sabato 1 maggio 2021

Si torna a girare! Val Trebbia per iniziare Maggio!

Mesi di attesa, disciplinata e rispettosa della salute di tutti, per non uscire fuori dai confini del comune e della regione. Poi finalmente si comincia a vedere la luce, in fondo al tunnel. Uno dei segnali è la riapertura alla mobilità anche tra regioni, con il ritorno del colore giallo. La voglia di girare è davvero tanta e non basta una settimana di cattive notizie sul meteo per togliermi entusiasmo. Pioverà? Che piova! La moto non è di cotone: non si restringe, se prende acqua!

E' con questa convinzione che chiudo il sito di meteo.am ieri sera: domani andrò in moto, a meno che non succeda il finimondo.

Confesso: non sono più abituato ad alzarmi presto nel fine settimana: la lotta con la prigrizia dopo il suono della sveglia dura 5 minuti buoni, ma il caffè è l'arma totale e mette a posto le cose. 

Visto il clima previsto sfavorevole decido di prendere la Moto Guzzi Stelvio, che ha già le valigie con l'antipioggia e tutto l'occorrente. Tra l'altro, ho voglia di riprendere in mano l'Aquila per riabituarmi a gestirne il peso anche per centinaia di km.

Non so bene dove andare, ma mi dirigo verso sud perchè sembra che tendezialmente debba essere meno a rischio pioggia. Percorro la Valtidone in un atmosfera molto uggiosa, con i campi immersi in una bruma novembrina. Tuttavia non fa freddo: siamo sui 16 °C.

Passo il Po, dove il traffico è alternato per dei lavori sul lungo ponte nei pressi di Chignolo. Raggiungo Piacenza e, già che ci sono, saluto rapidamente il mio concessionario KTM/Guzzi: presto dovrò portargli il 790 ADV per il tagliando annuale.

Visto che non c'è segno di pioggia, mi convinco ad andare verso Gossolengo e Rivergaro, e di qui, dopo aver rifornito, mi allungo per la SS45 della Valtrebbia.

Note: prezzo della benzina a € 1,53 al litro da considerarsi conveniente. Altrove è sugli € 1,54-1,58. Dopo un periodo di grosso calo a primavera 2020, adesso il prezzo è salito, anche oltre i prezzi pre-pandemia.

Dopo Rivergaro inizia a scendere qualche goccia di pioggia. Ero preparato, l'aspettavo, ma certo l'avrei evitata, soprattutto per la rottura di scatole di dover indossare l'antipioggia. Riparto, ma dopo qualche km di pioggerellina neppure troppo pesante il cielo si apre. Sento caldo e tolgo la giacca impermeabile: decido di tenere solo il pantalone. Intanto il sole non solo fa capolino, ma inonda la vallata.

Proseguo lungo la Valtrebbia e la moto la "sento" davvero bene! Gira bene in coppia, il V90 1200 della Moto Guzzi "frulla" che è un piacere! Tondo, pieno, coppioso. E anche la ciclistica fa il suo: sarà che era un pezzo che non giravo seriamente, ma davvero la moto permette una danza tra le bellissime curve e controcurve della SS45 sostenendo sempre non solo di motore, ma anche di sospensioni. E dove la metti, là resta!! Nel tratto verso Bobbio e poi verso Marsaglia delle curve lunghe e tonde permettono di apprezzare la coppia e la percorrenza! Che bella sensazione!!

Dopo Confiente la SS45 è interrotta e si deve seguire una deviazione: una netta svolta a destra e si sale seguendo le indicazioni in giallo: la strada è la SP73. Mi preparavo a strade di campagna, trasandate e sporche: mi ritrovo a percorrere una strada fantastica, piena di curve e tornanti in media pendenza, pulitissima e ben curata! E il traffico è nullo! "Fantastico!! Fantastico davvero" mi ripeto nel casco: non si finisce mai di scoprire qualcosa di nuovo. Si gode di scorci sulla Val Trebbia nuovi e singolari!


