domenica 24 gennaio 2016

Verona, Motorbike Expo 2016

Qualche foto presa al Motorbike Expo 2016 che, come di consueto, si tiene a Verona verso la fine di Gennaio.
C'è la Kawa z1000 di un amico, customizzata da Imbarcadero XIV.


Ho particolarmente apprezzato le nuove Triumph modern classic: la piccola Street Twin 900, che appare ben fatta, e soprattutto le T120 e le Thruxton.
Guardandole dal vivo confermano di essere davvero piene di fascino. Ho fatto qualche foto più di dettaglio. La T120..


Particolare della parte terminale della sella, col maniglione. La sella sembra molto confortevole.


Dettaglio del quadro strumenti multifunzione.


..notare che il blocchetto dell'accensione non è più laterale, ma piazzato tra i due strumenti..


Ecco la Thruxton. La Icon ovviamente è la più scenografica.. è davvero molto bella..


Dettaglio degli strumenti dietro il cupolino...


Sul blocchetto sinistro si vede il comando dell'assetto, e il tasto per cambiare le informazioni sul display..


..la parte posteriore. Notare gli Ohlins... bello si raccorda la parte finale della sella col faro posteriore e il portatarga: spesso le soluzioni adottate su queste moto non sono poi bellissime (vedi BMW ninety, tanto per non fare nomi..)


...il serbatoio dell'olio freni..


Gli scarichi, fatti da Vance&Hines, sono bellissimi.. non vedo l'ora di sentirne il suono...


Vista posteriore, colla gomma da 160.. l'anteriore monta un 120.. finalmente le misure sono adeguate.. e soddisfano anche l'occhio.. mi piace molto anche il fanale posteriore: niente a che vedere con l'orribile "lampadario" adottato finora.


Ho osservato anche la Moto Guzzi V9.. questa è la Roamer. Mi è sembrata abbastanza bella vista da lontano.. solo che su moto cromate non puoi montare il tappo serbatoio in plastica! Tanto per dire: la Street Twin, che della Guzzi V9 è diretta concorrente, ce l'ha in ferro cromato.


Insomma.. queste Guzzi erano bel altra roba..




Ovviamente qualche bella figliola non poteva mancare...




Vince lei, per distacco..



sabato 16 gennaio 2016

Metà gennaio 2016 verso il Ponente Ligure

Metà gennaio. Siamo nel pieno della stagione invernale, astronomicamente parlando. Tuttavia le giornate non sono poi così male: se la mancanza di pioggia sta creando in queste settimane problemi di inquinamento, di certo non è da considerare una iattura se, egoisticamente, si vede la cosa con gli occhi del motociclista. Mettiamoci che anche il pezzo della benzina scende: diciamo che non tutto va male.
Da diversi giorni il ritornello con cui ci bombardano dalle tv e dalle radio è che il "vero" inverno sta arrivando e questo fine settimana sarà freddissimo e bruttissimo. Ovviamente la conseguenza è che con chiunque si parli, non fa che ripetere questa notizia e di fatto ci si chiude sempre più nell'idea che farà freddo e si deve stare a casa.
"Al diavolo!", mi sono detto: basta ragionare con la propria testa e da giorni il meteo è bello e asciutto e il cielo è terso. Si va.
Sveglia presto al mattino per sfruttare il più possibile le ore di luce.. benzina a 1,349 €.. direi che va molto bene..


..ad Ovada sono le 9.50 del mattino e siamo appena sotto gli 0° C...


..la strada statale 456 che da Ovada risale verso Aqui Terme è molto divertente. Le condizioni sono buone, il fondo asciutto ed esposto al sole, il traffico scarso.
Non entro in Acqui, ma la costeggio a sud. Volevo prendere la SS30 ma per qualche ragione non mi oriento bene e imbocco la SP334 del Sassello...
Entro in Liguria..


