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giovedì 6 gennaio 2022

Giro dell'Epifania 2022

Il giorno dell'Epifania è festivo e approfittando del bel tempo prendo il 790 per girare senza una meta precisa. Mi avvio verso il Ticino passandolo sul ponte di Turbigo. Siamo al confine tra Piemonte e Lombardia. 

Essendo nella zona di Galliate colgo l'occasione per fare visita agli amici Stefano e Chiara nella loro nuova casa. Un caffè, quattro chiacchiere dopo tanto tempo che non ci si vedeva e mi rimetto in sella per sfruttare la bella giornata. Raggiungo Tornavento, proprio sopra il Ticino. La temperatura è rigida, ma il sole meraviglioso regala una vista stupenda del Monte Rosa.

Il borgo di Tornavento è un piccolo gioiello.

Mangio un boccone e mi avvio verso il Lago Maggiore, in direzione di Sesto Calende. Anzichè andare verso Arona, mi tengo sulla sponda Lombarda. Se devo fare una piccola, inutile statistica sulle volte in cui, diretto al Lago Maggiore, ho scelto di stare sulla sponda orientale, avrei un risultato nettamente più sbilanciato verso la sponda Piemontese. Non c'è una ragione, dal momento che anche la sponda Lombarda è ricca di luoghi interessanti. Passo oltre Angera e la sua rocca. Mi è venuta voglia di andare a visitare un luogo del tutto nuovo dove, per qualche involontaria ragione, non sono mai stato.

Quasi nascosto sulla strada provinciale 69 che passa alle spalle di Angera e costeggia il lago, dopo Ispra, c'è la deviazione da cui, con una breve stradina di circa 300 metri, si raggiunge il parcheggio al servizio dell'Eremo di S. Caterina del Sasso, a Leggiuno. La prima struttura risale addirittura al 1100 d.c. con una cappelletta dedicata a S. Caterina d'Egitto da un mercante scampato ad una tempesta e ritiratosi in questo luogo per fare vita da eremita.

Nota per chi è in moto: il parcheggio è gratuito, ma bisogna lasciare la moto e raggiungere l'eremo. Il luogo è molto tranquillo, ma la cosa va tenuta presente per organizzarsi nel caso si abbia un bagaglio non chiuso a chiave nelle valigie.

La vista del sole che si specchia sulle acque del lago è molto suggestiva: di fronte, ai piedi del promontorio controsole, Belgirate e Lesa.

L'ingresso per accedere all'eremo è di 5€. Dopodichè, passato un tornello, si scende lungo un sentiero fatto di scalini di pietra. Sono varie le rampe da scendere, anche abbastanza ripide. Quindi si arriva al piano dove si trova il bellissimo eremo, a picco sul lago. Qui una vista verso nord, con le Isole Borromee di fronte a Stresa e Verbania. C'è una luce magnifica.

Aggiungendo 1€ al biglietto di accesso si può risalire al piano di partenza prendendo l'ascensore: visto che indosso abbigliamento invernale da moto, con tanto di stivali, preferisco servirmene evitando di percorrere a ritroso gli scoscesi gradini che mi hanno portato qui.

In cima, un cartello ricorda che Leggiuno è il luogo che ha dato i natali al ciclista degli anni '70/80 Silvano Contini, ma soprattutto ad uno dei più grandi campioni di calcio italiani: Gigi Riva, indimenticabile bomber del Cagliari scudettato nella stagione 1969-70 e della Nazionale Italiana.

Anche oggi sono riuscito a trovare un senso al giretto in moto: riprendo la strada verso casa, e dopo appena 230 km circa il 790 si avvicina ai 10.000 km. Come si vede, i consumi registrati sono irrisori: più di 25 km con un litro!

Al rientro, è ora di ingrassare la catena.



sabato 11 dicembre 2021

Roncole Verdi a metà dicembre 2021

La partenza è in un'atmosfera glaciale, viste le temperature del periodo.
Attraverso i campi del Lodigiano, le zone del Parco Regionale dell'Adda Sud e intorno a Cremona per passare il Po. 
Tutto intorno i campi sono ricoperti dalla brina, ma procedendo verso sud, nelle zone del Parmense, verso Busseto, non si parla più di pàtina ghiacciata, ma di neve, che ricopre con il suo manto bianco la terra che riposa.
 