Passata Pieve di Montarsolo la SP73 si immette sulla SP186 che arriva da Brallo di Pregola e dall'Oltrepò. Questa strada l'avevo fatta un paio di volte alcuni anni fa. Resta molto bella e motociclisticamente divertente. Si passa sul Trebbia in località Pianellette, valicando il confine tra Lombardia ed Emilia-Romagna.

A Ponte Organasco si torna sulla SS45 della Val Trebbia. Il tratto fino a Traschio è guidato e la Stelvio continua ad essere in gran forma, regalandomi un grande divertimento: ho trovato il ritmo giusto, come quando si scia e si riesce a "leggere" il pendìo al meglio.

Anche il tratto da Ottone, verso Rovegno e fino a Montebruno è svelto ma "piegoso". Prendo il bivio a Montebruno per salire a Barbagelata e alla Scoglina, ma inizia a piovere in modo più marcato. Considerate le previsioni che davano il meteo in peggioramento verso la fine della giornata, arrivo alla conclusione che per oggi mi posso accontentare: ho fatto tante curve, altrettante ne farò sulla via del ritorno. Proseguire non aggiungerebbe granchè al divertimento di oggi e vorrebbe solo dire doversi rifare tutta la bellissima strada a ritroso sotto il temporale. 

Rapida inversione e torno sui miei passi. E mi diverto di nuovo tantissimo, anche a percorrere la strada in senso opposto. Secondo me la mancanza di traffico, di auto, ma soprattutto di moto (sono rimasti tutti a casa in considerazione delle previsioni poco incoraggianti..) ha dato un valore ulteriore al divertimento, togliendo quella punta di preoccupazione che hai dietro ogni curva, quando non sai mai se troverai qualcuno con la testa sulle spalle o uno scannato che ha preso la strada per una pista.

Questa volta faccio una sosta nei pressi del complesso della Pieve di Montarsolo, che si staglia mentre il Monte Carmo con il suo osservatorio è ancora coperto di neve.

I colori dell'erba bagnata sono vivissimi e quasi ipnotico il contrasto coi fiori gialli nel prato.

Raggiungo Rivergaro e mangio un pezzo di pizza al volo. Faccio benzina e mi preparo per il rientro. Sta cominciando a piovere e quindi indosso anche la giacca impermeabile. Di qui in avanti "pioverà bene", ma devo dire che la cosa non mi disturba più di tanto. Ho potuto godere di strade asciutte e temperature gradevoli per gran parte della giornata e soprattutto per i tratti più belli: non saranno due gocce al rientro a rovinarmi la giornata del ritorno ai giri in moto!

Ecco una piccola mappa del percorso


Avanti e indietro, per un totale di 360 km. Ci voleva!

Nota sui consumi della Stelvio: in più occasioni nell'ultimo anno i consumi della Stelvio mi erano sembrati davvero eccessivi: si attestavano sui 13,5 km/Litro: davvero troppo, senza variazioni nello stile di guida. La cosa mi imponeva della riflessioni e anche qualche angustia: una moto da viaggio con questi consumi ti fa passare la voglia di usarla per fare strada. Oggi invece, pur non risparmiandola (anzi!!!!) i consumi si sono attestati sui 15,7 km/Litro: la cosa mi ha sollevato molto. Spero che nelle prossime usicte questo dato si confermi.

sabato 27 febbraio 2021

Giro in Val d'Intelvi per chiudere Febbraio 2021

Le vicende sanitarie richiedono un cambio di colore alla regione, che da lunedì diventerà arancione: questo quindi è l'ultimo fine settimana in cui è possibile girare, almeno per qualche tempo. La scelta non è poi così ampia, visto che verso est ci sono moltissime zone rosse, le montagne vere non sono contemplate in quanto c'è ancora troppa neve e le colline dell'Oltrepò le abbiamo visitate la scorsa settimana.