La strada verso Sassello è buona: l'avevo fatta una sola volta, anni fa: non è che la frequenti molto, perchè durante la bella stagione è piena di "intutati", e quando loro spariscono il meteo autunnale e invernale non è sempre così...
Dopo una breve sosta nella piazza di Sassello, prendo in direzione di Savona.. so che devo proseguire verso Pontinvrea. La strada continua ad avere il suo perchè: me la godo senza problemi: in questo periodo è grasso che cola poter girare così... Prendo per Giusvalla e poi scendo verso Cairo Montenotte.
Di qua le decido di non seguire per le indicazioni che mi portano ad Altare, ma quelle per Càrcare e Bormida, sulla SP15. Bella la strada, ma nei pressi di Bormida mi perdo e perdo un po' di tempo: infatti voglio salire al Melogno, di cui ho sempre sentito parlare.. solo che al bivio sotto Bormida prendo a sinistra: peccato che la strada, 2 km più avanti, sia chiusa. Torno indietro e giro un po' a vuoto. Poi un ragazzo nei pressi di un laghetto di pesca sportiva mi spiega che al bivio devo andare a destra. La strada a sinistra infatti è chiusa da un'ordinanza del sindaco e viene usata per provare le auto da rallie. Mi inerpico quindi verso Bormida, con alcuni tornanti secchi. Attraverso boschi e tra due ali di foglie secche a bordo strada arrivo in un punto panoramico. Vedo parte della vallata appena percorsa. Sulla sommità c'è una grande pala eolica...


 Continuando per un paio di km si arriva al bivio per Pian dei Corsi.


....la discesa porta verso Finale Ligure.. avanti 200 metri si apre la vista sul Mar Ligure, in lontananza... con una giornata così è tutto molto suggestivo..


....la discesa continua: un sacco di curve, con a destra la vallata e il panorama sempre più bello. In lontananza il riflesso del sole si specchia nel mare..


.....la discesa è lunga e ripida, come l'orografia del territorio ligure impone. Si arriva in fondo proprio a Finale Ligure e di qua ci si immette sulla SS1 Aurelia. Volto a destra verso Ovest, direzione Imperia.. si costeggia il mare: la vista della spiaggia e del sole, con 13 °C di temperatura, richiede una sosta: bisogna godersi tutto questo!



Da Borgio Verezzi chiamo Ratman, che è in zona. Alla fine finisco a pranzo a casa sua, sono le 14.30.. 4 chiacchiere, approfitto della sua ospitalità... poi devo rimettermi in strada per rientrare.
Alla fine saranno oltre 500 km... alla faccia dei menagrami!


Se interessa, qui sotto la mappa del percorso verso la Liguria.


lunedì 28 dicembre 2015

Finisterre Project 2016

Il progetto di un viaggio all'estero, verso Ovest, cova sotto la cenere da qualche tempo. Con qualche compagno di scorribande ci stiamo mettendo al lavoro più seriamente per farlo diventare realtà.
Fine novembre 2015: qualche scambio di idee, bozze di percorsi messe giù su google maps e la cosa comincia a prendere forma. Si ragiona assieme, si avanzano proposte, punti di vista: ognuno contribuisce con le proprie suggestioni a suggestionare a sua volta gli altri. Poi si guardano le date più favorevoli, sia per evitare che le condizioni meteo avverse in modo persistente possano rendere meno gradevole il giro, sia per far si che i giorni di ferie richiesti siano il meno possibile, compatibilmente, ovviamente, con i tempi richiesti dal percorso individuato.
Si valuta una media di km giornalieri, si conciliano con le località che sarebbe interessante toccare o con le aree che sarebbe bello attraversare e percorrere in moto, si pensa ad aventuali alternative.
Non si tratta di essere fanatici della programmazione: diciamo che normalmente queste attività, condotte in inverno, aiutano anche a passare un po' il tempo. Si sa che poi una volta individuata una direttrice di massima, il percorso delle singole tappe potrà variare sulla base delle considerazioni del momento.
Le date "papabili" sono due settimane a cavallo tra Aprile e Maggio, oppure due settimane tra la fine di Maggio e l'inizio di Giugno 2016.
Al momento sembra che si sia arrivati a concordare un giro di questo tipo: un'andata che giunge ai Pirenei e poi, in base al meteo, "sale" sulla catena montuosa o ne resta a valle, rimanendo a nord. Si continua poi verso Ovest scegliendo anche qui la costa oppure la zona interna, più sulle tracce del Camino de Santiago. Destinazione la punta più a Ovest d'Europa, sull'Oceano Atlantico: Capo Finisterre.