Con il cielo azzurro e terso e il sole che fa luccicare la neve, sembra uno scenario quasi siberiano.
 
 
Guido cercando di non sollecitare la tenuta delle gomme, consapevole che con queste temperature bisogna essere molto sensibili e progressivi: nessun movimento brusco nè ricerca di angoli di piega che non siano prudenti. "Dov'è il bello di andare in moto?" potrebbe dire qualcuno. Non pretendo di convincere nessuno, ma personalmente trovo soddisfazione innanzitutto nel prendere la moto e andare in giro, e poi nel cercare il piacere del giro in altri aspetti, come il contesto nel quale si è immersi. "Est modus in rebus" dicevano i latini: anche quando si va in moto, fortunato chi riesce a trovare motivi di soddisfazione non necessariamente nella guida, ma anche nel semplice girare. Io credo di essere tra quelli.

Raggiungo Roncole Verdi e, in attesa degli amici, approfitto per fare benzina. Dopo un po' arriva Nessuno13: non ci vedevamo da un bel po' (mi pare dal giro a Riva del Garda) e festeggiamo con un prosecco nel baretto là vicino. Dopo un po' ci raggiungono anche Nolmar, con Dude e Stella. Ora siamo al completo!
Il locale che abbiamo scelto lo conosciamo bene: ci siamo stati in diverse occasioni e andiamo sul sicuro. Non amo particolarmente il Lambrusco, ma tutto sommato questo si lascia bere e, dopotutto, si sposa bene con le ottime pietanze tipiche della zona che ci vengono servite.


Dove mangiare: noi ci siamo sempre trovati molto bene alla Locanda Ristorante "Alle Roncole", situato nella vecchia Casa del Popolo di Roncole Verdi, borgo natìo di Giuseppe Verdi. Si mangia in modo genuino, rapporto qualità/prezzo ottimo, spazioso (che non guasta in queati tempi di distanziamento), con ampia disponibilità di parcheggio.

Verso le 3 del pomeriggio, dopo il pranzo in compagnia degli amici, è ora di rimettersi in viaggio per tornare a nord. Non mi faccio mancare altri 30 km tra i campi, con il sole che allunga le ombre sulle campagne innevate.

Poi è tempo di mettersi in A1, per fare la parte finale in... "autostrazio".


Il 790 anche con questi climi rigidi non ha mostrato defaillance: le manopole riscaldate sono efficaci anche con temperature molto basse e la tenuta delle Avon Trailrider, che pure cominciano ad avvicinarsi ai 10.000 km, sembra ancora buona.

sabato 27 novembre 2021

Al Santuario della Madonna del Sasso, fine Novembre 2021

Ho voglia di mettere in giro il 790, ma mi avvio senza realmente sapere dove andare. Vado verso ovest, dal momento che sembra una situazione meteo meno incerta. Tuttavia, come d'abitudine, non faccio a meno dell'abbigliamento antipioggia e anche di un paio di guanti e di un collare antivento aggiuntivi: in caso di pioggia, l'esperienza insegna che potrebbero fare comodo. Lascio la superstrada che porta  a Malpensa all'uscita di Oleggio e scendo verso il ponte di ferro sul Ticino. Si entra in Piemonte. Prima il falsopiano dopo il ponte e poi due belle curve in salita e imbocco la strada che porta verso Varallo Pombia e il Lago Maggiore. Solo che svolto prima, sulla sinistra, perchè guidando mi è venuta voglia di andare verso la Valsesia seguendo la SP32 in direzione di Gattico e Borgomanero. Poi salgo verso Gozzano. Scatto una foto: mui aiuta a ricordare dove sono passato.


Mi faccio la SP76 "Cremosina" verso Pogno. Piccola sosta, con uno sguardo al cielo, che effettivamente non sembra promettere nulla di buono.

