lunedì 5 luglio 2021

Con la Toscana inizia Luglio

1° giorno: 
Dopo aver salutato il 790 ADV ho occasione di rimettere le ruote in strada. E' rimasta solo la Stelvio a farmi compagnia d'ora in avanti.
Parto con 118.800 km. Notare la presenza del paracoppa, appena montato.
 

 
Ho optato per la borsa da serbatoio e il rullo da sella: penso che l'agilità sarà fondamentale nel gran traffico di questa estate. 
Partenza di buon ora e autostrada svelta fino a Modena sud.
Poi inizia il bello: attraverso Vignola e mi inerpico per Guiglia, in direzione di Zocca. 
 
 
La strada è entusiasmante! Ci sono parecchi avvallamenti, questo va detto, ma sono abbastanza regolari e "leggibili": questo consente di andare via abbastanza tranquilli. Ci si mette anche la temperatura gradevole a rendere il tutto ancor più piacevole.
Mi lascio alle spalle Zocca e proseguo in direzione di Castel d'Aiano finchè la SP623 giunge al bivio per Tolè. 
 
 
Prendo a sinistra la SP25 e, poco prima di Tolè, a destra per Cereglio: una lunga discesa mi porta a Vergato. Passo anche il valico della Sella della Croce, mai sentito prima.
 
 
 
Sono abbastanza agli sgoccioli con la benzina e faccio rifornimento dopo aver chiesto informazioni al personale di un lavaggio. L'addetto, evidentemente motociclista anche lui, mi suggerisce di seguire per Grizzana Morandi: è esattamente dove avevo già deciso di passare, ma non gli rovino l'entusiasmo di descrivermi quanto sia bello quel tratto. In realtà lo conosco ormai abbastanza bene, perchè dopo esserci passato casualmente una volta, ci sono volutamente tornato in varie occasioni di viaggi verso sud. La cosa che mi piace, oltre al tracciato pieno di tornanti, è che quando cominci a scendere verso valle da Grizzana, ti si para davanti tutta la vallata: in basso si vede l'autostrada A1 tra Bologna e Firenze e l'effetto è sempre quello di potersi godere il caotico traffico standosene appartati. Di fronte - a sinistra Rioveggio e, quasi di fronte, S. Benedetto Val di Sambro (tristemente noto soprattutto per le stragi del rapido 904 e dell'Italicus) - la strada risale il monte che porta alla Raticosa. Scelgo anche qui un tracciato che conosco, passando da S. Benedetto Val di Sambro Stazione e risalendo con la SP60 e poi con la SP61 verso Monteacuto Vallese, il Valico di Montefredente e la strada di Bruscoli. 
 
 
Passo il confine tra Emilia-Romagna e Toscana. Il navigatore vorrebbe farmi andare verso Scarperia e la Sorgente Panna, ma decido di proseguire per la via più diretta per il Mugello, fino al lago di Bilancino. La SR65 mi porta verso Olmo e la Vetta le Croci. Mi godo le belle colline di Fiesole, anche se non riesco a trovare uno scorcio adatto per fotografare la vista su Firenze. Devo anche ammettere che, col peso che si ritrova, non è facile fermare e tenere la Stelvio in pendenza mentre si scatta una foto: alle volte servirebbe fare inversione per poterla mettere sul cavalletto, ma non sempre c'è spazio e modo di farlo. Non sono poche le foto che avrei voluto scattare, alle quali ho dovuto a malincuore rinunciare. Comincia a fare caldo da Fiesole e la discesa verso Firenze, a cui si aggiunge il traffico cittadino, la percorro col sudore che mi dà fastidio. Per fortuna raggiungo Piazzale Michelangelo e posso togliere il casco per qualche minuto. Vista meravigliosa!
 

Ok il casco.. ma questa meraviglia va mostrata anche senza.. ecco "la granata Fiore" in tutta la sua meraviglia!

 
Non vorrei arrivare tardi ed ho ancora un passaggio che vorrei fare, prima di arrivare a destinazione. Quindi mi rimetto in sella. La strada verso Firenze/Impruneta è svelta. Riconosco il piazzale dove incontrammo tanti anni fa (forse il 2011??) molti amici toscani del gruppo delle Triumph. Ne è passato di tempo, accidenti!
Seguo il raccordo autostradale Firenze-Siena fino a Tavernelle, per poi andare verso Certaldo e S. Gimignano. Ho inserito nel navigatore un percorso su strade di campagna, secondarie, che mi aspetto possa farmi apprezzare le colline ricoperte di vigne. Per fortuna non mi ero sbagliato e mi godo i saliscendi e la tranquillità, con tanti casali di pietra e ben curati a punteggiare il paesaggio. Ecco S. Gimignano, con le sue torri celeberrime svettare dietro le mura!
 
 
Comincio ad essere un po' provato dal caldo e dai chilometri, ma la meta non dovrebbe essere molto distante. Raggiungo il casale immerso nel verde, dove ho prenotato per la notte, facendo una grande sorpresa a Moreno, Dude, Fabio e Monica: se la stanno spassando in piscina e quando mi vedono cominciano a ridere increduli. Parcheggio la moto accanto alle loro...

 
...e mi godo il meritato relax.
 

