domenica 9 marzo 2025

Fine settimana trentino

Come da tempo concordato, passo il fine settimana con amici di vecchia data nella zona di Trento. Non c'è migliore occasione per portare il GS sul tipo di strade che sono quelle più divertenti per chi va in moto: salite, discese, curve. Partenza al mattino con calma: dopotutto ho appuntamento intorno a metà pomeriggio.

     Ho deciso di viaggiare senza valigie

La prima parte del viaggio si svolge nelle piatte strade tra l'Adda, il Serio e l'Oglio. Gli "aromi" prevalenti sono di gran lunga quelli "organici" degli allevamenti e dei concimi sui campi dissodati: sono tantissimi i trattori con enormi rimorchi che mi trovo a dover superare. Per fortuna, essendo tutte strade dritte e abbastanza poco frequentate, non è complicato lasciarseli alle spalle. Tra l'altro posso contare su un ingombro abbastanza limitato perchè ho preferito smontare le grosse valigie laterali modello "Vario": viaggio con il solo (..e solito..) rullo da sella "Tornado" della Enduristan fissato al portapacchi posteriore con due cinghie regolabili. Evito i pedaggi, ma posso comunque percorrere gratuitamente un tratto di E35 Bre-Be-Mi fino all'uscita di Ospitaletto/Montichiari sulla SP19 e qualche chilometro più avanti mi immetto sulla SP510 in direzione di Iseo. Invece di proseguire sulla sponda orientale del Lago d'Iseo, sono deciso a godermi finalmente le curve: quindi seguo le indicazioni per Polaveno e subito la strada, la SP48, si avviluppa in una serie quasi continua di tornanti che rapidamente mi portano a salire, con la possibilità di godere anche di una bella vista sul lago. 


    Vista sul Lago d'Iseo dalla zona delle coste di S. Eusebio, nei pressi di Polaveno

Nei pressi di Gardone Val Trompia mi immetto nella Val Trompia, costeggiando il corso del fiume Mella: passo dalla fabbrica di armi Beretta e con lo stesso tipo di tracciato divertente, curvoso e vario proseguo verso Lodrino e Casto. In questa zona ci sono diversi "intutati" che si stanno divertendo - dove sarà il divertimento, poi - a percorrere avanti e indietro il tratto a velocità folle, mettendo a rischio sè stessi e gli altri. Cerco di prestare attenzione doppia. A Nozza prendo a sinistra per la Val Sabbia sulla Strada Statale 237 del Càffaro. L'andatura è moderata, sia per la presenza di auto, sia per quella di numerosi scatolotti verdi che potrebbero contenere autovelox: non è un male perchè poco più avanti, sulla destra, si apre la vista sul Lago di Idro.


    La giornata è magnifica sul Lago di Idro

Per godermi una vista migliore, alla grande rotonda dopo Rocca d'Anfo, percorro la prima parte della strada che sale al Passo Maniva. Quando arrivo a Ponte Caffaro giro a destra su una stradina quasi di campagna, che scavalca il torrente Chiese e corre verso Storo quasi parallela alla statale . 

    Sul torrente Chiese c'è il confine tra Lombardia e Trentino/Alto Adige

E' una via alternativa che ho scoperto e che penso di usare anche in futuro per stare fuori dai flussi di traffico eccessivi e raggiungere la divertentissima SS240 della Val di Ledro, con il suo tracciato sinuoso, in cui a tratte più filanti si alternano tornanti in sequenza e gole chiuse tra le rocce.

    Inga per la prima volta al Passo Ampola

La strada prima spiana e poi porta al Passo Ampola, nei pressi del bivio per Tremalzo. In altre occasioni mi sono fermato a mangiare un boccone al bar nel piazzaletto, ma ho altri piani.  

    Il Lago di Ledro, immerso nel sole: bellissimo!

Mi è venuta l'dea di cogliere l'occasione per passare alla Birreria artigianale indipendente "Fuori Stile" di Riva del Garda, gestita da carissimi amici. E' proprio in centro: basta parcheggiare la moto in Viale Giovanni Prati e sei a 100 metri dal locale, in Via Dante Alighieri. L'improvvisata riesce perfettamente e loro mi trattano benissimo!  Ottima birra...


...e ottimo panino Sergent Pepper con pulled pork!