Comunque proseguo, perchè la strada è piacevole. Mi porta fino a Borgosesia. Ammetto che la topografia di queste parti non riesco proprio a stamparmela in testa: senza navigatore, che mi limito a seguire pedissequamente, dovrei fermarmi ad ogni incrocio per capire dove andare. Se mi sentissero i miei amici novaresi.... per loro questo è il cortile di casa per le scorribande in moto del fine settimana.

Giro un po' per Borgosesia, passo il ponte sul fiume, ma non so darmi un altro obbiettivo. Ma mi viene in mente che c'è un posto, sul Lago d'Orta, che mi ha incuriosito dalla prima volta che l'ho notato. Accosto, imposto il navigatore e ritorno sui miei passi percorrendo a ritroso la via Cremosina. E' anche l'occasione per fare qualche curvetta, seppure la temperature rigida e, soprattutto, il fondo stradale umidiccio, non invitino a sollecitare troppo le gomme. 

Ripasso da Pogno e svolto a sinistra (ci sono chiare indicazioni, comunque..) sulla SP47 e poco più avanti mi si para davanti quella che ho deciso essere la mia meta. Su uno sperone granitico a strapiombo si staglia contro il cielo grigio e nuvolo il profilo del Santuario della Madonna del Sasso.

Provo solo a immaginare che razza di impervio percorso si debba fare per raggiungere la sommità. A dire il vero, neppure sono sicurissimo che si possa salire fin lassù con la moto. Comunque proseguo sulla SP47 e poi sulla SP46: vediamo cosa mi aspetta. Un bivio con le indicazioni mi fa imboccare una strada in salita, a sinistra. Ci sono tornanti e la pendenza è anche discreta, ma il tracciato è guidabile e ci sono anche alcuni falsipiani che consentono di distogliere l'attenzione dalla strada per lanciare uno sguardo al panorama. Una rotonda, un sentierino isolato che digrada leggermente, ed ecco uno slargo, alle spalle del Santuario. Ci sono arrivato!!!!

L'area è deserta: non c'è anima viva. Lascio la moto e scendo alcuni gradini in pietra che mi portano sul fianco del Santuario, dove è posizionata l'iscrizione che ricorda la data di completamento della chiesa.

Il complesso sacro è stato edificato a partire dai primi anni del 1700. Sono arrivato dal sentiero alla sinistra e mi sono trovato nel giardino che discende verso lo strapiombo. Da qui posso osservare la chiesa, il campanile e la canonica attigua.


Ecco l'interno del Santuario, in stile Barocco come si usava al tempo.


Dando le spalle alla chiesa e camminando sul parato del piazzale, si arriva al muretto che si affaccia sul Lago d'Orta. La vista spazia veramente a 180°: di fronte abbiamo il Sacro Monte con Orta S. Giulio e l'isola di S. Giulio, sovrastati dal Mottarone. Non è un caso che questo punto panoramico sia chiamato "balcone del Cusio".

Volgendo lo sguardo a sinistra: le Alpi sullo sfondo e, semicoperta, in fondo al lago, Omegna, estremità settentrionale del Lago d'Orta. In primo piano l'imbarcadero di Pella. In lontananza sembra che un raggio di sole squarci il cielo scuro di nuvole.

Devo ammettere che staccarmi da questa meravigliosa vista non è facile. Mi trattengo ancora un po', prima di riprendere la discesa verso il lago. Una volta giù, seguo di nuovo per Gozzano e mi immetto nuovamente sulla SP229 per andare verso nord, lungo la sponda orientale del lago, quella che avervo di fronte guardando dal Santuario. Questo tratto di lungolago è guidato e filante, molto divertente. Anche nella bella stagione non è frequentatissimo, a differenza degli altri laghi circostanti: questo è un aspetto che me lo fa apprezzare ancora di più. Belle curve sinuose, alcune in discesa, belle tonde, un paio di bivi che mi porterebbero verso Ameno e il Mottarone, una discesa ancora e una rampa finale di alcune centinaia di metri mi conducono alla rotonda che si trova proprio accanto a Villa Crespi, con la sua inconfondibile architettura. Attualmente ospita anche il ristorante dello chef Cannavacciuolo.