Cliccando si vede il percorso e il giro di oggi:
 
Dove alloggiare: il casale Il Pietreto, Colle Val d'Elsa è immerso nel verde, appartato tra le colline, ed offre anche parcheggio gratuito per le nostre moto. L'accoglienza è puntuale e discreta e il gestore è stato estremamente disponibile. La cena molto gradita, con prodotti locali di ottima qualità. Sicuramente da tenere presente pro futuro

Allestimento moto: in previsione del traffico ho smontato le valigie rigide e ho preferito optare per la borsa da serbatoio FAMSA e per il rullo da sella Tornado taglia M della Enduristan. Ho fissato il tutto con dei tiranti e tutto ha funzionato perfettamente. La borsa da serbatoio (ammetto: non è bellissimo vederla così alta, ma non mi ha dato alcun fastidio nell guida. Inoltre ho dovuto espanderla per via delle dimensioni "importanti" della giacca antipioggia) contiene una mascherina da usare al volo, documenti, guanti e collare di riserva, copriguanti impermeabili, pantaloni e giacca impermeabile, atlante stradale italiano del Touring. In realtà avevo messo anche una staffa pieghevole per montare la telecamerina, ma per pigrizia alla fine non l'ho mai tirata fuori. Svariati attrezzi sono poi nella piccola borsina della Kappa fissata sul portapacchi posteriore. 
 
2° giorno:
Dopo aver salutato i ragazzi, riprendo la strada verso sud. Visto che non è lontano, passo rapidamente da Monteriggioni.
 
 
Devo ammettere che ieri sera non ho potuto pianificare il percorso per andare verso sud, quindi sono andato un po' a senso, appoggiandomi essenzialmente su passaggi già conosciuti. 
Quindi pranzo d'obbligo con un tagliere"essenziale" di salumi e formaggi al "Porcellino divino" di S. Maria degli Angeli, sulla E45.
 
 
Il pensiero di trovare traffico eccessivo ed anche il gran caldo hanno contribuito a che il tracciato seguito sia stato molto "spiccio" e non degno di particolari note. Valico del soglio nei pressi di Sellano.
 
 
Poi Borgo Cerreto, sotto Cerreto di Spoleto, incolonnato dietro camion lentissimi sulla SS465 e Norcia. Faccio benzina alla IP al bivio, ma senza salire a Castelluccio, passo "basso", per raggiungere la SS4. Di qui superstrada direzione Ascoli e S. Benedetto, dove mi immetto sulla A14. Code per lavori ormai scontate, tra Roseto e Pescara Nord. Fine di una giornata abbastanza interlocutoria, calda e stancante.
In serata la nazionale italiana di calcio batte la Spagna ai rigori ed approda alla finale del campionato Europeo a Londra, contro l'Inghilterra padrona di casa.
 
3° giorno:
Mi rimetto in sella: la destinazione di oggi è Foligno, in Umbria. Si torna verso nord.
Sono dello spirito giusto e, dopo aver fatto il pieno, percorro la SS16 Adriatica nel tratto meraviglioso della Costa dei Trabocchi, tra Vasto e Torino di Sangro.
Da Torino di Sangro parte una strada statale della fondovalle Sangro che consente di collegare rapidamente la costa a Castel di Sangro. Tuttavia lascio la strada a scorrimento veloce nei pressi di Casoli, per poi proseguire sulla vecchia statale. Certo, basta trovare un camion e ci si trova incolonnati e impossibilitati a sorpassare, per via della presenza di centri abitati e pochi tratti dritti, ma una volta lasciati alle spalle questi mezzi ingombranti, si può godere di tutta la meraviglia che regala percorrere queste zone in sella a una moto. 
Il percorso che ho scelto oggi passa alle pendici della Majella, parte dal versante orientale che guarda l'Adriatico e aggira per intero il massiccio situato nella parte meridionale dell'Abruzzo, portandoci fino a Sulmona, sul versante occidentale della montagna. 
Da Fara S. Martino la strada ha sulla destra le pareti della montagna e sulla sinistra la vallata, ripida e panoramica. Con un percorso che per lunghi tratti non ha parti dritte, ma corre filante a mezza costa, si passa da Lama dei Peligni e Palena, in piena luce del sole. Ci si lascia alle spalle il Sacrario della Brigata Majella e le Grotte del Cavallone, di dannunziana memoria. Poi ci si immerge nel fresco e nell'ombra dei boschi con tornanti continui, fino a raggiungere il Valico della Forchetta. Appena discesi, davanti ai nostri occhi si apre una piana solcata dal binario singolo della ferrovia "Sangritana", dove predomina il giallo dei campi e il blu del cielo. Tutto intorno le alture della Majella a fare da cornice. Traffico inesistente e scenario quasi mistico.


Anche i cartelli stradali che invitano a guidare con prudenza non presentano i "soliti" caprioli come potenziali vittime della strada nonchè fattori di pericolo, ma... degli "orsi", che in queste zone d'Abruzzo non sono infrequenti.

Note: nel periodo in cui sono passato l'asfalto era meraviglioso quasi ovunque, a differenza di circostanze precedenti. Quindi ho potuto godere appieno del meraviglioso tracciato di questa strada, la SS84.