Il ritorno potrebbe avvenire secondo 2 opzioni: lungo il nord della Spagna, seguendo un tracciato diverso da quello fatto all'andata.. oppure scendendo verso il Portogallo settentrionale e attraversando la Spagna a metà passando per Valladolid e Saragozza. Meta finale, quale che sia l'opzione scelta, è Barcellona, dove abbiamo convenuto di imbarcarci per tornare in Italia. In totale poco meno di 5000 km.



Adesso inizia l'operazione di reperimento di mappe adeguate, scala 1: 250.000 o, al massimo, 1:500.000. Se possibile, ci piace evitare navigatori e dispositivi elettronici: è bello perdersi!

Far benzina costa meno.. a Natale 2015

Da diversi mesi il costo del petrolio al barile è in discesa. 
Per quanto questo calo non si rifletta in misura direttamente proporzionale sul costo della benzina alla pompa, che viene tenuto alto anche dall'aumento dell'incidenza delle più disparate (..e talvolta anacronistiche..) accise, comunque per noi motociclisti il calo del prezzo di un litro di carburante è una buona notizia. Certo: fossimo nella bella stagione, sarebbe ancora più gradito, ma intanto chi gira molto in moto percepisce un bel risparmio sul proprio budget. 
Ecco il prezzo in un distributore a Vasto, in Abruzzo: € 1,35 e 8 al litro! Erano anni che non vedevo il prezzo così basso!

domenica 15 novembre 2015

14 e 15 novembre 2015 Due giorni in moto tra Lombardia, Trentino, Alto Adige e Veneto

Due giorni intensi in sella alla Moto Guzzi Stelvio, saltati fuori grazie alla cena organizzata da McQueen278. Le ottime giornate di questo strano autunno hanno fatto il resto.
Partenza alle 8 del mattino da Milano. Grande motivazione ad approfittare al meglio di questa opportunità. C'è una densa foschia, quasi nebbia, sulla Tangenziale di Milano. Per questo decido di non arrivare a Bergamo via statale, ma usando la A4. Poi SS42 verso il lago di Endine. La nebbia persiste.


Poi seguo la statale fino a Lovere e Darfo. Questo tratto di strada è dritto e monotono e la nebbia non ravviva certo l'interesse. Finalmente la bianca coltre si squarcia e le montagne cominciano a stagliarsi contro il cielo. La strada comincia a diventare interessante già prima di arrivare a Edolo, là dove c'è la deviazione per il Passo del Vivione.
La salita verso il Passo del Tonale è deserta, non c'è traffico e le condizioni dell'asfalto sono perfette. Non fa neppure freddo.


La discesa dal Tonale è altrettanto divertente. Sono diretto verso il Passo della Mendola. Nel mezzo il bivio verso Marilleva e, più avanti, Dimaro: a destra si va a Madonna di Campiglio. Proseguo dritto: la strada in questo tratto è ampia e veloce. Più avanti diventa più curvosa. Mi addentro nella Val di Non e nella Val di Sole. Bellissima la vista del lago artificiale di S. Giustina.


Ovunque colline ricoperte delle onnipresenti piantagioni di mele, in lontananza le valli con la bruma che aleggia a mezz'aria.


Il fondo stradale è sempre perfetto. La strada verso il Mendola non si esaurisce, come accade per altri passi, in una salita in cima alla montagna di turno. E' qualcosa di diverso: la SS42, chiamata appunto "del Tonale e della Mendola", parte da lontano e si snoda con saliscendi e curve variegate, in discesa e in falsopiano. Solo nei pressi del passo diventa una "classica" strada di montagna.
Al Mendola ero stato con Peo, Skyblue, Flu e Nessuno 13 verso fine agosto. Stavolta arrivo dal verso opposto.


In cima al passo niente del movimentato via vai di turisti e motociclisti trovato allora: questa volta non c'è praticamente anima viva. Mangio un trancio di strudel nell'unico baretto aperto.
Scavallato il passo, la discesa si rivela divertente quanto la salita. Tanti tornanti, tante curve, viste mozzafiato sulla vallata dell'Adige.