E' quasi passata l'ora di pranzo. Il languore aumenta, ma non mi fermo certo da Cannavacciuolo: mi accontento di un pub che si trova di fronte. Un bell'hamburger abbondante, al piatto, una fresca birra media, e mi sento ristorato. Le giornate ormai sono corte: come si vede, sul lago comincia ad affacciarsi la luce del tramonto. Saranno passate le 3 del pomeriggio da poco meno di una mezzoretta.

Riprendo la strada verso Arona, poi Varallo Pombia e il Ticino. Arrivo a casa sul far della sera, con 300 km in più sulla moto e con un bel senso di ristoro. 

Ecco il giro di oggi: Madonna del Sasso e Lago d'Orta

Girare con la bella stagione è un'altra cosa, ma anche questi che potrei definire "giretti" invernali danno la possibilità di dedicarsi a scoprire luoghi magari vicini, ma meno noti. E comunque farsi una guidata almeno nel fine settimana è un bel toccasana che aiuta a distrarsi dalla routine quotidiana. A fine novembre il 790 Adv ha su 9.369 km.



sabato 6 novembre 2021

Valcava, Zambla e Presolana a novembre 2021

Genericamente ruote a nord, dove nei pressi di Lecco prendo a destra in direzione di Calolziocorte, località celebre per la presenza del Castello dell'Innominato, di manzoniana memoria. Continuo verso le zone in provincia di Bergamo: SP179 che sale verso Torre de' Busi. In questa stagione in cui si deve cominciare a stare un po' lontano dalle montagne per ragioni legate alle condizioni delle strade, alle temperature, al meteo spesso sfavorevole, le curve in moto diventano quasi un miraggio. Quindi quando si presentano le occasioni, con queste giornate stupende, ogni curva è fonte di godimento doppio! Mentre salgo incrocio due motociclisti che scendono e che mi fanno dei cenni: mi sembra di capire che ci sono problemi di circolazione e tocca tornare indietro. 

In effetti, proseguendo, trovo una serie di auto incolonnate. La strada è abbastanza stretta, quindi non è proprio agevole risalire la coda. Sono tutti fermi e sono scesi dalle auto. Smonto dalla moto e 200 metri più avanti capisco la ragione dell'incolonnamento: c'è il senso alternato per via di alcuni lavori di messa in sicurezza del costone che è tagliato dalla strada. Dopo qualche minuto riceviamo il via libera dagli operai e si riparte. Alcuni tornanti portano a salire di quota abbastanza rapidamente e questo permette di godere di una splendida vista sui laghi di Arlate, Annone e Pusiano. Fanstastiche anche le Alpi innevate sullo sfondo.

La salita verso il Passo di Valcava, a 1.200 metri di altitudine, dura una ventina di minuti (al netto delle soste forzate..) e si raggiunge uno slargo. C'è modo di parcheggiare la moto e, volendo, di mangiare un panino acquistato in un baracchino. Preferisco però fare due passi in salita, sulla collina, dove svetta una gigantesca antenna per telecomunicazioni.

Certo non si può fare a meno di osservarla, ma per fortuna girandosi verso l'altro versante della valle si gode di una meravigliosa vista panoramica: giudicate voi se non merita di restare ad ammirare  questo spettacolo delle montagne bergamasche.

La discesa verso la Valle Imagna e Almenno è lunga e piena di bei tornanti: peccato solo che è in ombra. Visto che ci sono, mi metto in mente di dirigermi verso il Passo Zambla, in direzione di Sedrina, Zogno e Serina sulla SS470 della Val Brembana e la Strada Provinciale 27. Poi inizia la salita e le curve, di nuovo, in direzione di Oltre il Colle. Raggiungo il passo di Zambla con la vista sulle Alpi Orobie Bergamasche. La giornata continua ad essere radiosa, anche se le temperature sono "montane": del resto siamo oltre i 1.200 metri di altitudine.

La discesa dal Passo Zambla è lunga, con molti tornanti secchi e chiusi finchè la SP46 si immette sulla SS671 della Val Seriana nei pressi di Ponte Nossa. Passando da Clusone, la strada sale verso Bratto e con un'altra serie di belle curve arriva al Passo della Presolana. siamo sempre sui 1.200 metri di altitudine.