Proseguo in direzione di Rivisondoli, abbarbicata su un'altura sulla destra, e con diversi tornanti guidati mi immetto sulla SS17. Appena si sbuca da un tunnel si apre davanti la Piana delle Cinque Miglia: un altopiano all'ombra delle montagne dell'Aremogna, del comprensorio sciistico di Roccaraso, uno dei principali e meglio attrezzati dell'Appennino.
 
 
L'altopiano si distende a perdita d'occhio, prima che la strada, con una lunghissima discesa ad ampi tornanti, faccia scendere di quota e porti verso Rocca Pia e Pettorano sul Gizio, concludendosi a Sulmona. Proprio qui mi tocca constatare che, dopo circa 1.000 km da quando l'ho sostituito, anche questo paracoppa ha subito la stessa sorte del precedente: fessurato sulla parte anteriore destra. Me ne accorgo perchè intorno ai 3.500 giri i lembi della fessurazione vanno in risonanza e dalla parte bassa della moto arriva un suono fastidioso e ululante. Poi scoprirò che anche il supporto anteriore destro si è fessurato di netto. Le vibrazioni del motore della Stelvio non perdonano.
 

Sceso su Sulmona, il caldo è davvero asfissiante, ma sono deciso a proseguire. Senza passare in autostrada, vado verso Pratola Peligna e poi verso Raiano. Da qui, svolto per Goriano Sicoli. La strada è bellissima come tracciato, anche se un po' rovinata. In alcuni momenti viene da pensare di essere sulla strada sbagliata, che finirà in qualche posto isolato, ma superata Goriano Sicoli, il tracciato si reimmette in un tornante sulla SS5 Tiburtina, in direzione Roma. 
 
 
Di qui la Tiburtina prosegue verso Collarmele con asfalto perfetto e curve stupende. Anche i panorami sono mozzafiato sulla Majella. 
 

 
In alcuni punti si viaggia circondati da giganteschi mulini a vento, nel bel mezzo di un grande campo eolico. Si arriva al valico di Forca Caruso. Stando in quota la temperatura è ancora sopportabile.
 

 
Dopo la curva a destra, lo sguardo si apre su Avezzano e la piana del Fucino.
Proseguo verso Collarmele e quando mi fermo a fare benzina il termomentro della Stelvio segna ben 38 gradi!
 

 
Sono abbastanza provato: mi prendo qualche minuto sotto la tettoia del distributore prima di riprendere il viaggio verso Celano.
Questa strada mi rimarrà impressa e sicuramente nelle prossime occasioni che si presenteranno di passare in Abruzzo la ripercorrerò, magari anche soffermandomi su altri tratti tipo Castelvecchio Subequo e Castel di Ieri, che oggi non ho percorso. La zona del Sirente Velino, con Secinaro e in direzione di Rocca di Cambio, è tanto sconosciuta quanto suggestiva, non solo motociclisticamente.
 
Ecco il tratto di viaggio abruzzese di oggi: ho anche inserito delle possibili varianti.

Non avevo mai visto il lago del Salto, mentre avevo visto con Moreno il Lago del Turano. Il navigatore ha fatto un po' di confusione (..che sia stato il caldo???): fatto sta che da Avezzano a Lago del Salto ho fatto un tratto di A25 e un tratto di A24. Poi mi sono immesso sulla strada a scorrimento veloce SR578 che passando per Borgorose e Petrella Salto tira dritta fino a Rieti. 
Seguendo una strada abbastanza stretta e neppure ben messa come asfalto, sono sceso per cercare un punto dove si potesse apprezzare il lago. Non è molto sfruttato turisticamente e l'unico punto un minimo suggestivo è stato il ponte, in via di ristrutturazione, dal quale ho potuto scattare qualche foto.
 


Ho poi ripreso il cammino, reimmettendomi per la via più breve sulla SR578. E qui la Stelvio ha festeggiato i 120.000 km!!!
 

 
Di qui ho raggiunto Rieti e col raccordo Rieti-Terni la zona della Cascata delle Marmore. 
Trovare un punto adatto per poterle vedere abbastanza bene mi ha fatto perdere un po' di tempo, ma alla fine ho potuto scattare una foto soddisfacente.


Finalmente a metà pomeriggio ho raggiunto i 35 gradi di Foligno. Non ci ero mai stato e per quel poco che ho visto mi è parsa una bella cittadina. Qui gran bella serata mangereccia in trattoria, con gli amici del Moto Guzzi Stelvio Forum: Alessandro, Michela, Massimo e Barbara mi hanno raggiunto per cena e abbiamo finalmente potuto rivederci dopo quasi 2 anni (Massi in realtà si era sparato una valanga di km per essere alla motopizzoccherata di Morbegno, 3 gg fa)!! Grandi ragazzi!!!
 
4 giorno:
Fine del giro, non senza un solenne acquazzone di quelli estivi in zona Reggio Emilia. In un pomeriggio soleggiato, si profila all'orizzonte un cielo nero e minaccioso: per fortuna devo rifornire e mi fermo in una stazione di servizio nei pressi di Reggio Emilia. Giusto il tempo di lasciare la moto al coperto e levare il casco, che inizia un violento fortunale. Almeno una decina di moto arrivano nel giro di 3 minuti, per cercare riparo. 
 

