Roccaraso, dismessa e poi recuperata grazie alla passione dell'ingegnere Luigi Cantamessa, presidente della Fondazione FS, e di tanti abitanti di queste zone, desiderosi di valorizzare al meglio le potenzialità di questo territorio.
Non c'è la neve come nel giro in Abruzzo del dicembre 2024: fa molto freddo, la temperatura è di 0 gradi, ma le pianure sono brulle. Il cielo invece è limpidissimo e regala dei contrasti meravigliosi. A Roccaraso la piana delle 5 miglia, tagliata dalla SS17 dell' "Appennino abruzzese ed Appulo-Sannitico", è sgombra e la neve è solo in alto, sui campi da sci dell'Aremogna.
 

 
Decido di tornare a valle passando da Sulmona: la SS17 scende con un tracciato ampio ed estremamente panoramico, regalando scorci bellissimi del massiccio del Gran Sasso, con il Corno Grande che si intravvede in lontananza, mentre una striscia di nuvole resta sospesa a mezz'aria.


Giunto a Sulmona, lascio la SS17 per andare a sinistra, sulla Strada Regionale 479 "Sannite" in direzione di Bugnara. Strada secondaria, che corre a sud dell'Autostrada dei Parchi (A24 e A25, o E80 che dir si voglia), mentre la SS5 "Tiburtina" passa a nord, inerpicandosi verso Castelvecchio Subequo (anche quello è un tracciato fantastico, con le Gole di S. Venanzio e il Valico di Forca Caruso). Zero traffico per raggiungere Anversa degli Abruzzi, bellissimo paesino proprio alle porte delle Gole del Sagittario, riserva naturale.
 
 
Non mi sembra vero di trovare queste strade deserte. Era successo tanti anni fa, nel 2011, quando con l'amico Nolmar abbiamo attraversato tutta l'Italia fino alla Sicilia. In seguito, per via della crescente popolarità di queste zone dovuta a numerose trasmissioni televisive e alla diffusione dei social, mi sono sempre trovato a dover fare i conti con il traffico dei camper, delle moto e delle auto dei turisti. Oggi invece l'occasione è buona per godersi questo splendido luogo quasi in solitudine e per scattare qualche foto con tutta la calma del mondo, fermandomi appena vedo uno scorcio che mi piace. Dopo essere passato sotto al borgo di Castrovalva, estremamente caratteristico, costeggio le gole e raggiungo il bellissimo Lago di S. Domenico, con l'omonimo eremo. Lo spettacolo è affascinante e le immagini parlano da sole.
 


 
Colori incredibili per le acque di questo lago fiabesco, in cui si specchiano i monti circostanti. Una perla incastonata nelle gole di questa parte di Abruzzo.
Con questo spettacolo negli occhi, raggiungo il piccolo paesino di Villalago, poco più avanti, prima di fare inversione e riprendere la strada di casa. Non prima di aver immortalato questo bel murales che racconta tanto dell'Abruzzo e dell'amore dei suoi abitanti per la natura, da condividere con gli animali che qui da molti decenni ormai trovano un contesto che li rispetta e li protegge. Non a caso l'Abruzzo è la regione verde d'Europa, con 3 Parchi Nazionali, 38 riserve naturali, 2 aree marine protette: questo significa oltre 1/3 della superficie complessiva!
 

Sulla via del ritorno, un'altra piccola testimonianza del fascino di questa zona, con le falesie e le gole, mentre le gallerie scavate nella roccia fanno scorrere la strada sul fianco della montagna.
 


Un ultimo sguardo alle montagne del Massiccio della Majella innevate, sopra Sulmona.
 
 
Dlla montagna al mare: in Abruzzo è possibile! Si torna verso SS16 "Adriatica" e la Costa dei Trabocchi, per chiudere questa splendida giornata invernale in sella.
 
 
Queste giornate strappate alla stagione che per molti motociclisti non è la più favorevole ai giri in moto sono impagabili: regalano un benessere incredibile e nutrono lo spirito. Spero di tornare presto in questi posti meravigliosi. 

 
 

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