Devo dire che si è fatta una certa ora e non ho ancora pranzato. Vado un po' in giro per la zona, alla ricrca di una trattoria, ma essendo passata l'ora, anche a Bratto, più a valle, non trovo nulla. Risalgo allora verso il passo e mi faccio bastare un panino col formaggio tipico della valle, con una birra. Quello che mi giova di più è il sole pomeridiano che per una ventina di minuti batte proprio nel punto dove si trova il mio tavolo. Essendo un po' infreddolito, mi tratterrei anche oltre, ma il sole scende dietro il monte. E' tempo di risalire in sella e di tornare a casa. 

Alla fine il giro di oggi è stato pressappoco questo: Passo Valcava-Passo Zambla-Passo della Presolana

Il 790 ha fatto i suoi primi 9.000 km.


sabato 27 febbraio 2021

Giro in Val d'Intelvi per chiudere Febbraio 2021

Le vicende sanitarie richiedono un cambio di colore alla regione, che da lunedì diventerà arancione: questo quindi è l'ultimo fine settimana in cui è possibile girare, almeno per qualche tempo. La scelta non è poi così ampia, visto che verso est ci sono moltissime zone rosse, le montagne vere non sono contemplate in quanto c'è ancora troppa neve e le colline dell'Oltrepò le abbiamo visitate la scorsa settimana.

Deciso per il Lago di Como, ci troviamo a Saronno con molta calma: con Peo arriva anche un ragazzo romano, Michele, con una Speed 1050 a fari tondi. Ci avviamo verso nord. Abbastanza scontato trovare un gran traffico già dopo il casello di Como, all'uscita di Monte Olimpino. Fino a Cernobbio, Moltrasio e Laglio è una coda continua ed ininterrotta con le moto che sorpassano infilandosi tra le auto e la riga della mezzeria. Era prevedibile: non è il massimo e in tempi normali avrei rifuggito tutto questo, ma con la fame di giri che ho, non ho la minima intenzione di rinunciare. La compagnia e i panorami di queste zone sono già un valido incentivo!

Rimango colpito dalla incredibile quantità di moto che sono in giro: siamo ancora a febbraio, solitamente molti hanno ancora l'assicurazione sospesa in attesa di riaprirla in aprile; inoltre ci sono poche occasioni di uscire per via della pandemia: avrei pensato di non trovarne che pochissime. Mi sbagliavo clamorosamente. Breve sosta per allentare la tensione del traffico e pianificare i prossimi km.

Il lago di Como è sempre affascinante

Ad Argegno lasciamo finlmente quel traffico congestionato e iniziamo a salire per la Val d'Intelvi. Strade piene di tornanti, alle volte rallentati nel ritmo dalle auto, che con la larghezza della carreggiata così ridotta sembrano muoversi con la lentezza di tanti pachidermi di ferro. Di tanto in tanto capita anche di rimanere incolonnati dietro a dei ciclisti: nell'attesa di trovare lo spazio per sorpassarli, non resta che salire col loro passo. Però alla fine c'è gusto: basta che la strada si impenni un po' e curvi per essere felici: noi ci accontentiamo di poco.

Quando poi ci sono panorami come quelli tra le strette valli di montagna, il piacere cresce.

Le strade sono abbastanza malconce, non proprio il terreno ideale per la Streetfighter e la Speed, ma Peo e Michele se la cavano egregiamente. La scusa per un caffè diventa l'occasione per mangiare un panino e bere una birretta fresca a S. Fedele Intelvi, prima di continuare. La discesa verso Claino con Osteno è divertente, con un sacco di tornanti, specie nella parte in basso.

Raggiungiamo le sponde del Lago di Lugano, con le montagne circostanti innevate che si specchiano  nelle acque grigie.

Sul lungolago di Porlezza lo spettacolo è molto suggestivo

Decidiamo di risalire, nuovamente, sulla SP11 della Val di Rezzo.