    E' sempre un piacere passare a salutare Christian e Paola

Quattro chiacchiere, mi sgranchisco un po', lascio smaltire la birra e riprendo la strada con i tornanti che da Torbole salgono verso Nago: peccato che il piccolo spiazzo nei pressi del curvone, a mezza collina, sia occupato da mezzi di cantiere per dei lavori sulla carreggiata: la vista da là è molto suggestiva e mi sarebbe piaciuto fermarmi per scattare una foto. Poi la SS240 spiana, la valle si apre e costeggio il piccolo Lago di Loppio fino al bivio sulla sinistra per la SP88 della Val di Gresta. Non l'avevo mai fatta, ma l'occasione è ottima visto che il clima è caldo e non ci sono rischi di strade innevate o ghiacciate. Sale su con tanti tornanti verso Ronzo-Chienis e il Passo Bordala, a 1.250 m. di altitudine.

    Non ero mai passato dal Passo Bordala

    Passo Bordala: la vista su monti e valli circostanti

Poco più avanti, quando è già iniziata la discesa, sulla sinistra si apre lo specchio d'acqua del Lago di Cei: una piacevole sorpresa. Alcune persone si godono i primi tepori primaverili sul prato intorno al lago.

    Nei pressi della riva ci sono ancora dei residui di ghiaccio


Da qui in avanti la discesa verso Aldeno, passando dal bivio per Garniga Terme. La vista da alcuni tornanti spazia sulla valle dell'Adige.
Non pago dei chilometri fatti, mi sono concesso un surplus di divertimento sulla strada che risale da Aldeno verso Garniga Terme: asfalto perfetto, tornanti e tratti più filanti, qualcuno in falsopiano e in alcuni punti molto panoramico.

    La chiesa di S. Osvaldo a Garniga Terme, con il piccolo cimitero adiacente


L'incontro con gli amici è stato anche occasione per apprezzare la bella atmosfera che si respira a Trento: al di là della temperatura estremamente gradevole di questi giorni (anche di sera), mi è sembrata una città con un centro storico molto signorile e ben tenuto, con molti scorci suggestivi.

    La Cattedrale di S.Vigilio, Duomo di Trento

    S. Maria Maggiore, dove si tennero i lavori del Concilio di Trento

    Il Castello del Buonconsiglio

Non mancano diversi locali dove poter trascorrere una piacevole serata in compagnia. 

    La birreria Forst (sopra)

   
    Gli interni della Birreria Pedavena, grandissima ed estremamente tradizionale

Dove dormire: Mi sono appoggiato all'Agriturismo "La locanda de l'arguta", nelle campagne di Romagnano, appena a sud di Trento. Posto molto tranquillo, bella camera, buona colazione, cortesia della proprietaria. La moto può essere parcheggiata proprio di fronte alle stanze, in un cortiletto di ghiaia. Una siepe lo separa totalmente dalla strada: pur non essendoci alcuna sbarra di chiusura, la zona è totalmente tranquilla. Tuttavia bisogna considerare che non fa servizio ristorante: quindi se si vuole cenare o anche se si vogliono fare quattro passi, bisogna spostarsi a Trento (saranno 3-4 km fino al centro).



Qualche considerazione finale sulle sensazioni che mi ha lasciato la 2 giorni in sella. Il test dei tornanti è stato superato brillantemente: ho riscontrato una grande maneggevolezza; anche nel condurre le traiettorie la moto non richiede una guida molto fisica, ma è comunque precisa e non perde la linea impostata. Ho volutamente guidato sempre in mappa Road e mi è piaciuta molto la progressività e la morbidezza con cui sale di giri: non ci sono scossoni e nervosismi. Anche la frenata è molto morbida e progressiva. La sella sembra consona ad una moto votata a fare tanti chilometri: dopo molte ore non mi ha dato alcun fastidio. Bene così.

