martedì 29 ottobre 2024
Navigatore Tom Tom Rider 550
sabato 19 ottobre 2024
Verso la Svizzera, tra i monti dell'Alpe di Neggia e Indemini
Proseguo verso Monvalle e Leggiuno, dove i trova il bellissimo Eremo di S. Caterina del Sasso: vale assolutamente una visita! Mi lascio alle spalle Laveno prima e Luino poi, due località molto eleganti che si affacciano sul lago, e raggiungo Maccagno. E' da là che la provinciale SP5 si inerpica, regalando un bello scorcio panoramico.
Con la Stelvio che paciosa borbotta su per la salita, tornante dopo tornante (tutti abbastanza stretti e chiusi!) guadagno quota. La strada si restringe, il fondo stradale diventa sempre più ricoperto di foglie gialle di gusci di castagne.
Entro in Svizzera dalla dogana di Indemini. Nessun tipo di controllo: tutto sembra abbandonato.
La strada non permette grandi andature: in compenso regala scorci molto suggestivi, come queste cascate che escono dal bosco, immerse nei colori gialli dell'autunno.
La strada prosegue ancora seguendo un tracciato abbastanza tortuoso, finchè nei pressi dell'Alpe di Neggia il bosco si dirada e il verde dei prati, dove pascolano paciosamente le mucche, prende il sopravvento. Sullo sfondo si scorge il lago.
Ecco la Stelvio ai quasi 1.400 metri dell'Alpe di Neggia.
Da qui in poi inizia la lunga discesa, in cui si susseguono i tornanti quasi senza soluzione di continuità: come per la salita, anche in questo caso sono abbastanza chiusi. Tuttavia non c'è nessun accenno di traffico e quindi posso impostare la traiettoria un po' come preferisco. Anche qui c'è modo di godere di una bellissima vista che spazia fino a Locarno e Ascona.
Un giro "lento", tranquillo, che si conclude costeggiando il lago da Gambarogno fino a rientrare in Italia dalla dogana di Dirinella. Anche qui, nessun controllo particolare. Alla fine saranno circa 300 km, con grande beneficio per lo spirito. La mototerapia non delude mai!
domenica 6 ottobre 2024
Marche in fuori strada
domenica 9 giugno 2024
Guanti Invernali Rukka Thermo G
mercoledì 24 aprile 2024
Casco Nolan N87
Non ho avvertito sensazioni di particolare affaticamento del collo e della schiena nonostante lo abbia indossato per lunghe ore ed anche a velocità autostradali: penso quindi che sia ben bilanciato (il peso è importante, ma non è l'unico fattore da valutare!). La chiusura della visiera chiara è ottimale: arriva a battuta sulla mentoniera e sigilla perfettamente. Ora, come già detto per altri caschi, verificherò la tenuta delle imbottiture e dei meccanismi dopo un uso più prolungato. Per il momento mi sembra un casco dal rapporto qualità/prezzo più che buono. Completa il tutto la chiusura micrometrica del cinturino: sicuramente molto comoda, anche se io, forse per mia fissazione, preferisco comunque quella a doppio anello. Ecco una visione del casco senza etichette.
venerdì 19 aprile 2024
Casco Hype Venturmax
Posseggo diversi caschi, anche se la testa è una sola. Tuttavia alcuni di essi mostrano i segni dell'usura: del resto non li tengo certo nell'armadio a prendere polvere. Ne ho tenuti sott'occhio diversi, ma non mi ero ancora deciso. Un paio di giorni fa ho messo la testa dentro un negozio della catena Wheelup e l'occhio mi è caduto su questo.
È un casco Hype, una marca interna di Wheelup, prodotto in Cina, come ormai quasi tutto. Modello Venturmax in fibra, del peso di 1.650 grammi circa.
Esteticamente nulla da dire: mi è subito piaciuto. Me lo sono rigirato tra le mani con attenzione. 2 prese d'aria sulla mentoniera: una più grande ed una sotto, più piccina. 1 presa d'aria sulla fronte. Visiera parasole interna retrattile. Aletta parasole con diverse fessure per lasciar passare i flussi d'aria, rimovibile solo con giravite. Interni rimovibili e lavabili. Come da foto sotto, è previsto uno spazio per agevolare l'inserimento delle bacchette degli occhiali e viene venduto con una visiera Pinlock (sigillata) da montare sulla faccia interna della visiera chiara.
Il prezzo è estremamente contenuto, € 179, e in tutta franchezza non mi aspetto granché non tanto in termini di sicurezza quanto, piuttosto, di durata dei materiali: mi aspetto una perdita di compattezza dei guanciali interni, un rapido degrado dei dispositivi apri/chiudi delle prese d'aria e del meccanismo di fissaggio della visiera. Altri aspetti da valutare con l'uso: vedremo se, col caldo che ormai sta arrivando, la circolazione dell'aria sarà sufficiente; se il peso, non proprio contenuto, rappresenterà un problema indossando il casco per molte ore; se, altresì, gli interni sapranno assorbire il sudore. Ad ogni buon conto, una volta che l'avrò usato regolarmente, valuterò se acquisti di questo genere, in cui il prezzo gioca un ruolo quasi decisivo, valgono lo sfizio.
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