Non è una scelta felicissima: il fondo stradale è in pessime condizioni, pieno di sconnessioni e ghiaietta in traiettoria. Sembra di inerpicarsi per andare senza direzione, per finire in qualche boscaglia. Con andatura adeguata alle condizioni, procediamo tra i boschi. Di tanto in tanto si aprono scorci bellissimi, con gole attraversate da ruscelli. Continuiamo a salire e la neve nei campi circostanti, ben oltre i 1000 metri di quota, diventa sempre più abbondante.

A Cavargna ci sono diverse stalle con un sacco di cavalli dal pelo lungo che mangiano biada placidamente, senza curarsi molto del nostro passaggio.


Commentiamo la piccola "avventura" appena conclusa, per inaspettate strade sconnesse e impervie: fare praticamente fuoristrada con una naked? Fatto!

Da qui in avanti la discesa verso Carlazzo è molto divertente, con la strada in condizioni di gran lunga migliori! Quindi ancora giù, con gli ultimi tornanti verso Menaggio, con diverse curve da cui si vede in basso il Lago di Como.

Da Menaggio torniamo ad immergerci nel traffico costiero della strada Regina: certo, il contrasto è notevole, ma non c'è altro modo per tornare indietro. Alla fine, dopotutto, anche quest'ultimo tratto va meglio di quanto temessimo, anche se c'è un po' da infilarsi per non andare a passo d'uomo.

Saluti e rientro in Autostrada da Como: nel mezzo non c'è molto che giustifichi il ritorno su strade statali, congestionate dal traffico dello shopping del sabato pomeriggio, l'ultimo prima della nuova chiusura. Chissà quando potremo fare un altro giro!


 Il giro di oggi verso la Val d'Intelvi e Porlezza.



 


 



sabato 6 febbraio 2021

Zona gialla e prima uscita del 2021

E' già passato 1 mese dall'inizio del 2021 e finalmente il passaggio alla zona gialla consente almeno di uscire dal proprio comune, pur non consentendo ancora lo spostamento tra regioni.

Finalmente posso ritirare il 790 adv dal capannone industriale in Brianza, dove è dovuto rimanere forzatamente sin da fine ottobre, dal momento che non avevo più potuto andare a riprenderlo per via delle restrizioni, che ho rigorosamente rispettato.

Una controllata alla pressione delle gomme, una leggera gonfiata all'anteriore e la leggera pressione sul pulsante rosso dell'accensione ridà voce al bicilindrico, così a lungo soffocata. Nei tratti autostradali giro il gas anche con una certa cattiveria . Finalmente!!!!!

Raggiungo Peo dalle sue parti. La Streetfighter V4 Ducati nuova di pacca si mostra ai miei occhi mano a mano che la serranda del garage sale: sono al cospetto di un vero "monster", anche se quello era il nome della moto che ha sostituito.

Breve conciliabolo: decidiamo di dirigerci verso il Lago Maggiore. Peo gira la chiave e il borbottìio dei 4 cilindri di Borgo Panigale investe la stradina: è cupo e profondo e trasmette già in folle i toni intimidatori dei suoi 208 cavalli. 

Dobbiamo rimanere nei confini regionali e quindi raggiungiamo il lungolago di Ranco, nei pressi di Angèra.

 

L'idea era quella di sostare in un localino sulla sponda del lago, ma è chiuso e ci tocca spostarci più avanti, verso Angèra. La rocca non si vede, occultata dalla nebbia. Anche l'orizzonte è invisibile e le piatte acque del lago si perdono nella bruma.

Un brindisi ai km che riprenderemo a fare nel 2021!


Peo "abbevera" i cavalli, assetati.


In questo periodo dell'anno le giornate sono ancora brevi e l'aria uggiosa non aiuta certo a sfruttare la luminosità fino all'ultimo, quindi è il momento di salutarci.

Il rientro avviene nella nebbia via via più intensa mano a mano che si attraversano i campi scuri e dissodati, ma anche un giro di questo tipo, perlopiù passato nella foschia, è servito per riaccendere la luce della passione sopita per mesi. 

Il 2020 è finito. Non ha portato via con sè la pandemia e tutto il suo carico di negatività (..o positività, a seconda di come la si voglia vedere...), ma si prova a metterlo in archivio cominciando a lasciarselo alle spalle. 


