sabato 9 maggio 2026

in giro per l'Appennino Piacentino e Ligure

Partenza con calma e appuntamento con Bond al benzinaio dalle parti di Locate Triulzi. Grande evento. La giornata promette bene: non è freschetto, ma neppure caldo. Ci avviamo sulla statale della Val Tidone attraversando i campi allagati della bassa Lodigiana, dove gli aironi zampettano elegantemente. Il traffico iniziale si dirada prima ancora di arrivare a Torrevecchia Pia: da lì in poi si va liberi. Passiamo il Po a Pieve di Porto Morone e continuiamo verso Castel S. Giovanni. Anzichè girare alla 1° rotonda in direzione della Val Trebbia, proseguiamo seguendo per Borgonovo Val Tidone. Aggiriamo il castello e anche qui evitiamo di andare a destra per la Val Trebbia: andiamo avanti e seguiamo per Pianello Val Tidone. E' qui che voltiamo a destra per la Strada Provinciale 60, in direzione di Azzano. 

    Breve sosta per rifornire
 

Al benzinaio una scena abbastanza comica: davanti a me un tipo con un GS adventure 1300 nuovo di pacca mi precede per rifornire. La sua sosta si prolunga un bel po' e io in attesa dopo di lui. dopo un po' vedo che rinuncia, spinge avanti al moto e mi fa cenno di procedere io a fare benzina. Ringrazio. Solo dopo mi accorgo che ha chiesto al compagno di giro, che ha un GS 1250, di aiutarlo a capire come si apre il tappo del serbatoio perchè lui non ne ha la minima idea. Dentro di em non so se ridere o piangere. Vabbè. Da questo punto in avanti iniziano le curve e i saliscendi e la guida si fa divertente. Il traffico è praticamente nullo.. in compenso, essendo strade meno battute, c'è un discreto via vai di ciclisti. Tuttavia, ci rispettiamo a  vicenda e nessuno ha problemi. dopo Azzzano, seguiamo a destra per Strada Provinciale 65, che porta al Passo Caldarola. 

Anche qui: solo biciclette e vista a perdita d'occhio sulle colline circostanti.



In cima al passo prendiamo a destra per la SP68 che ci porta verso Bobbiano. Sullo sfondo, la sagoma della Pietra Parcellara. 

Poco più avanti passeremo accanto alla Pietra Perduca, con la sua chiesetta arroccata. La vista sulla Val Trebbia è fantastica: abituato al quotidiano orizzonte chiuso, quando ho modo di lanciare lo sguardo a perdita d'occhio avverto in pieno il senso di libertà.

Raggiungiamo Travo (strada in discesa ancora fantastica, oltre che deserta!!!!) e andiamo avanti percorrendo il ponte sul fiume Trebbia. A questo punto, una volta sbucati sulla statale 45 della Val Trebbia con una breve salita, torniamo un po' indietro, andando a sinistra. Il nostro intento è quello di evitare la Val Trebbia, che al sabato, nella bella stagione, è sempre super trafficata e affollata da tante moto. Preferiamo spostarci nella valle "accanto", la Val Nure. Ci arriviamo salendo da Rivergaro con la Strada Provinciale 55 che sbuca esattamente in prossimità del ponte di Ponte dell'Olio. Tra l'altro, la strada è molto divertente e godibile: quindi non ci perdiamo proprio nulla. Da Ponte dell'Olio raggiungiamo Bettola, costeggiando il fiume Nure con una strada che scorre abbastanza dritta e rapida, con qualche estemporaneo saliscendi. A Bettola passiamo il ponte sul fiume e ci fermiamo per fare un po' il punto della situazione. Decidiamo di proseguire sulla strada Statale 654 della Val Nure. Da questo punto la strada torna ad essere divertente e curvosa. Anche il fondo stradale è ben tenuto e quindi ci possiamo godere la guida al 100%. Raggiungiamo Farini e ripassiamo il fiume sul ponte appena dopo il paese. Continua il bell'andare tra saliscendi e curve guidate. Si conferma il traffico nullo! Da Ferriere in poi la strada si fa ancora più montana e anche il tracciato diventa più tortuoso: resta, però, estremamente divertente. In sequenza, il Passo Zovallo prima..