Praticamente per 10 minuti piove letteralmente in orizzontale! 
 

 
Per fortuna avevo potuto fermarmi per tempo e ho messo l'abbigliamento antipioggia solo per non bagnarmi una volta ripartito, visto che l'autostrada era completamente allagata.
Alla fine in 4 giorni di viaggio la Stelvio ha passato i 120.000 km e si è sciroppata 1.802 km: finalmente è tornata in azione!
 


Nota sui consumi: non so quali siano le ragioni, per me imperscrutabili, ma la Stelvio ha preso a percorrere ordinariamente tra i 17 e i 19 km con un litro. Che davvero arrivato a questi chilometraggi il motore si sia "sciolto"? Ormai la seconda tacca dell'indicatore sul cruscotto si spegne tra i 175 e i 185 km, e la spia della riserva si accende intorno a 220-230 km. Rifornendo ogni volta circa 12 litri, l'autonomia si dovrebbe aggirare largamente oltre i 300 km.. Ovviamente per non avere pensieri, intorno ai 240 km percorsi, rifornisco, ma per me è molto soddisfacente. Brava Stelvio!


giovedì 10 giugno 2021

Il punto sul KTM 790 ADV dopo 1 anno e mezzo

Oggi mi va di fare il punto sul KTM 790 Adventure, dopo 1 anno e 8.020 km in compagnia. 
 

Li ho percorsi quasi tutti nel 2020, nell'estate in cui la pandemia aveva allentato la sua morsa, prima di riproporsi drammaticamente in autunno. Avendola usata un po' in tutti i contesti, tranne il fuoristrada (le stradine bianche non le considero..), posso affermare senza tema di smentite che si tratta di una gran moto: versatilità notevole (di fatto: una moderna scrambler), buona abitabilità, grande maneggevolezza a dispetto del cerchio da 21 pollici, possibilità di caricarla per fare anche viaggi a lungo raggio, consumi veramente esigui (non meno di 23-24 km/L nel misto extraurbano, che con un serbatoio da 20 litri garantiscono una grande autonomia!), motore vivo.. anzi: vivace e reattivo! Sono veramente molto soddisfatto. Devo ammettere che in questo periodo di scarse percorrenze ho concretamente preso in considerazione l'idea di venderla e ho fatto anche i passi necessari proponendola su alcuni siti specializzati (basta vedere che nelle 2 foto che ho caricato c'è scritto "ultimo giorno", perchè tale sembrava essere). Tuttavia è ancora nel mio box e prevedo di tornare ad usarla con maggior frequenza nei prossimi mesi, quando avrò accettato del tutto l'idea di non volerla preservare per una eventuale vendita.


 

martedì 18 maggio 2021

Il ritorno! Vasto a metà maggio!

Viaggio diretto. Prendo la Stelvio appena ho conferma di poter partire. Sono le 2 del pomeriggio quando mi metto in strada. Nemmeno il tempo di passare la barriera che in A1 i pannelli luminosi danno 7 km di coda in aumento a partire da Basso Lodigiano. Mi ero mosso che le prime gocce già cadevano, ma lungo la via Emilia, da Piacenza verso Cortemaggiore e Fiorenzuola, le gocce lasciano il passo a un vero temporale, con tanto di lampi e tuoni. Al primo distributore dotato di tettoia abbastanza ampia mi fermo e indosso l'abbigliamento antipioggia. Copro anche con la calotta impermeabile sia la borsa da serbatoio, sia la borsina degli attrezzi che porto sempre sul portapacchi posteriore.

Rientro in A1a Fiorenzuola e la pioggia va e viene. Una volta a Rimini, sembra voler smettere e tolgo l'impermeabile. Da qualche km, diciamo più o meno a Cesena nord, tira invece un vento fortissimo, con raffiche notevoli che mi accompagnano fino a Fano. Comunque la Stelvio va che è un piacere. Anche il traffico non da problemi. Gli auspici di arrivare per ora di cena si scontrano con la realtà dei lavori che da Porto S. Giorgio a S. Bendetto del Tronto ormai da un paio di anni vanno avanti e rallentano la circolazione. Lascio la A14 e vado sulla SS16, comunque estremamente intasata. 

Per fortuna la scelta di predisporre la Stelvio in versione leggera, senza le valigie, ma usando solo il rullo da sella, paga: sono più agile e meno ingombrante e avevo scelto in questo modo proprio prefigurandomi la necessità che avrei potuto incontrare di dovermi muovere tra le auto incolonnate. Sotto una pioggia battente percorro tutto questo tratto di statale adriatica per rientrare solo a S. Benedetto del Tronto. L'Abruzzo, con le ultime luci del giorno, mi accoglie col sereno. Ancora da Roseto in avanti, fino a Pescara nord, si susseguono i lavori e i cambi di corsia, ma tutto sommato si procede abbastanza. Da Val di Sangro a Vasto ricomincia a piovere. La Moto Guzzi, nella notte, non fa una piega. Mi porta a destinazione che sono le 21.30 passate. 7 ore e mezza non sono poche, ma è ancora accettabile: in macchina sarebbe stata un'odissea.

2 giorni di grande valore, dove posso fare il pieno di luce e respirare l'odore del mare.