sabato 1 marzo 2025

Marzo inizia con il Lago Maggiore

Mattinata molto uggiosa, dopo un venerdì radioso. Pioggerella, freddo e nebbiolina: ci sono tutti gli ingredienti per togliere l'entusiasmo. Per fortuna dopo le 10:30 il sole fa capolino e il cielo si apre: non posso pensare di perdere l'occasione.
La voglia è quella di approfittare per prendere sempre più confidenza con la nuova moto: dopotutto nell'unica occasione in cui l'ho guidata finora (quando l'ho riportata a casa) ho fatto solo autostrada. Comportamento impeccabile, consumi sui 19,5 km/L con le valigie e un rullo da sella a velocità da codice. Passo a salutare Peo e Simona e presento loro la new entry. Poi mi avvio verso Varallo Pombia e il lungolago di Arona. Per fortuna non c'è ancora il traffico e l'affollamento tipico delle belle giornate primaverili: passo dal parcheggio, dove ci sono appena 2 moto, e proseguo verso nord. Hanno cambiato un po' i sensi di circolazione e non è più possibile proseguire fino alla parte vecchia di Arona, con la piazzetta: si deve tornare indietro, salire e aggirare il borgo costiero. Proseguendo dunque verso nord prendo a destra la stradina in pendenza che sale verso la collina: gli scorci sul lago illuminato dal sole sono incantevoli. 
 
 
La scelta di passare di qua non è casuale: ci sono alcuni tornanti e l'occasione è buona per prendere confidenza anche con il modo di condurre la moto in queste circostanze. Spinge sempre ed è molto maneggevole: sono abituato alla Stelvio, che ha un raggio di sterzata inferiore, mentre il GS permette di chiudere molto prima e quasi senza fatica. Faccio la tara anche alla modulazione del gas in uscita di tornante: è sempre molto dolce e non strattona mai, se si accompagna con una rotazione delicata del polso destro.
 Il San Carlone guarda benedicente la moto.
 
 
Proseguo la strada del Vergante, a mezza collina della sponda occidentale del lago. Bei saliscendi e qualche curva, filante, danno divertimento, soprattutto perchè la strada asciutta non costringe a stare con le antenne eccessivamente dritte: l'aderenza è ottima. Dagnente, Ghevio, Nebbiuno senza accenno di traffico e poi prendo a destra la strada per Meina: scendo con diversi tornanti fino alla strada costiera SS33 del Sempione. Prendo a sinistra e continuo verso Lesa e Belgirate. E poi Stresa, con l'elegantissimo lungolago punteggiato di lussuosissimi alberghi: di fronte, le Isole Borromee...
 
 
E' già pomeriggio avanzato: me la sono presa comoda. Un passaggio da Meina per qualche altra foto suggestiva alla rocca di Angéra, sull'altra sponda del lago.
 

 
Foto al pensiero carino che hanno avuto Peo e Simona: la birretta finirà nella mia collezione, rigorosamente chiusa!
Alla fine un'occhiata allo schermo che riporta i dati di viaggio. Non sono abituato a una tale dovizia di particolari! anche eccessivi, a dire il vero. Credo che mi dedicherò a razionalizzare la visualizzazione delle informazioni e delle statistiche di viaggio. Dopotutto mi basta sapere quanti km ho fatto.
 

 Bene, dai: fatto 1° giro su strade statali, che sono quelle che prediligo e spuntata un'altra casella sul percorso della conoscenza del GS.

 

lunedì 24 febbraio 2025

Diario Manutenzione BMW GS 1250 HP

24.02.2025 - 37.700 km: la BMW GS 1250 HP arriva in garage.



Allestimento: anno 2019, full optional: faretti di profondità, tutti i sistemi elettronici, tutti i riding mode (compresi i PRO), valigie vario (quelle espandibili), ecc.

Manutenzione: moto tagliandata al momento dell'acquisto, con 37.700 km. Va tagliandata ogni 10.000 km: mi avvisa il cruscotto quando è il momento del prossimo tagliando.
 
07.03.2025 - 38.294 km: Passata la revisione: tutto regolare. 

29.07.2025 - 47.179 km: Cambio gomme. Passato da Michelin Anakee Adventure a Continental TKC70 (1° coppia)
 
Mi sono deciso a cambiare le gomme che avevo trovato montate all'acquisto, le Michelin Anakee Adventure, con le gomme che da anni monto sulla Stelvio e delle quali mi fido ciecamente: le Continental TKC70. Ho tenuto le Michelin per un po', per vedere come mi trovavo, ma poi le ho cambiate in anticipo sull'effettiva durata, prima di usare la moto per i giri di Agosto. 
 