Deciso per il Lago di Como, ci troviamo a Saronno con molta calma: con Peo arriva anche un ragazzo romano, Michele, con una Speed 1050 a fari tondi. Ci avviamo verso nord. Abbastanza scontato trovare un gran traffico già dopo il casello di Como, all'uscita di Monte Olimpino. Fino a Cernobbio, Moltrasio e Laglio è una coda continua ed ininterrotta con le moto che sorpassano infilandosi tra le auto e la riga della mezzeria. Era prevedibile: non è il massimo e in tempi normali avrei rifuggito tutto questo, ma con la fame di giri che ho, non ho la minima intenzione di rinunciare. La compagnia e i panorami di queste zone sono già un valido incentivo!

Rimango colpito dalla incredibile quantità di moto che sono in giro: siamo ancora a febbraio, solitamente molti hanno ancora l'assicurazione sospesa in attesa di riaprirla in aprile; inoltre ci sono poche occasioni di uscire per via della pandemia: avrei pensato di non trovarne che pochissime. Mi sbagliavo clamorosamente. Breve sosta per allentare la tensione del traffico e pianificare i prossimi km.

Il lago di Como è sempre affascinante

Ad Argegno lasciamo finlmente quel traffico congestionato e iniziamo a salire per la Val d'Intelvi. Strade piene di tornanti, alle volte rallentati nel ritmo dalle auto, che con la larghezza della carreggiata così ridotta sembrano muoversi con la lentezza di tanti pachidermi di ferro. Di tanto in tanto capita anche di rimanere incolonnati dietro a dei ciclisti: nell'attesa di trovare lo spazio per sorpassarli, non resta che salire col loro passo. Però alla fine c'è gusto: basta che la strada si impenni un po' e curvi per essere felici: noi ci accontentiamo di poco.

Quando poi ci sono panorami come quelli tra le strette valli di montagna, il piacere cresce.

Le strade sono abbastanza malconce, non proprio il terreno ideale per la Streetfighter e la Speed, ma Peo e Michele se la cavano egregiamente. La scusa per un caffè diventa l'occasione per mangiare un panino e bere una birretta fresca a S. Fedele Intelvi, prima di continuare. La discesa verso Claino con Osteno è divertente, con un sacco di tornanti, specie nella parte in basso.

Raggiungiamo le sponde del Lago di Lugano, con le montagne circostanti innevate che si specchiano  nelle acque grigie.

Sul lungolago di Porlezza lo spettacolo è molto suggestivo

Decidiamo di risalire, nuovamente, sulla SP11 della Val di Rezzo.

Non è una scelta felicissima: il fondo stradale è in pessime condizioni, pieno di sconnessioni e ghiaietta in traiettoria. Sembra di inerpicarsi per andare senza direzione, per finire in qualche boscaglia. Con andatura adeguata alle condizioni, procediamo tra i boschi. Di tanto in tanto si aprono scorci bellissimi, con gole attraversate da ruscelli. Continuiamo a salire e la neve nei campi circostanti, ben oltre i 1000 metri di quota, diventa sempre più abbondante.

A Cavargna ci sono diverse stalle con un sacco di cavalli dal pelo lungo che mangiano biada placidamente, senza curarsi molto del nostro passaggio.


Commentiamo la piccola "avventura" appena conclusa, per inaspettate strade sconnesse e impervie: fare praticamente fuoristrada con una naked? Fatto!

Da qui in avanti la discesa verso Carlazzo è molto divertente, con la strada in condizioni di gran lunga migliori! Quindi ancora giù, con gli ultimi tornanti verso Menaggio, con diverse curve da cui si vede in basso il Lago di Como.

Da Menaggio torniamo ad immergerci nel traffico costiero della strada Regina: certo, il contrasto è notevole, ma non c'è altro modo per tornare indietro. Alla fine, dopotutto, anche quest'ultimo tratto va meglio di quanto temessimo, anche se c'è un po' da infilarsi per non andare a passo d'uomo.

Saluti e rientro in Autostrada da Como: nel mezzo non c'è molto che giustifichi il ritorno su strade statali, congestionate dal traffico dello shopping del sabato pomeriggio, l'ultimo prima della nuova chiusura. Chissà quando potremo fare un altro giro!