          Vasto, vista da Porta Panzotto

        Vasto, vista del Golfo dalla Loggia Amblingh

Nel primo pomeriggio, grazie alle giornate del FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano), ho la possibilità di visitare la torre campanaria della chiesa di Santa Maria. Il parroco, don Domenico Spagnoli, accompagna piccoli gruppi di visitatori nel percorso di scale a chiocciola che porta sulla sommità del campanile, a 40 metri dal suolo. La vista di cui si gode è mozzafiato: spazia dalle prime colline dell'interno, verso sud e il Molise, con Termoli e il promontorio del Gargano sullo sfondo, alla vista sulla parte romana dell'abitato verso nord, fino al Faro di Punta Penna. E poi a Ovest, con il centro della città e, in lontananza, il versante orientale della Majella.


La domenica arriva presto ed è tempo di ripartire, ma sono fiducioso che presto potrò tornare a godermi tutto questo! 

Note sui consumi: la Stelvio per la prima volta dopo i primi mesi del 2020 torna a far registrare consumi più bassi: registro un 17,1 km/l con un rifornimento di 13,44 litri a 230,3 km percorsi: significa un'autonomia stimata di circa 300 km. Nel viaggio di ritorno registro un 16,36 km/l tutta autostrada, con 14,72 litri riforniti dopo 240,9 km percorsi. La cosa mi solleva, dopo essermi dovuto preoccupare per mesi a causa di percorrenze inferiori ai 14 km/l.

sabato 1 maggio 2021

Si torna a girare! Val Trebbia per iniziare Maggio!

Mesi di attesa, disciplinata e rispettosa della salute di tutti, per non uscire fuori dai confini del comune e della regione. Poi finalmente si comincia a vedere la luce, in fondo al tunnel. Uno dei segnali è la riapertura alla mobilità anche tra regioni, con il ritorno del colore giallo. La voglia di girare è davvero tanta e non basta una settimana di cattive notizie sul meteo per togliermi entusiasmo. Pioverà? Che piova! La moto non è di cotone: non si restringe, se prende acqua!

E' con questa convinzione che chiudo il sito di meteo.am ieri sera: domani andrò in moto, a meno che non succeda il finimondo.

Confesso: non sono più abituato ad alzarmi presto nel fine settimana: la lotta con la prigrizia dopo il suono della sveglia dura 5 minuti buoni, ma il caffè è l'arma totale e mette a posto le cose. 

Visto il clima previsto sfavorevole decido di prendere la Moto Guzzi Stelvio, che ha già le valigie con l'antipioggia e tutto l'occorrente. Tra l'altro, ho voglia di riprendere in mano l'Aquila per riabituarmi a gestirne il peso anche per centinaia di km.

Non so bene dove andare, ma mi dirigo verso sud perchè sembra che tendezialmente debba essere meno a rischio pioggia. Percorro la Valtidone in un atmosfera molto uggiosa, con i campi immersi in una bruma novembrina. Tuttavia non fa freddo: siamo sui 16 °C.

Passo il Po, dove il traffico è alternato per dei lavori sul lungo ponte nei pressi di Chignolo. Raggiungo Piacenza e, già che ci sono, saluto rapidamente il mio concessionario KTM/Guzzi: presto dovrò portargli il 790 ADV per il tagliando annuale.

Visto che non c'è segno di pioggia, mi convinco ad andare verso Gossolengo e Rivergaro, e di qui, dopo aver rifornito, mi allungo per la SS45 della Valtrebbia.

Note: prezzo della benzina a € 1,53 al litro da considerarsi conveniente. Altrove è sugli € 1,54-1,58. Dopo un periodo di grosso calo a primavera 2020, adesso il prezzo è salito, anche oltre i prezzi pre-pandemia.

Dopo Rivergaro inizia a scendere qualche goccia di pioggia. Ero preparato, l'aspettavo, ma certo l'avrei evitata, soprattutto per la rottura di scatole di dover indossare l'antipioggia. Riparto, ma dopo qualche km di pioggerellina neppure troppo pesante il cielo si apre. Sento caldo e tolgo la giacca impermeabile: decido di tenere solo il pantalone. Intanto il sole non solo fa capolino, ma inonda la vallata.

Proseguo lungo la Valtrebbia e la moto la "sento" davvero bene! Gira bene in coppia, il V90 1200 della Moto Guzzi "frulla" che è un piacere! Tondo, pieno, coppioso. E anche la ciclistica fa il suo: sarà che era un pezzo che non giravo seriamente, ma davvero la moto permette una danza tra le bellissime curve e controcurve della SS45 sostenendo sempre non solo di motore, ma anche di sospensioni. E dove la metti, là resta!! Nel tratto verso Bobbio e poi verso Marsaglia delle curve lunghe e tonde permettono di apprezzare la coppia e la percorrenza! Che bella sensazione!!

Dopo Confiente la SS45 è interrotta e si deve seguire una deviazione: una netta svolta a destra e si sale seguendo le indicazioni in giallo: la strada è la SP73. Mi preparavo a strade di campagna, trasandate e sporche: mi ritrovo a percorrere una strada fantastica, piena di curve e tornanti in media pendenza, pulitissima e ben curata! E il traffico è nullo! "Fantastico!! Fantastico davvero" mi ripeto nel casco: non si finisce mai di scoprire qualcosa di nuovo. Si gode di scorci sulla Val Trebbia nuovi e singolari!