...e, poco più avanti, il Passo del Tomarlo, che ci porta in Liguria.


Sullo sfondo il cielo sembra più scuro. Per ora, tuttavia, le condizioni sono perfette per girare: in cima al passo la temperatura è abbastanza freschetta, per via di un leggero venticello, e le giacche di pelle che indossiamo si rivelano perfette per tenerci al caldo. Durante la discesa un capriolo, un centinaio di metri davanti a noi, attraversa la strada e si inerpica sulla sponda ripida, per poi sparire nel bosco. Affascinante!

Altro divertimento fino a raggiungere S. Stefano d'Aveto, dove ci fermiamo per mettere qualcosa sotto i denti. Nel frattempo scrutiamo il cielo, che comincia a diventare scuro proprio nella direzione in cui dobbiamo andare. Non vogliamo percorrere la strada a ritroso, così proseguiamo verso Rezzoaglio dove, con una curva secca a V, prendiamo al SS586 della Val D'Aveto. Lungo tratto in discesa, tra i boschi, finchè un cartello ci segnala che più avanti, nei pressi della diga, la strada è interrotta. Dobbiamo per forza voltare a sinistra, seguendo le indicazioni per Vicosporano. E' la Strada Provinciale 72 di Alpepiana. E' una strada abbastanza stretta e tortuosa, ma davvero ben tenuta: si passa il fiume superando il ponte Principe sull'Aveto e ci si inerpica tra i boschi. Non c'è anima viva: fantastico. Si sale e si va avanti passando Da alpepiana, Vicomezzano e Vicosoprano, mentre di tanto in tanto da alcune curve si può vedere il panorama di tutti i monti circostanti. Intanto quel cielo nero e minaccioso che avevamo notato ha iniziato a scaricare pioggia: niente di torrenziale, ma contribuisce a rendere il tutto ancora più suggestivo e "avventuroso" essendo, queste, contrade nuove e mai percorse. La pioggia cade, ma non disturba più di tanto. Per fortuna non fa freddo. Solo una breve sosta sotto l'acqua per spostare il cellulare e i documenti dalle tasche alla borsa da serbatoio impermeabile: per questa ragione non ci sono foto di questi momenti. In alcuni punti le frane hanno rovinato l'asfalto e quindi la strada, pur riaperta, presenta dei tratti in sterrato. Ma nessun problema. Proseguiamo attraverso il bosco e poi una lunga discesa e tanti tornanti raggiungiamo Ottone. Ci reimmettiamo sulla SS45 della Val Trebbia. E qui il traffico si fa più intenso: tante moto, anche auto, e diverse interruzioni per lavori: semafori che cadenzano il senso alternato in più punti. In compenso ha quasi smesso di piovere e la temperatura mite ci ha asciugato i giubbotti di pelle. Perfetto. Le curve continuano a susseguirsi, con le gole del Trebbia alla nostra destra e poi alla nostra sinistra, dopo Marsaglia. In alto, sul cucuzzolo, la chiesetta di Brugnello domina sull'ansa del fiume. Passiamo sotto a Bobbio e, con andatura spedita visto che ora la strada statale si allarga ed è meno tortuosa, raggiungiamo la tangenziale di Piacenza, per fare rientro a casa.

Alla fine per la Stelvio sono poco più di 350 km, ma davvero di grande qualità: strade nuove e nessun fastidio di traffico. Gran bel ritorno on the road per Bond e la sua Ninety Scrambler: replicheremo sicuramente!


 Ecco la mappa gpx del giro di oggi: Val Tidone, Val Nure, Val d'Aveto e Val Trebbia 


 

 

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