 Il giro di oggi verso la Val d'Intelvi e Porlezza.



 


 



sabato 20 febbraio 2021

Per le colline dell'Oltrepò pavese a febbraio 2021

La giratina nasce al volo con un breve scambio di messaggi ieri sera e stamattina alle 10.30 siamo sulla SS412 della Valtidone. Uggioso e umido, ma temperatura ottimale per stare all'aperto: siamo oltre i 10 gradi, tanto che indosso addirittura i pantaloni estivi.
Oggi è l'Aquila di Mandello a portarmi su e giù per le colline dell'Oltrepò pavese. 
Abbiamo deciso di andare verso Varzi, ma preferiamo inventarci direttrici alternative per raggiungerla, cercando di evitare lo sconfinamento in Emilia: non è ancora consentito, anche se il colore delle regioni è giallo. Da lunedì l'Emilia diventerà arancione.
Con Peo ci vediamo abbastanza frequentemente, ma con Skyblue non si girava da una vita e finalmente riusciamo a metterla in piedi.
Nella prima parte del giro la strada corre tra le brume che avvolgono le pianure del lodigiano. Il nastro nero di asfalto taglia dritto come un fuso tra i campi, verso Corteolona e Belgioioso. Sui campi dissodati si alzano di tanto in tanto bianchi aironi, spaventati forse dal rombo delle marmitte; cumuli di concime fumante qua e là; filari di alberi a rompere la vista dell'orizzonte; staccionate per governare cavalli placidamente intenti a ruminare biada.
Passiamo il Po nei pressi di Spessa e da qui in avanti, dopo Arena, da Cardazzo la SP189 ci porta per belle curve e sinuose colline prima a Santa Maria della Versa, poi fino a Rovescala e, ancora, a Crocetta. Breve sosta per un caffè.
 
 
Con la simpatica ragazza della trattoria "La verde sosta" a Crocetta chiacchieriamo diffusamente di moto: ne capisce parecchio e dalle sue parole è chiaro che vive molto l'ambiente delle due ruote: Harley e Guzzi su tutte, con un occhio strizzato anche a Triumph.
Le colline circostanti sono ricoperte di vigne: che spettacolo sarebbe stato se ci fosse stato il sole!
Ecco i nostri tre gioiellini: non potrebbero essere più diverse, come moto, eppure convivono nel nome della passione per le due ruote.


Proseguiamo: in parte la strada si snoda sulla cresta dei clivi, in parte scende nelle piccole vallette e risale con sinuose curve che seguono il profilo collinare. A tratti purtroppo l'asfalto va trattato con maggiore attenzione: brecciolino in traiettoria, continui avvallamenti dovuti al fondo stradale che ha ceduto, umidità di stagione e in generale sporcizia per fanghiglia o residui di terra portata da mezzi agricoli a lavoro.
Comunque, anche per via della grande voglia di andare in moto, ci godiamo i km con molta tranquillità, senza strafare e apprezzando ogni scorcio ed ogni respiro di aria aperta e libertà.

 
Si aggiunge alla collezione il Passo del Carmine, nel paesino di Colliverdi: mai sentito prima!
Lungo la SP201 andiamo verso Zavattarello e, orientandoci un po' a senso, saliamo e scendiamo dalle colline, finchè le indicazioni per Varzi ci rassicurano che siamo sulla giusta strada. Passiamo anche il passo di Pietragavina (mai sentito neppure questo!) e con bei tornanti scendiamo verso Varzi. Proviamo a contattare alcune trattorie, visto che ormai è l'una passata, ma senza successo: non rispondono, anche se, stando a google, dovrebbero essere aperte. Proseguiamo e poco prima di Ponte Nizza troviamo un baretto: ci sembra possa andar bene e parcheggiamo nel piccolo piazzale antistante.
La simpatica proprietaria ha anche lei la passione per le moto e ci parla di quanto le sia rimasta nel cuore la "Multistrada". Poi, inevitabilmente, la fame ci porta a lasciar scivolare il discorso sui salumi, per cui Varzi è rinomata. Qualche battuta e alla fine ci arrivano dei gustosi sfilatini, con salame e coppa: impossibile non accompagnarli con un bicchiere di rosso.