Passata Pieve di Montarsolo la SP73 si immette sulla SP186 che arriva da Brallo di Pregola e dall'Oltrepò. Questa strada l'avevo fatta un paio di volte alcuni anni fa. Resta molto bella e motociclisticamente divertente. Si passa sul Trebbia in località Pianellette, valicando il confine tra Lombardia ed Emilia-Romagna.

A Ponte Organasco si torna sulla SS45 della Val Trebbia. Il tratto fino a Traschio è guidato e la Stelvio continua ad essere in gran forma, regalandomi un grande divertimento: ho trovato il ritmo giusto, come quando si scia e si riesce a "leggere" il pendìo al meglio.

Anche il tratto da Ottone, verso Rovegno e fino a Montebruno è svelto ma "piegoso". Prendo il bivio a Montebruno per salire a Barbagelata e alla Scoglina, ma inizia a piovere in modo più marcato. Considerate le previsioni che davano il meteo in peggioramento verso la fine della giornata, arrivo alla conclusione che per oggi mi posso accontentare: ho fatto tante curve, altrettante ne farò sulla via del ritorno. Proseguire non aggiungerebbe granchè al divertimento di oggi e vorrebbe solo dire doversi rifare tutta la bellissima strada a ritroso sotto il temporale. 

Rapida inversione e torno sui miei passi. E mi diverto di nuovo tantissimo, anche a percorrere la strada in senso opposto. Secondo me la mancanza di traffico, di auto, ma soprattutto di moto (sono rimasti tutti a casa in considerazione delle previsioni poco incoraggianti..) ha dato un valore ulteriore al divertimento, togliendo quella punta di preoccupazione che hai dietro ogni curva, quando non sai mai se troverai qualcuno con la testa sulle spalle o uno scannato che ha preso la strada per una pista.

Questa volta faccio una sosta nei pressi del complesso della Pieve di Montarsolo, che si staglia mentre il Monte Carmo con il suo osservatorio è ancora coperto di neve.

I colori dell'erba bagnata sono vivissimi e quasi ipnotico il contrasto coi fiori gialli nel prato.

Raggiungo Rivergaro e mangio un pezzo di pizza al volo. Faccio benzina e mi preparo per il rientro. Sta cominciando a piovere e quindi indosso anche la giacca impermeabile. Di qui in avanti "pioverà bene", ma devo dire che la cosa non mi disturba più di tanto. Ho potuto godere di strade asciutte e temperature gradevoli per gran parte della giornata e soprattutto per i tratti più belli: non saranno due gocce al rientro a rovinarmi la giornata del ritorno ai giri in moto!

Ecco una piccola mappa del percorso


Avanti e indietro, per un totale di 360 km. Ci voleva!

Nota sui consumi della Stelvio: in più occasioni nell'ultimo anno i consumi della Stelvio mi erano sembrati davvero eccessivi: si attestavano sui 13,5 km/Litro: davvero troppo, senza variazioni nello stile di guida. La cosa mi imponeva della riflessioni e anche qualche angustia: una moto da viaggio con questi consumi ti fa passare la voglia di usarla per fare strada. Oggi invece, pur non risparmiandola (anzi!!!!) i consumi si sono attestati sui 15,7 km/Litro: la cosa mi ha sollevato molto. Spero che nelle prossime usicte questo dato si confermi.

sabato 27 febbraio 2021

Giro in Val d'Intelvi per chiudere Febbraio 2021

Le vicende sanitarie richiedono un cambio di colore alla regione, che da lunedì diventerà arancione: questo quindi è l'ultimo fine settimana in cui è possibile girare, almeno per qualche tempo. La scelta non è poi così ampia, visto che verso est ci sono moltissime zone rosse, le montagne vere non sono contemplate in quanto c'è ancora troppa neve e le colline dell'Oltrepò le abbiamo visitate la scorsa settimana.

Deciso per il Lago di Como, ci troviamo a Saronno con molta calma: con Peo arriva anche un ragazzo romano, Michele, con una Speed 1050 a fari tondi. Ci avviamo verso nord. Abbastanza scontato trovare un gran traffico già dopo il casello di Como, all'uscita di Monte Olimpino. Fino a Cernobbio, Moltrasio e Laglio è una coda continua ed ininterrotta con le moto che sorpassano infilandosi tra le auto e la riga della mezzeria. Era prevedibile: non è il massimo e in tempi normali avrei rifuggito tutto questo, ma con la fame di giri che ho, non ho la minima intenzione di rinunciare. La compagnia e i panorami di queste zone sono già un valido incentivo!

Rimango colpito dalla incredibile quantità di moto che sono in giro: siamo ancora a febbraio, solitamente molti hanno ancora l'assicurazione sospesa in attesa di riaprirla in aprile; inoltre ci sono poche occasioni di uscire per via della pandemia: avrei pensato di non trovarne che pochissime. Mi sbagliavo clamorosamente. Breve sosta per allentare la tensione del traffico e pianificare i prossimi km.