Annotazioni sulle Michelin Anakee Adventure: Aspetti positivi sono il consumo, che mi è sembrato assolutamente in linea con le Continental e quindi la durata notevole del battistrada (le ho cambiate ampiamente prima che arrivassero alla fine: credo che l'anteriore ne avesse ancora per 4.000 km almeno e la posteriore anche 6/7.000, sebbene abbastanza spiattellata); e la buona tenuta sull'asciutto, che conferiva assoluta sicurezza. Ho riscontrato invece 2 tipi di problemi: tenuta sul bagnato, con mancanze dell'anteriore che mai ho avvertito con le Continental; rumorosità, veramente fastidiosa: una sorta di costante ululato che alla lunga disturba molto. Non avendo mai avvertito rumori particolari dalle gomme, pensavo che chi si soffermava su questi aspetti fosse davvero capzioso, ma avendo avvertito per la prima volta questa caratteristica sulle Michelin devo fare ammenda. Solo in seguito ho scoperto che anche altri hanno percepito questo rumore: evidentemente è una caratteristica di queste gomme e a me non piace, oltre ai problemi più sostanziali, di tenuta, che ho rilevato. Appena montate le TKC70 tutto è tornato normale. Spesa: €330 dal mio gommista ormai di fiducia. 

31.07.2025 - 47.415 km: Tagliando effettuato appena prima della scadenza dei 10.000 km. Mi ha piacevolmente sorpreso il costo accettabile, anche rispetto a quanto solitamente spendo per la Stelvio.
 

 

To be continued...




Moto nuova: Inga

E dopo anni in sella è arrivato il momento di mettermi un boxerone in garage.
Il nome, manco a dirlo, non poteva che rievocare lei: la mitica assistente del dottor Frankenstein (FrankestIn): INGA!


Signore e signori.. anzi.. herren und damen.. eccola qua: GS 1250 HP.


La scelta su chi salutare è stata obbligata, e quindi facile, ma non per questo meno sofferta: a malincuore, la Triumph Bonneville T120 è servita come parziale permuta per questa 2019 full optional con poco meno di 38.000 km.


Le mie preferenze erano rivolte a un mezzo che avesse un impostazione da adventure, non avesse paura dei km, che avesse capacità di carico e che, preferibilmente, avesse il cardano e l'anteriore da 19 (oltre a rientrare ovviamente in alcuni parametri economici e di percorrenze fatte). In questa cornice non è che vi fossero moltissimi mezzi da considerare: la Guzzi Stelvio V100, la Triumph Tiger 1200, la BMW GS1250 e, scendendo di taglia, la Guzzi V85 (..ho escluso la Tenerè 1200 solo perchè uscita di produzione già da un po', ma probabilmente sarebbe stata la preferita..). Poi c'erano altre opzioni con caratteristiche che si distaccavano da quelle elencate: ottime moto, ma senza dilungarmi troppo sulle ragioni, non incontravano il mio favore prioritario. Alla fine, dopo un preventivo per una Stelvio V100 che avevo provato alcuni giorni fa e che mi era piaciuta molto, ma che non era accessibile per l'eccessiva distanza sulla valutazione della Triumph da permutare, ho trovato un ottimo trattamento dalla concessionaria BMW "Ceccato Motors" a Padova per questo GS e ho concluso il contratto. E così, dopo la Bonneville 865 Randagia a Mestre, la prima Triumph T120 a Villesse, la seconda Triumph T120 a Conegliano Veneto, per la 4° volta ho trovato la mia moto al Nord-Est. Vorrà ben dire qualcosa: mi trovo bene là, con le persone ed evidentemente anche con le concessionarie. Che sia il caso di andarci pure a vivere??? Chissà cosa ci riserva la vita. Intanto, spero di trovare soddisfazione su questa nuova moto: non vedo l'ora di cominciare a familiarizzare con lei e di cucirmela addosso per viverla appieno. 




Ciao T120 bis

Praticamente dopo 3 anni da quando l'avevo presa a Conegliano Veneto sono tornato in Veneto, questa volta per salutarla.


Lascio infatti la T120 in un concessionario di Padova dopo quasi 20.000 km.


Non la lascio perchè non mi sia piaciuta: del resto, ne ho avute 2, e in totale era la Bonneville n°4 con cui me ne sono andato in giro senza mai perdere il sorriso. Grande mezzo, con motore eccellente ed affidabile e con uno stile impeccabile, che contribuiva a regalare ulteriore fascino ad ogni km percorso in sua compagnia. Proprio per la ottima fattura e per il suo fascino, conservava quel valore economico che mi serviva per aiutarmi ad arrivare ad una moto che mi permettesse di affiancare e, all'occorrenza, rimpiazzare la Moto Guzzi Stelvio, che si appresta al giro di boa dei 200.000 km, peraltro in ottima efficienza. Questa è la ragione del chilometraggio inusualmente contenuto: nell'ultimo anno e mezzo l'ho tenuta molto da conto, risparmiandola, per non caricarla di chilometri che avrebbero potuto svalutarla oltre misura. L'occasione si è presentata e lei ha fatto il suo dovere. Non è detto che il futuro non mi riveda in sella ad una T120.