La strada in alcuni tratti è stretta: a destra lo strapiombo verso valle, a sinistra la parete rocciosa, nella quale di tanto in tanto sono stati scavati dei bevi tunnel per far passare la strada.
Scendo verso Bolzano, attraverso rapidamente le sue ampie strade. Seguo le indicazioni per la Eggtal (in italiano la Val d'Ega). Faccio benzina al grande distributore della Esso sulla sinistra, poco prima della deviazione per la SS241 della Val d'Ega a destra. Si sale verso Ponte Nova e cominciano a stagliarsi i profili delle Dolomiti.


Proseguo verso il lago di Carezza (Karersee in tedesco), mentre un cartello ricorda che la zona è patrimonio dell'Unesco.


Finalmente posso fermarmi e con calma scattare qualche foto: l'altra volta l'affollamento non l'aveva permesso e la cosa mi era rimasta sullo stomaco. Certo non avrei mai pensato, allora, di tornare qui addirittura entro l'anno!


Il lago di Carezza, su cui veglia il massiccio del Latemar, è parzialmente ghiacciato, ma la strada è ottima.



Poco più avanti c'è il Passo di Costalunga.


Di qua discesa verso Vigo di Fassa e a destra per la Val di Fiemme. Passo Moena e seguo le indicazioni per Predazzo e Cavalese. A Molina di Fiemme giro intorno a una rotonda e sulla sinistra seguo per il Passo Manghen. Come si vede dalla foto, il cartello mi informa che chiuso.


Dovrò arrivare alla Valsugana seguendo la SP71. Sulla destra le gole e di là dalla vallata la strada della Val di Cembra. La strada è molto bella. Seguo le indicazioni per Baselga di Pinè e giungo a Pergine Valsugana. Guardando la cartina mi ero fatto l'idea che la tratta fosse più breve. 
Comunque mi immetto sulla veloce fondovalle SS47 della Valsugana. In zona Borgo Valsugana per una ventina di km cala una nebbia molto fitta, che permette appena di vedere a una cinquantina di metri. Dentro di me un po' di preoccupazione si affaccia: non mi va di pensare che sarà così fino a Bassano e oltre. Comunque accendo i faretti di profondità della Stelvio. Mi sento comunque abbastanza tranquillo: avendo sentito del rischio di nebbia avevo indossato sin dal mattino il gilet giallo ad alta visibilità.
La statale permette di procedere velocemente e dopo Bassano seguo le indicazioni per Vicenza e la SR248. Benzina e dopo pochi km arrivo a Sandrigo, meta di giornata. Parcheggio la moto in garage.
Poco dopo Nolmar, Jules Winnfield e Dude passano a prendermi in albergo e si va da McQueen278 ad onorare delle bistecche strepitose, cotte sulla brace!




Domenica mattina partenza con una leggera nebbia. Ma già quando prendo il breve tratto di A31 verso Thiene/Schio si è diradata. Sono diretto a Rovereto e voglio arrivarci percorrendo la SS46 del Pasubio. E' una strada normale fino a Valli del Pasubio. Da qui comincia un carosello di curve e tornanti.




Le condizioni di questa parte di strada non sono ottimali. Inoltre è abbastanza trafficata e ho solo occasione di chiedermi quanto sarebbe divertente senza tutto quel via vai. Su queste strade tortuose le auto tengono un'andatura da pachidermi e le moto ne vengono penalizzate, essendo più agili.
Arrivo al confine tra Veneto e Trentino-Alto Adige: sono al passo di Pian delle Fugazze.


A sinistra seguo un'indicazione per il Sacrario Militare del Pasubio, che con la sua torre sul Colle Bellavista domina la vallata, ma la strada è chiusa al traffico da un certo punto in avanti. Non ho modo di intraprendere il cammino verso il Sacrario. Vorrei visitarlo e quindi ci tornerò di sicuro. Ridiscendo verso il Passo delle Fugazze e inizia la lunghissima discesa verso Rovereto. E' bellissima, con un fondo perfetto. Curve su curve: se uno volesse far pratica di curve veloci in discesa, questo è il posto giusto dove venire!
Sulla sinistra della strada si susseguono vallate e gole. Poco prima di Rovereto, scavato nella roccia al di là della gola c'è l'Eremo di S. Colombano.


Scendo a Rovereto e seguo le indicazioni per Riva del Garda. Dopo aver passato l'Adige e scavalcato l'A22 del Brennero, la strada piega verso l'interno. E' un tratto di una quindicina di km, forse, ma molto piacevole. Si arriva a Nago, dove pernottammo in occasione del 4° Rebel del forum BF (bicilindrici frontemarcia) del 2014 e si scende verso Torbole. La vista sulla punta settentrionale del lago è incantevole.