Quando parcheggio la moto nel box dopo aver percorso 228 km, il calore del bicilindrico è anche quello dell'anima. Non vedo l'ora di riprendere a fare km e viaggi con la mia compagnia di dueruotati!

domenica 18 ottobre 2020

Derby e Pian delle Fugazze a metà ottobre

Decisione presa su due piedi, per fare una sorpresa a Nolmar e goderci insieme a Jules Winnfield il derby della Madonnina nella sua nuova casa.

Siccome l'appuntamento a Rovereto è alle 13, me la prendo comoda e attraverso la pianura padana verso est percorrendo solo statali. Ad un tratto il quadro del 790 mi si spegne: restano visibili sono le spie poste ai lati del cruscotto. Decido di fare un filmatino e mandarlo via whatsapp al concessionario: potrebbe servire come prova per sostituirlo in garanzia. Mi era successo già la scorsa settimana, e nonostante un reset fatto in concessionaria, il problema evidentemente non è risolto: vedremo. Per il momento mi basta spegnere la moto e riaccenderla per far tornare tutto funzionante. Bene così. 

Per il resto, il 790 adv mi da solo un bel piacere di guida mentre corre tra i campi e le cascine del bergamasco e del bresciano. Proseguo poi verso la parte meridionale del lago di Garda fino a Peschiera. Quindi inizio a costeggiare l'Adige: la SS11 della sponda occidentale mi da sempre molto gusto. Sinuosa e veloce, consente una guida brillante e in sicurezza, non essendo neppure molto trafficata. Di tanto in tanto ci sono degli autovelox, ma resta comunque godibile. Poi passo sull'altra sponda dell'Adige.

Il fiume è bello pieno, dopo le piogge degli ultimi giorni. Osservare le rapide e le acque impetuoso ha un effetto quasi magnetico sullo sguardo.

Percorro la sponda orientale, sulla SS12 dell'Abetone e del Brennero: mi piace meno perchè meno divertente e anche più trafficata. Arrivo a Rovereto e aspetto Jules nel distributore ai piedi della strada che sale verso Vallarsa. Grandi abbracci: non ci vedevamo da troppo, con questo cavolo di covid che ci impone distanze e cautele. La salita della SS46 è un divertimento puro! Ogni volta che la faccio me la godo tantissimo: fondo perfetto, curve continue, panorama stupendo. 

Il lago di Spèccheri non lo avevo mai notato: ero sempre stato attratto dal monastero scavato nella roccia a Trembileno. Tra curve fantastiche che accrescono il piacere di guida e gli scorci panoramici che fanno bene agli occhi, è un gran bell'andare su verso il Pasubio. Per la prima volta ho portato il 790 tra le curve di montagna con le valigie rigide: volevo capire che sensazioni dava averle montate e come si comporta la moto tra le curve: tutto perfetto!

Il versante trentino è inondato di sole: lo stesso non può dirsi di quello Veneto. Mangiamo un panino nel baretto a Pian delle Fugazze e di fronte a noi si para un cielo competamente diverso: nuvole basse e nebbia fino a oltre Valli del Pasubio: volevo fare qualche foto ad uno scenario solitamente spettacolare ma oggi non è proprio il caso. Passiamo dinanzi al cartello che indica il percorso della strada delle 52 gallerie

Il resto del viaggio fino a destinazione, verso Schio, Bassano e Treviso è rapido quanto noioso, ma del resto non ci sono alternative dovendo arrivare a destinazione a fine pomeriggio. Le due "bestiole" mentre facciamo la spesa.


E alla sera... grande soddisfazione!!! Sorpresone a Nolmar e a Dude.. dopo la esaltante vittoria nel derby in trasferta!

E si brinda!

L'indomani è ora di rientrare. Colazione dei campioni...

Foto suggestiva...

E Bridget che è arrivata a 6.700 km.

Fine settimana spettacolare grazie all'ospitalità di Fabio, alla compagnia di Dude e Moreno e alla gentile collaborazione della doppietta di ZLATAN!!!!

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