Piccola sintesi delle caratteristiche della T120:

Pro: 
stile inarrivabile
fattura impeccabile
motore pieno e divertente, estremamente elastico
consumi irrisori (almeno 21,5km/l sul misto, oltre 23 in autostrada)
affidabilità
dotazioni ottime
perfetta per viaggiare da soli, anche con distanze molto rilevanti

Contro:
inevitabile esposizione all'aria
misura della gomma anteriore: col 18 e quelle specifiche la scelta di gomme è veramente limitata: non capisco perchè non l'abbiano fatta col 19.

sabato 15 febbraio 2025

Qualche km in Monferrato: Roccaverano

Ultimamente non ho girato molto, ma appena si presenta la possibilità di mettere le ruote in strada lo faccio con grande piacere. 


Nonostante il clima gelido e le nebbie dell'inverno, mi trovo ad Alessandria Est con Nessuno13 con l'idea di fare qualche collina e qualche curvetta nei dintorni, in tranquillità. Passiamo da Acqui Terme e facciamo un po' il punto. Alla fine decidiamo di andare a Roccaverano, ma allungandola un po'. Lui conosce le zone a meraviglia e quindi improvvisa un tracciato tra i campi e le vigne. La giornata, dopo l'inizio "scoraggiante" volge decisamente al bello. 


Ecco perchè non mi piace staccare l'assicurazione in inverno: è vero che il raggio d'azione è spesso limitato dal clima e dalla durata delle giornate, ma se non ci si fa troppi problemi si può trovare il modo di divertirsi molto e di godere di scenari meravigliosi.
Le strade, a dirla tutta, non sono il massimo: al di là delle immancabili asperità del fondo stradale, e dato per scontato di trovare il sale per evitare il ghiaccio, troviamo costantemente della ghiaietta in mezzo alla carreggiata. In queste occasioni ammetto che la mia guida diventa molto più rigida: ho sempre in mente l'immagine di Vecchialenza, tanti anni fa, che pur essendo uno estremamente sicuro ed esperto in moto, andò lungo disteso in modo del tutto inaspettato proprio a causa di questi sassolini infidi: per fortuna non si fece nulla, ma l'immagine delle gomme della sua scrambler che perdevano aderenza in curva mi condiziona da sempre.
Ad ogni buon conto, guidando con prudenza e circospezione, con la giusta andatura, si va che è un piacere. 
Si va verso Castelnuovo Belbo, Incisa Scapaccino, Nizza Monferrato, Castel Rocchero, Moirano, Acqui Terme, Melazzo, Bistagno, Monastero Bormida con il suo ponte antico, Vesime.
E' passato da poco mezzogiorno quando raggiungiamo Roccaverano.


E' un piccolo borgo molto pittoresco, dominato dai resti di un castello e da un'altissima torre di avvistamento da cui si gode di una bella vista sulla piazzetta. Ci eravamo stati in un giretto del 2017 con Teotorre, Flu e Peo.



Passo in un negozietto dove vendono prodotti caratteristici della zona: vini, ma soprattutto una robiola DOP veramente speciale. Ne acquisto una più fresca ed una leggermente più stagionata e le metto nelle ampie valigie laterali della Stelvio. Poi andiamo a pranzo. Il menù è scritto col gesso su una grossa lavagna che la cameriera appoggia su una sedia vicino al tavolo. 


C'è davvero l'imbarazzo della scelta, ma alla fine propendo per un carpaccio di fassona, veramente squisito..


..e per un piatto di ravioli di coniglio molto molto gustosi.


Piccolo giro sul belvedere di Roccaverano per godere del panorama.


Poi torniamo in sella e sulla via del ritorno seguo Nessuno13 su altre stradine interpoderali che regalano un sacco di scorci suggestivi. Nei pressi di Cassine ognuno per la propria strada, in attesa di poter godere di giri più lunghi. Ma ci voleva proprio questa giornata!