Chiacchiere e facezie: quelle che ci mancano da ormai 1 anno, finchè è ora di rimettersi in strada.
Prima di rincasare, un passaggio al piccolo autodromo di Castelletto di Branduzzo. C'è un sacco di gente! Evitiamo di mischiarci agli appassionati, stando appartati nei pressi di una tribunetta laterale.
 
 
E' il momento di rientrare. Direi che la soddisfazione si legge bene sulle nostre facce! Ci voleva proprio!
 
 
Alla fine saranno circa 200 km.
 
 

sabato 6 febbraio 2021

Zona gialla e prima uscita del 2021

E' già passato 1 mese dall'inizio del 2021 e finalmente il passaggio alla zona gialla consente almeno di uscire dal proprio comune, pur non consentendo ancora lo spostamento tra regioni.

Finalmente posso ritirare il 790 adv dal capannone industriale in Brianza, dove è dovuto rimanere forzatamente sin da fine ottobre, dal momento che non avevo più potuto andare a riprenderlo per via delle restrizioni, che ho rigorosamente rispettato.

Una controllata alla pressione delle gomme, una leggera gonfiata all'anteriore e la leggera pressione sul pulsante rosso dell'accensione ridà voce al bicilindrico, così a lungo soffocata. Nei tratti autostradali giro il gas anche con una certa cattiveria . Finalmente!!!!!

Raggiungo Peo dalle sue parti. La Streetfighter V4 Ducati nuova di pacca si mostra ai miei occhi mano a mano che la serranda del garage sale: sono al cospetto di un vero "monster", anche se quello era il nome della moto che ha sostituito.

Breve conciliabolo: decidiamo di dirigerci verso il Lago Maggiore. Peo gira la chiave e il borbottìio dei 4 cilindri di Borgo Panigale investe la stradina: è cupo e profondo e trasmette già in folle i toni intimidatori dei suoi 208 cavalli. 

Dobbiamo rimanere nei confini regionali e quindi raggiungiamo il lungolago di Ranco, nei pressi di Angèra.

 

L'idea era quella di sostare in un localino sulla sponda del lago, ma è chiuso e ci tocca spostarci più avanti, verso Angèra. La rocca non si vede, occultata dalla nebbia. Anche l'orizzonte è invisibile e le piatte acque del lago si perdono nella bruma.

Un brindisi ai km che riprenderemo a fare nel 2021!


Peo "abbevera" i cavalli, assetati.


In questo periodo dell'anno le giornate sono ancora brevi e l'aria uggiosa non aiuta certo a sfruttare la luminosità fino all'ultimo, quindi è il momento di salutarci.

Il rientro avviene nella nebbia via via più intensa mano a mano che si attraversano i campi scuri e dissodati, ma anche un giro di questo tipo, perlopiù passato nella foschia, è servito per riaccendere la luce della passione sopita per mesi. 

Il 2020 è finito. Non ha portato via con sè la pandemia e tutto il suo carico di negatività (..o positività, a seconda di come la si voglia vedere...), ma si prova a metterlo in archivio cominciando a lasciarselo alle spalle. 


Quando parcheggio la moto nel box dopo aver percorso 228 km, il calore del bicilindrico è anche quello dell'anima. Non vedo l'ora di riprendere a fare km e viaggi con la mia compagnia di dueruotati!

sabato 31 ottobre 2020

Tra i colori della Valsassina a fine Ottobre

Per provare la Stelvio con le sospensioni rimesse a punto scelgo la Valsassina.

Prima il tratto veloce della SS36 Valassina, in cui sento che il mono mi sostiene quando do gas e la forcella resta precisa anche nelle curve veloci. Esco a Bellano e attacco la salita verso Taceno. Ci sono tanti tornanti e sono un po' circospetto: innanzitutto perchè non ho la Stelvio sotto al sedere da un bel pezzo e quindi, dati i pesi molto diversi da quelli del 790, devo un attimo "tararmi" sulla bestiona; e poi perchè voglio capire come la moto si comporta in inserimento di tornante, con le tarature riviste da Lucio.