Seguo le indicazioni per Riva del Garda e poi per Limone del Garda: si arriva sulla SS45 bis Gardesana Occidentale. Il mio obbiettivo è di rifare le strade fatte in occasione del raduno del settembre 2014. Quindi prendo il bivio per Tremosine e salgo su. E' la strada giusta! Infatti arrivo in un punto panoramico perfetto per gustarmi il panorama di tutta la parte settentrionale del Lago di Garda.


Proseguo verso Tignale: la strada, la SP38 delle Forre, è sensazionale e panoramica, con curve e saliscendi. L'asfalto è tutto sommato buono. Giunto a Tignale mi perdo.


Essì! Alla ricerca di una strada vista sulla cartina, finisco in una strada che si inerpica sulla montagna e via via perde ogni contorno di civilizzazione, inoltrandosi nei boschi colorati dal giallo e dal rosso dell'autunno.
Sempre più foglie sulla strada, che si fa sempre più stretta e sconnessa: c'è l'asfalto, ma è molto mal messo, in vari tratti solleato dalle radici degli alberi. Percorro svariati km così, man mano perdendo la convinzione di arrivare al paese che mi aspetto di trovare: Mignone. Alla fine mi decido: appena trovo uno spazio sufficientemente in piano e con lo spazio che serve per girare la moto in sicurezza, torno verso valle. Sono un po' in pensiero perchè salire su strade di questo genere è spesso più semplice che scendere. Con una moto da 280 kg poi... ma la Stelvio mi assiste e mi asseconda in maniera fantastica, trasmettendomi sicurezza con la sua maneggevolezza. Mi sorprende e mi ridà morale!
Tornato a Tignale, seguo per Salò: i panorami alla mia sinistra sono meravigliosi, come lo è il tracciato della SP38. Finalmente mi re-immetto sulla SS45bis. Proseguo con l'idea di andare a fare la Valvestino, ma prima di intraprenderla preferisco fare benzina: non vorrei trovarmi in riserva tra i monti. Quindi benzina al Q8 che c'è a Gargnano e via indietro di meno di 1 km, per voltare a sinistra ed iniziare subito la ripida salita della SP9 della Valvestino.
E' una strada meravigliosa, piena di curve e controcurve anche in rapidissima sequenza, spesso cieche, con la parete di roccia alla propria destra.


Il fondo stradale non è proprio perfetto, ma comunque si riesce a guidare bene: bisogna solo prestare attenzione alle curve cieche moderando la velocità e dando qualche colpo di clacson. Comunque in questo periodo si può contare su un traffico davvero scarso. Bellissima la vista sul lago e sulla diga, suggestivi i ponti che permettono di superare le gole!




Bella anche la discesa verso Idro e il lago.


Sbuco sulla SS237 del Caffaro e seguo per Brescia. All'inizio l'idea è quella di arrivare a Nozza e prendere a destra la SP3 verso Londrino e Brozzo, per arrivare alla SP345 della Valtrompia. Ma forse non è il caso di allungare troppo la strada: vorrei essere a casa prima del buio, cioè verso le 17.30.
Quindi vado un po' più avanti e prendo la SP79 verso Lumezzane. Anche la scelta di questa strada si rivela azzeccata: è veloce, con qualche tunnel, ma piacevole. Poi per scendere verso Lumezzane e Sarezzo ci sono tantissimi tornanti, molto guidabili peraltro.
Mi re-immetto dunque sulla SP345 della Valtrompia più a valle, dunque. A questo punto seguo le indicazioni per la A4 Venezia-Milano e entro in autostrada a Ospitaletto per i 50 minuti di strada che restano. Ovviamente, dopo tante curve, si rivelano i più noiosi di tutti. Ma riesco ad arrivare a casa sul far del tramonto.


840 km di divertimento, di monti, di curve a stagione autunnale così inoltrata non me li sarei mai aspettati.


Mi ritrovo ogni fine settimana a pensare che "..questo è l'ultimo giro lungo.." e ogni volta, invece, si presentano nuove occasioni.
Non me ne lamento affatto!





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