Dove mangiare: non è la prima volta che ci fermiamo a pranzo all' Osteria del Bramante e ci siamo sempre trovati ottimamente. Le moto si possono lasciare nella piazzetta e sono sempre in vista se si mangia fuori (ad esempio, nella bella stagione). In ogni caso nessun timore: il posto è tranquillissimo.



domenica 5 gennaio 2025

Inizio anno tra le campagne pavesi: Naviglio e Bereguardo

Dopo aver riportato la Stelvio al nord con i 650 km di Capodanno, mi sembra giusto che anche la bonnie possa entrare nel 2025. Anche le giornate invernali, apparentemente demotivanti, sanno regala re belle cose se ci si sa fermare a guardarsi intorno. Mi avvio senza una meta precisa, inoltrandomi nelle strade che attraversano i campi e la pianura. Filari di alberi spogli scorrono in lontananza. Nei pressi della Certosa di Pavia l'alzaia sul naviglio pavese è un'occasione per divagare dalla strada principale. Mi avvio lungo la stretta carreggiata e una piccola curva del Naviglio mi dà la possibilità di piazzare le moto proprio davanti alle imponenti strutture dei Molini Certosa. Si tratta di un sito di interesse industriale e storico, risalente al 1889, quando vennero uniti ben 4 mulini.

Procedendo avanti e costeggiando il Naviglio, arrivo fino a un ponte di ferro. Mi avvicino per capire se posso salirci sopra, ma sembra inagibile. Meglio evitare di andare a cercarsi guai. Però anche qui c'è la possibilità di immortalare la moto in un contesto che sembra essere quasi senza tempo. 

In bianco e nero, questa foto avrebbe potuto benissimo essere stata scattata negli anni '50 del secolo scorso. Il canale, le brume sullo sfondo, gli alberi senza foglie, la Triumph ddall'aspetto retrò: da una parte regalano una sensazione di malinconia, ma dall'altra trasmettono quasi calore, dovuto all'intimità del cntesto, nel quale non c'è anima viva, tranne me.

Il suono cupo del bicilindrico frontemarcia da 1200 cc, dovuto agli scarichi Vance&Hines, riprende per portarmi verso il fiume Ticino. Nei pressi di Bereguardo si trova il Ponte delle Barche, che pare possa essere fatto risalire addirittura al XIV secolo. Le chiatte, ovviamente non quelle originali in legno, ma in ferro, sostengono il piano di passaggio.

Come si vede, il livello del fiume non è molto alto e le barche sono posate sul fondo ghiaioso. Per questa ragione l'accesso dalle due sponde, specie quello dalla parte di Zerbolò, è abbastanza scosceso e richiede una certa cautela, per evitare di danneggiare il fondo delle auto.

Alla fine sono bastati un centinaio di km e qualche ora in sella, a ritmo meno che turistico, per rinfrancare lo spirito. A conferma che la "moto terapia" funziona molto bene!!!



martedì 31 dicembre 2024

2024 - Km percorsi

E a fine anno eccomi al consuntivo dei km percorsi nel 2024.
L'ultimo giro dell'anno con la Stelvio è stato il 29 dicembre: a fine giornata il contachilometri segna 198.333. Si partiva dai 172.401 km percorsi nel 2023. Quindi nel 2024 ha percorso 25.932 km.
Il traguardo dei duecentomila complessivi è comunque a portata di mano e presto verrà tagliato.

 
La T120 ha girato davvero pochissimo: ancora meno dello scorso anno: al tagliando in Triumph a metà dicembre i km erano 24.665. Il dato che ne esce, partendo da quelli percorsi nel 2023, è di soli 2.779 km! Credo sia il chilometraggio più basso di tutte le moto che ho avuto! Ci tengo però a chiarire che l'uso alquanto limitato non è dovuto al fatto che la moto non mi piaccia (anzi!!!), ma è dettato da consapevoli scelte di "preservazione".