Le sensazioni diventano positive nel giro di 3-4 tornanti! Ho come la sensazione di essere tornato casa, per così dire: il 1200 vibra e tira subito in uscita di curva, ma il mono sostiene la spinta e disegnare traiettorie il più sinuose possibile risulta attività estremamente fluida. Passati dunque i primi momenti con un misto di circospezione e curiosità, posso dedicarmi alla guida e al giro. 

La Valsassina non è una novità, ma i colori autunnali delle foglie, sugli alberi che si spingono sulle pendici della gole rocciose restano esaltanti. 

Ad aggiungere piacere al giro è anche il fondo stradale. Mi spiego: solitamente l'asfalto risulta umidiccio per via dei rivoli di acqua che scendono dalla parete del monte e il fatto di essere all'ombra non lo asciuga, così che non c'è da spingere più di tanto (per quanto si possa poi effettivamente spingere su questa strada dal tracciato tortuoso e stretto, ovviamente). Stavolta l'asfalto è stranamente più asciutto, nonostante l'umidità e le nebbie del mattino: molto positivo! Il fondo stradale è ovviamente un po' rovinato, ma qui posso apprezzare l'ottima taratura della forcella, che copia perfettamente le sconnessioni e aiuta a guidare meglio, senza troppi patemi. Trasmette sicurezza, insomma!

Le strette gallerie buie scavate nella roccia sono una delle caratteristiche di questa strada: un colpetto di clacson ci sta, per avvisare chi sopravviene da dietro le curve cieche.

Raggiunta Taceno, ci ho preso talmente gusto che la rifaccio al contrario, tornando verso Bellano: mi sono proprio divertito.

Mi incuriosisce una deviazione sulla sinistra che indica Biosio: lascio la strada principale e una rampa di 150 metri mi porta nel piccolo borgo, e soprattutto mi fa scoprire una terrazza panoramica che non conoscevo: fantastica la vista sul lago di Lecco!

Proseguo dritto e la strada mi porta nei pressi di un crotto. Essendo le 13, parcheggio la Stelvio e chiedo se c'è posto per pranzo, anche non avendo prenotato. Sono molto cortesi e mi fanno accomodare. Che dire: una bruschetta di pane di uva con gorgonzola e miele di castagne apre il pasto, e per secondo un delizioso spezzatino di vitello con polenta e funghi. Decido di accompagnare il tutto con una birra corposa, alla castagna marronessa con miele di selva. 

 

Ci starebbe benissimo del vino, ma un calice sarebbe troppo poco e una bottiglia sarebbe troppo, visto che devo guidare. Chiudo il pranzo con dessert di crema affogata in una amaro locale: l'amaro di Monte Muggio.

Dove pranzare: il crotto di Biosio merita una sosta, sia per l'ottimo cibo, sia per la cortesia del personale, sia per la spettacolare vista sul lago!

Riprendo la strada scendendo verso il lago. Lunga sosta al passaggio a livello di Bellano e poi si costeggia il lago, col sole del tramonto sul viso.

Vista l'aria che tira, che potrebbe vederci serrati molto presto per le misure di contenimento del covid, questo breve giro mi ha giovato molto e mi ha fatto fare una piccola scorta di moto e di respiro.

Alla fine la Stelvio è a 115.000 km.


domenica 18 ottobre 2020

Derby e Pian delle Fugazze a metà ottobre

Decisione presa su due piedi, per fare una sorpresa a Nolmar e goderci insieme a Jules Winnfield il derby della Madonnina nella sua nuova casa.