Il lago di Como è sempre affascinante

Ad Argegno lasciamo finlmente quel traffico congestionato e iniziamo a salire per la Val d'Intelvi. Strade piene di tornanti, alle volte rallentati nel ritmo dalle auto, che con la larghezza della carreggiata così ridotta sembrano muoversi con la lentezza di tanti pachidermi di ferro. Di tanto in tanto capita anche di rimanere incolonnati dietro a dei ciclisti: nell'attesa di trovare lo spazio per sorpassarli, non resta che salire col loro passo. Però alla fine c'è gusto: basta che la strada si impenni un po' e curvi per essere felici: noi ci accontentiamo di poco.

Quando poi ci sono panorami come quelli tra le strette valli di montagna, il piacere cresce.

Le strade sono abbastanza malconce, non proprio il terreno ideale per la Streetfighter e la Speed, ma Peo e Michele se la cavano egregiamente. La scusa per un caffè diventa l'occasione per mangiare un panino e bere una birretta fresca a S. Fedele Intelvi, prima di continuare. La discesa verso Claino con Osteno è divertente, con un sacco di tornanti, specie nella parte in basso.

Raggiungiamo le sponde del Lago di Lugano, con le montagne circostanti innevate che si specchiano  nelle acque grigie.

Sul lungolago di Porlezza lo spettacolo è molto suggestivo

Decidiamo di risalire, nuovamente, sulla SP11 della Val di Rezzo.

Non è una scelta felicissima: il fondo stradale è in pessime condizioni, pieno di sconnessioni e ghiaietta in traiettoria. Sembra di inerpicarsi per andare senza direzione, per finire in qualche boscaglia. Con andatura adeguata alle condizioni, procediamo tra i boschi. Di tanto in tanto si aprono scorci bellissimi, con gole attraversate da ruscelli. Continuiamo a salire e la neve nei campi circostanti, ben oltre i 1000 metri di quota, diventa sempre più abbondante.

A Cavargna ci sono diverse stalle con un sacco di cavalli dal pelo lungo che mangiano biada placidamente, senza curarsi molto del nostro passaggio.


Commentiamo la piccola "avventura" appena conclusa, per inaspettate strade sconnesse e impervie: fare praticamente fuoristrada con una naked? Fatto!

Da qui in avanti la discesa verso Carlazzo è molto divertente, con la strada in condizioni di gran lunga migliori! Quindi ancora giù, con gli ultimi tornanti verso Menaggio, con diverse curve da cui si vede in basso il Lago di Como.

Da Menaggio torniamo ad immergerci nel traffico costiero della strada Regina: certo, il contrasto è notevole, ma non c'è altro modo per tornare indietro. Alla fine, dopotutto, anche quest'ultimo tratto va meglio di quanto temessimo, anche se c'è un po' da infilarsi per non andare a passo d'uomo.

Saluti e rientro in Autostrada da Como: nel mezzo non c'è molto che giustifichi il ritorno su strade statali, congestionate dal traffico dello shopping del sabato pomeriggio, l'ultimo prima della nuova chiusura. Chissà quando potremo fare un altro giro!


 Il giro di oggi verso la Val d'Intelvi e Porlezza.



 


 



sabato 20 febbraio 2021

Per le colline dell'Oltrepò pavese a febbraio 2021

La giratina nasce al volo con un breve scambio di messaggi ieri sera e stamattina alle 10.30 siamo sulla SS412 della Valtidone. Uggioso e umido, ma temperatura ottimale per stare all'aperto: siamo oltre i 10 gradi, tanto che indosso addirittura i pantaloni estivi.
Oggi è l'Aquila di Mandello a portarmi su e giù per le colline dell'Oltrepò pavese. 
Abbiamo deciso di andare verso Varzi, ma preferiamo inventarci direttrici alternative per raggiungerla, cercando di evitare lo sconfinamento in Emilia: non è ancora consentito, anche se il colore delle regioni è giallo. Da lunedì l'Emilia diventerà arancione.
Con Peo ci vediamo abbastanza frequentemente, ma con Skyblue non si girava da una vita e finalmente riusciamo a metterla in piedi.
Nella prima parte del giro la strada corre tra le brume che avvolgono le pianure del lodigiano. Il nastro nero di asfalto taglia dritto come un fuso tra i campi, verso Corteolona e Belgioioso. Sui campi dissodati si alzano di tanto in tanto bianchi aironi, spaventati forse dal rombo delle marmitte; cumuli di concime fumante qua e là; filari di alberi a rompere la vista dell'orizzonte; staccionate per governare cavalli placidamente intenti a ruminare biada.
Passiamo il Po nei pressi di Spessa e da qui in avanti, dopo Arena, da Cardazzo la SP189 ci porta per belle curve e sinuose colline prima a Santa Maria della Versa, poi fino a Rovescala e, ancora, a Crocetta. Breve sosta per un caffè.
 
 
Con la simpatica ragazza della trattoria "La verde sosta" a Crocetta chiacchieriamo diffusamente di moto: ne capisce parecchio e dalle sue parole è chiaro che vive molto l'ambiente delle due ruote: Harley e Guzzi su tutte, con un occhio strizzato anche a Triumph.
Le colline circostanti sono ricoperte di vigne: che spettacolo sarebbe stato se ci fosse stato il sole!
Ecco i nostri tre gioiellini: non potrebbero essere più diverse, come moto, eppure convivono nel nome della passione per le due ruote.