Venendo ai totali, al tirare delle somme, nel 2024 le mie ruote hanno girato per 28.711 km (oltre 2.200 più del 2023).







domenica 29 dicembre 2024

Fine dicembre sulle montagne innevate d'Abruzzo

Nei giorni di festa la pigrizia nell'alzarsi al mattino ha il suo peso, ma già da qualche giorno avevo voglia di approfittare della permanenza in Abruzzo per far girare un po' le ruote della Stelvio per le contrade di questa bellissima regione. Come mi succede spesso, non ho da subito una meta già decisa, complice anche il fatto che sono in giro da solo e non devo, quindi, concordare luoghi e appuntamenti per qualche rendez vous. Mi avvio lungo la SS16 "Adriatica" godendomi la vista del mare sulla destra, mentre la strada si snoda lungo la bellissima "Costa dei Trabocchi" tra saliscendi e dolci curve, dalle quali è possibile ammirare scorci di insenature e spiaggette presidiate da queste tradizionali macchine da pesca definite "ragni colossali" da D'Annunzio ne "Il trionfo della morte". Giunto nei pressi della foce del fiume Sangro, decido di spingermi più verso l'interno, visto il tempo favorevole e il sole che inonda la pianura e illumina la Majella, che si staglia in lontananza, coperta di neve.


Invece di seguire la statale a scorrimento veloce (la SS652) passo davanti alla stazione di Fossacesia e percorro la vecchia strada provinciale Fossacesia/Casoli che costeggia la sponda settentrionale del fiume Sangro, passando sotto al Castello di Septe e immettendomi poi sulla SS84 nei pressi della contrada di Selva Piana, praticamente sotto Casoli. Prendo quindi a destra raggiungendo poco più avanti la fantastica SS81 "Piceno Aprutina" e di qui raggiungo prima la periferia del bellissimo borgo di Guardiagrele e poi, scendendo verso l'Ospedale, seguo le indicazioni per Fara Filiorum Petri. Poco dopo l'immissione sulla SS263 della Val di Foro, andando verso destra c'è una pompa bianca: ne approfitto. Faccio anche un po' il punto della situazione: salgo verso la Majella o continuo sulla SS81, che ben conosco, per andare verso nord e divertirmi con tante curve? Alla fine prevale il richiamo delle salite e della montagna, quindi seguo la 263 verso Rapino e poi la SS539 per Pretoro. Siamo proprio sotto la Majella, le strade sono deserte e il fondo asciutto e ben tenuto. Una vera goduria! Il paesino di Pretoro si vede arroccato sul fianco del monte e proprio poco prima di uscire dal borgo, con una curva secca a destra, si inizia  a vedere la neve ammucchiata ai bordi della strada. Nei giorni scorsi il meteo è stato davvero inclemente da queste parti ed è venuta giù parecchia neve. Un paio di km di salita con curve dolci e arrivo al bivio sopra Pretoro, dove si trova la statua di un lupo ululante. A sinistra si sale verso Passo Lanciano e la Majelletta, ma c'è un fuoristrada della Stradale che blocca l'accesso: credo lo abbiano contingentato, perchè probabilmente in molti ambiscono a salire, ma la neve caduta suggerisce alcune cautele. Vado quindi a destra, verso Serramonacesca e Manoppello, sulla SS539: mi fermo nei pressi di una curva per godermi una meravigliosa vista del Gran Sasso innevato.


La SS539 sbuca nei pressi di Scafa, sulla SS5 Tiburtina che collega Pescara a Roma. La strada si snoda piacevolmente costeggiando l'autostrada A25: nei pressi di Turrivalignani si possono ammirare le colline ricoperte di vigneti, poi si raggiunge Piano d'Orta e quindi Tocco da Casauria, dove si produce la famosa Centerba Toro. Dato l'orientamento del sole, per lunghi tratti il tracciato è all'ombra, ma la temperatura si mantiene intorno ai 6 gradi: accettabile. Dopo Popoli, in direzione di Sulmona, passo sotto il bel borgo di Roccacasale, con le caratteristiche mura a guardia della torre sovrastate dal Monte Morrone imbiancato. Quando abbiamo fatto il viaggio del 2011 fino alla Sicilia, qui avevamo soggiornato con Nolmar, Vecchialenza e Terry.


Guidando ho scelto la mia destinazione: raggiungerò Sulmona e salirò verso Roccaraso, situazione stradale permettendo. La SS17 diventa una strada a scorrimento veloce. Passo da Bagnaturo, dove avevo dormito con Peo in occasione di un fantastico giro da queste parti alcuni anni fa, e proseguo verso la montagna. Sulmona a destra, Pacentro e Campo di Giove a sinistra: vado dritto, verso Pettorano sul Gizio. La strada sale molto, ma è molto divertente, larga e con il fondo pulito, pur essendoci la neve ammucchiata ai lati. Il sole (..e il sale..) la tiene asciutta. Sembra una di quelle strade svizzere che pur inerpicandosi verso i passi alpini sono agevoli e divertenti: ricorda un po' la salita al Sempione. Il bicilindrico di Mandello gira rotondo e placido, col suo suono cupo. Dopo un paio di gallerie la strada spiana: un cartello ricorda che ho raggiunto l'Altopiano delle Cinque Miglia.