Siccome l'appuntamento a Rovereto è alle 13, me la prendo comoda e attraverso la pianura padana verso est percorrendo solo statali. Ad un tratto il quadro del 790 mi si spegne: restano visibili sono le spie poste ai lati del cruscotto. Decido di fare un filmatino e mandarlo via whatsapp al concessionario: potrebbe servire come prova per sostituirlo in garanzia. Mi era successo già la scorsa settimana, e nonostante un reset fatto in concessionaria, il problema evidentemente non è risolto: vedremo. Per il momento mi basta spegnere la moto e riaccenderla per far tornare tutto funzionante. Bene così. 

Per il resto, il 790 adv mi da solo un bel piacere di guida mentre corre tra i campi e le cascine del bergamasco e del bresciano. Proseguo poi verso la parte meridionale del lago di Garda fino a Peschiera. Quindi inizio a costeggiare l'Adige: la SS11 della sponda occidentale mi da sempre molto gusto. Sinuosa e veloce, consente una guida brillante e in sicurezza, non essendo neppure molto trafficata. Di tanto in tanto ci sono degli autovelox, ma resta comunque godibile. Poi passo sull'altra sponda dell'Adige.

Il fiume è bello pieno, dopo le piogge degli ultimi giorni. Osservare le rapide e le acque impetuoso ha un effetto quasi magnetico sullo sguardo.

Percorro la sponda orientale, sulla SS12 dell'Abetone e del Brennero: mi piace meno perchè meno divertente e anche più trafficata. Arrivo a Rovereto e aspetto Jules nel distributore ai piedi della strada che sale verso Vallarsa. Grandi abbracci: non ci vedevamo da troppo, con questo cavolo di covid che ci impone distanze e cautele. La salita della SS46 è un divertimento puro! Ogni volta che la faccio me la godo tantissimo: fondo perfetto, curve continue, panorama stupendo. 

Il lago di Spèccheri non lo avevo mai notato: ero sempre stato attratto dal monastero scavato nella roccia a Trembileno. Tra curve fantastiche che accrescono il piacere di guida e gli scorci panoramici che fanno bene agli occhi, è un gran bell'andare su verso il Pasubio. Per la prima volta ho portato il 790 tra le curve di montagna con le valigie rigide: volevo capire che sensazioni dava averle montate e come si comporta la moto tra le curve: tutto perfetto!

Il versante trentino è inondato di sole: lo stesso non può dirsi di quello Veneto. Mangiamo un panino nel baretto a Pian delle Fugazze e di fronte a noi si para un cielo competamente diverso: nuvole basse e nebbia fino a oltre Valli del Pasubio: volevo fare qualche foto ad uno scenario solitamente spettacolare ma oggi non è proprio il caso. Passiamo dinanzi al cartello che indica il percorso della strada delle 52 gallerie

Il resto del viaggio fino a destinazione, verso Schio, Bassano e Treviso è rapido quanto noioso, ma del resto non ci sono alternative dovendo arrivare a destinazione a fine pomeriggio. Le due "bestiole" mentre facciamo la spesa.


E alla sera... grande soddisfazione!!! Sorpresone a Nolmar e a Dude.. dopo la esaltante vittoria nel derby in trasferta!

E si brinda!

L'indomani è ora di rientrare. Colazione dei campioni...

Foto suggestiva...

E Bridget che è arrivata a 6.700 km.

Fine settimana spettacolare grazie all'ospitalità di Fabio, alla compagnia di Dude e Moreno e alla gentile collaborazione della doppietta di ZLATAN!!!!

sabato 26 settembre 2020

Fine settembre con giro in Monferrato

Clamorosamente un altro fine settimana in cui si prospetta la possibilità di uscire a fare qualche km! Un consistente abbassamento delle temperature rispetto allo scorso fine settimana fa si che mi trovi in giro diretto al punto convenuto con Peo con 10°C scarsi. Sotto il completo Clover Ventouring 2 mi sono limitato ad indossare la maglietta termica a maniche lunghe dello Stelvio Club (benedetto Massimo Ferrara quando ce le ha procurate!) e la solita camicia di materiale tecnico, alla quale ho abbassato le maniche che usualmente tengo ripiegate. 