Proseguiamo: in parte la strada si snoda sulla cresta dei clivi, in parte scende nelle piccole vallette e risale con sinuose curve che seguono il profilo collinare. A tratti purtroppo l'asfalto va trattato con maggiore attenzione: brecciolino in traiettoria, continui avvallamenti dovuti al fondo stradale che ha ceduto, umidità di stagione e in generale sporcizia per fanghiglia o residui di terra portata da mezzi agricoli a lavoro.
Comunque, anche per via della grande voglia di andare in moto, ci godiamo i km con molta tranquillità, senza strafare e apprezzando ogni scorcio ed ogni respiro di aria aperta e libertà.

 
Si aggiunge alla collezione il Passo del Carmine, nel paesino di Colliverdi: mai sentito prima!
Lungo la SP201 andiamo verso Zavattarello e, orientandoci un po' a senso, saliamo e scendiamo dalle colline, finchè le indicazioni per Varzi ci rassicurano che siamo sulla giusta strada. Passiamo anche il passo di Pietragavina (mai sentito neppure questo!) e con bei tornanti scendiamo verso Varzi. Proviamo a contattare alcune trattorie, visto che ormai è l'una passata, ma senza successo: non rispondono, anche se, stando a google, dovrebbero essere aperte. Proseguiamo e poco prima di Ponte Nizza troviamo un baretto: ci sembra possa andar bene e parcheggiamo nel piccolo piazzale antistante.
La simpatica proprietaria ha anche lei la passione per le moto e ci parla di quanto le sia rimasta nel cuore la "Multistrada". Poi, inevitabilmente, la fame ci porta a lasciar scivolare il discorso sui salumi, per cui Varzi è rinomata. Qualche battuta e alla fine ci arrivano dei gustosi sfilatini, con salame e coppa: impossibile non accompagnarli con un bicchiere di rosso.


Chiacchiere e facezie: quelle che ci mancano da ormai 1 anno, finchè è ora di rimettersi in strada.
Prima di rincasare, un passaggio al piccolo autodromo di Castelletto di Branduzzo. C'è un sacco di gente! Evitiamo di mischiarci agli appassionati, stando appartati nei pressi di una tribunetta laterale.
 
 
E' il momento di rientrare. Direi che la soddisfazione si legge bene sulle nostre facce! Ci voleva proprio!
 
 
Alla fine saranno circa 200 km.
 
 

sabato 6 febbraio 2021

Zona gialla e prima uscita del 2021

E' già passato 1 mese dall'inizio del 2021 e finalmente il passaggio alla zona gialla consente almeno di uscire dal proprio comune, pur non consentendo ancora lo spostamento tra regioni.

Finalmente posso ritirare il 790 adv dal capannone industriale in Brianza, dove è dovuto rimanere forzatamente sin da fine ottobre, dal momento che non avevo più potuto andare a riprenderlo per via delle restrizioni, che ho rigorosamente rispettato.

Una controllata alla pressione delle gomme, una leggera gonfiata all'anteriore e la leggera pressione sul pulsante rosso dell'accensione ridà voce al bicilindrico, così a lungo soffocata. Nei tratti autostradali giro il gas anche con una certa cattiveria . Finalmente!!!!!

Raggiungo Peo dalle sue parti. La Streetfighter V4 Ducati nuova di pacca si mostra ai miei occhi mano a mano che la serranda del garage sale: sono al cospetto di un vero "monster", anche se quello era il nome della moto che ha sostituito.

Breve conciliabolo: decidiamo di dirigerci verso il Lago Maggiore. Peo gira la chiave e il borbottìio dei 4 cilindri di Borgo Panigale investe la stradina: è cupo e profondo e trasmette già in folle i toni intimidatori dei suoi 208 cavalli. 

Dobbiamo rimanere nei confini regionali e quindi raggiungiamo il lungolago di Ranco, nei pressi di Angèra.

 

L'idea era quella di sostare in un localino sulla sponda del lago, ma è chiuso e ci tocca spostarci più avanti, verso Angèra. La rocca non si vede, occultata dalla nebbia. Anche l'orizzonte è invisibile e le piatte acque del lago si perdono nella bruma.

Un brindisi ai km che riprenderemo a fare nel 2021!


Peo "abbevera" i cavalli, assetati.


In questo periodo dell'anno le giornate sono ancora brevi e l'aria uggiosa non aiuta certo a sfruttare la luminosità fino all'ultimo, quindi è il momento di salutarci.

Il rientro avviene nella nebbia via via più intensa mano a mano che si attraversano i campi scuri e dissodati, ma anche un giro di questo tipo, perlopiù passato nella foschia, è servito per riaccendere la luce della passione sopita per mesi. 

Il 2020 è finito. Non ha portato via con sè la pandemia e tutto il suo carico di negatività (..o positività, a seconda di come la si voglia vedere...), ma si prova a metterlo in archivio cominciando a lasciarselo alle spalle. 


Quando parcheggio la moto nel box dopo aver percorso 228 km, il calore del bicilindrico è anche quello dell'anima. Non vedo l'ora di riprendere a fare km e viaggi con la mia compagnia di dueruotati!

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