Come si può vedere, di neve ce n'è in abbondanza!! Infatti le auto che passano di qua trasportano essenzialmente sciatori che vengono a godersi le piste molto ben attrezzate del comprensorio di Roccaraso e dell'Aremogna. Io sono salito, ma la temperatura è scesa: il termometro della Guzzi mi ricorda che siamo a -2 °C


Tuttavia a scaldarsi è il cuore, con la meravigliosa distesa bianca che mi circonda da ogni parte!


La circospezione è d'obbligo, visto il freddo. Diverse piste battute si distaccano dalla SS17 per addentrarsi nei campi circostanti


Però: che meraviglia!!!



Il lungo rettifilo nero porta verso Rivisondoli e Roccaraso, circa 5 km più avanti. 


Tuttavia, tornare sulla costa andando in quella direzione - e sarebbe davvero un bellissimo tracciato!! - significherebbe trovarsi a percorrere strade, verso Palena e la valle Peligna, sulle cui condizioni non sono informato: non sono strade larghe come quella da cui sono arrivato, ma strade con molti tratti all'ombra dove l'insidia è ad ogni metro. E in questi ultimi giorni da quelle parti di neve ne è scesa davvero tanta: i social sono inondati di poetici video di Campo di Giove e della stazione di Palena sommersi dalla coltre bianca e attraversati da maestosi cervi, in scenari che ricordano il Canada, Yellowstone o l'Alaska. Meglio evitare. Mentre scendo di nuovo verso Sulmona, posso ammirare la piana sottostante con i monti del Massiccio del Sirente sullo sfondo.


Il rientro è più o meno sulle stesse strade e dopo essere passato da Bocca di Valle e Guardiagrele, mentre le ombre cominciano ad allungarsi, colgo l'occasione per un ultimo scatto, questa volta in riva al mare. 


L'Abruzzo è incredibile: in pochissimo tempo sono passato dalla neve e dai 2 sotto zero di Roccaraso ai 14 gradi e alle calme acque dell'Adriatico. 


Qualche centinaio di km che portano la Stelvio oltre i 198.000 km e mi hanno regalato una giornata bellissima e spensierata. Ce n'è in abbondanza per spiegare perchè non mi piace sospendere l'assicurazione in inverno!

martedì 19 novembre 2024

Rev'it Halo, giubbino termico

Arrivano i primi freddi e per chi non ha nessuna intenzione di smettere di girare in moto è il momento per attrezzarsi con abbigliamento tecnico adeguato alle temperature. La mia scelta è ricaduta sul maglioncino termico (in inglese mid-layer, "strato intermedio") Halo della Rev'it. Ho diversi capi di questa casa olandese e mi sono sempre trovato bene: vedremo se sarà così anche in questo caso.
 
 
Si tratta di un giubbino dotato di zip anteriore, 2 tasche sui fianchi senza cerniere e una tasca più piccola sul petto chiusa da una cerniera. In fondo alle maniche, sui polsi, si trovano 2 asole nelle quali è possibile infilare i pollici per far si che le maniche non salgano lasciando scoperto l'avambraccio. Il taglio è ovviamente aderente per non ingolfare chi lo indossa sotto il giaccone da moto imbottito. 
Il giubbino è in Polartec Thermal Pro, un materiale che, pur di peso contenuto, dovrebbe garantire calore e allo stesso tempo essere confortevole e duraturo.


Dove acquistare: ormai da tempo mi trovo estremamente bene con Holeshotmoto grazie alla cortesia e alla competenza di Guido Passarelli. Quindi anche in questa occasione non ho avuto dubbi nel chiedergli consiglio. Una volta deciso, poi, la spedizione è a dir poco fulminea: una volta può essere fortuna, ma ogni volta i tempi di consegna sono rapidissimi e questo è un altro indice di grande serietà. Da ultimo, che non dispiace, il capo era venduto con un forte sconto: con € 71 me lo sono portato a casa (escluse le spese di spedizione)


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