8.45 puntuali, quattro convenevoli, Peo fa benzina e via verso le pianure della Lomellina. L'aria è freschetta, ma almeno è limpida e tersa. Attraversiamo la campagna lombarda e mentre mi guardo intorno mi sorprendo a riflettere che mi piace quello che sto osservando: cielo blu, di tanto in tanto macchine agricole all'opera nei pressi delle cascine, sole che regala una luce particolare, qualche roggia di tanto in tanto. Insomma: in qualche modo il paesaggio campestre contribuisce a ricacciare indietro la noia del tracciato dritto, intervallato solo da continue rotatorie.

Ad Alessandria Ovest ci accostiamo nei pressi della rotonda fuori dal casello. E' qui che ci raggiungono Pino (con Francesca) e nessuno13.

Approfitto ora per fare il pieno: avevo ancora su la benzina fatta ad Imola lunedì scorso. Poi ci incolonniamo dietro nessuno13 che fa strada. A questo punto mi si perdonerà, ma non riesco proprio a ricostruire il percorso fatto. Ricordo nomi di paesi del Monferrato, ma in ordine sparso. E' una mia tara, non so se sia una qualche forma di blocco, ma non riesco proprio a farmi restare nella testa questa parte di nord-ovest. Se dovessi girare in autonomia sarei costretto a fermarmi ogni due per tre: non mi oriento per niente!

Orientativamente posso dire che abbiamo trascorso la giornata godendoci le colline tra Valenza, Mirabello Monferrato, San Salvatore Monferrato. Breve sosta a Lù per decidere il da farsi a pranzo.

Dalle strade che di tanto in tanto corrono sulla cresta dei clivi si possono ammirare le vigne che digradano verso valle. Vigne, vigne ovunque, filari ordinati che risalgono i poggi, sulla sommità dei quali spesso si trova un borgo con un piccolo castello o un campanile: un panorama molto caratteristico, che si potrebbe riconoscere tra mille ad un solo sguardo, per quanto è tipico.

Facciamo una sosta per un aperitivo a Vignale Monferrato. Il Belvedere regala una vista che spazia dai colli e le pianure coltivate fino all'arco alpino, dove a occhio nudo si vede chiaramente il Cervino (purtroppo si fa fatica a distinguerlo nella foto scattata).

Lasciamo giù le moto e troviamo un tavolo alla Trattoria Serenella Le tre lasagne, proprio nella piazza centrale del paese. 

nessuno13 sceglie uno spumante rosè, perfetto per l'aperitivo. 

Italia: paese meraviglioso dove se vai a est bevi con soddisfazione il prosecco e se vai a ovest con altrettanta soddisfazione bevi spumante piemontese.

Per il pranzo si va verso le colline di Acqui Terme, sempre immersi in questo paesaggio collinare e punteggiato di vigneti. L'Agriturismo Alcastlè a Montabone è un posto dove io ero passato, ma dove altri di noi hanno anche soggiornato. 

 

E' situato su una collina, da cui si gode di una vista fantastica.

nessuno13 garantiva per la qualità e non sbagliava: pranziamo ottimamente e con porzioni generose. L'ottimo Dolcetto accompagna degnamente.

 

Foto tutti insieme. Accanto, le moto che ci stanno scarrozzando oggi. Pino è con la GS Urban presa recentemente e con il boxer va fluido che è un piacere: guardarlo approcciare e percorrere le curve è una utile lezione per imparare e migliorare la guida. Peo è probabilmente ad una delle ultime uscite col Monster 1200.

Riprendiamo la strada verso casa: salutiamo Pino e Francesca, mentre nessuno13 accompagna Peo e me per un altro po' di strada. A Moncalvo ci scappa un altro caffè e ci salutiamo. Il rientro avviene col sole alle spalle: nei pressi di Novara saluto anche Peo e mi sciroppo l'ultima parte, con la festosa compagnia degli insetti pre-serali. Anche oggi quei 450 km ce li siamo lasciati alle spalle, con gran godimento.


Pressappoco il percorso di oggi


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