domenica 12 marzo 2017

In Toscana, Chianti e dintorni - 10-12 Marzo 2017

Era un bel po' che aspettavo di andar via un paio di giorni in moto. Finalmente ne ho l'opportunità: Toscana, insieme alla solita compagnia.

Venerdì la partenza è per le 14. Dopo un quarto d’ora sono già fermo: benzina ad Assago. Per le statistiche, la Stelvio ha 59.000 km.


Dopo il pieno mi allontano di qualche passo e mi metto a guardare la Stelvio: da proprio una sensazione di solidità, con le sue belle valigie Trax. Rifletto: quest’anno molto probabilmente comincerà ad essere usata in modo molto più intensivo, sarà molto più protagonista. Senza la Bonnie, i viaggi lunghi saranno tutti suoi: con la Thruxton sono complementari, non alternative. In teoria la stessa complementarità c’era con la Bonnie, ma io la usavo come se fosse una graturismo. Per il momento non penso di usare la Thruxton come la "Randagia".

Mi immetto in Tangenziale Ovest, trafficatissima. Giornata bellissima, cielo limpido, caldo. In A1, dopo la barriera di Melegnano, il traffico rimane parimenti intenso e impone una particolare attenzione; inoltre un vento laterale molto teso disturba non poco.


Nota: a forza di viaggiare, ho imparato che quando il vento è così teso e soffia lateralmente bisogna prestare attenzione quando si esce dallo “schermo” costituito da furgoni, camion o SUV: una volta che si ritorna esposti all’aria può arrivare un forte “schiaffo” laterale. Dunque manubrio ben saldo tra le mani e concentrazione. Sembra banale far presente questa situazione, ma è bene sempre ricordare che in moto nulla è ordinario.

Con queste condizioni di meteo e di traffico arrivo al bivio per la A15 della Cisa.

Tempi di percorrenza: da Assago al Bivio per la A15 della Cisa contate circa 1 ora, minuto più minuto meno.


Si va verso Ovest, il sole splende e la prima parte di autostrada scorre bene. Poi, proprio dove la strada comincia a salire sui contrafforti appenninici, il vento torna a farsi sentire. Davanti a me le cime sono ancora imbiancate dalla neve.


La presenza di molti cantieri che impongono il cambio di carreggiata costringe ad un’andatura molto ridotta.
Sono le 16.30 quando, dopo essermi immesso sulla A27 Genova/Rosignano, mi trovo con Pino alla stazione di Magra Ovest.


Tempi di percorrenza: dal bivio con la A1 all'immissione sulla A27 Genova Rosignano in condizioni normali di percorribilità va considerata 1 ora circa.

Scambiamo due chiacchiere con un ducatista e riprendiamo la strada. Subito ci avvolge l’umidità della costa, alle spalle della Versilia. Sulla sinistra le montagne bianche, le cave di marmo di Carrara sono illuminate dal pieno sole che comincia a scendere. Tiriamo dritto per Pisa Centro/Pisa Aeroporto (40 minuti circa).


Altri 15 km per Cascina.


In totale il viaggio è durato poco più di 3 ore.

Aspettiamo Nolmar per un’oretta, ma i GS che arrivano sono ben due: al 1150 si è unito Jules Winnfield con il 1200 Adv 30° anniversario. La formazione è completa dopo una mezzoretta, quando ci raggiunge Nessuno13 con la Bonneville.

Dove alloggiare: abbiamo prenotato presso il confortevole Euro Hotel, a due passi dall'uscita della FI-PI-LI: ideale per riprendere la strada e raggiungere i luoghi più belli della Toscana o continuare il viaggio verso sud senza andare in autostrada. Le moto si lasciano fuori, ma ormai sono varie volte che alloggiamo qui e non sembra una zona a rischio. Per cenare c'è il ristorante dell'hotel, oppure Cascina a 3 km.


Sabato:
Gianlu PI non solo ci ha ospitato ieri sera per un'ottima cena, ma oggi ci fa da guida: benzina al Beyfin a Cascina e via verso Castelfalfi e S. Gimignano.
Grazie alla piccola action cam fissata su una barretta montata sul parabrezza riesco a scattare buone immagini.



In lontananza le torri di S. Gimignano.


Qui l'ingresso nel centro abitato.


Proseguiamo verso il Chianti, con Castellina, Radda, Gaiole: impossibile ricordare tutti i nomi dei borghi e delle frazioni attraversate.
Tipiche colline toscane, tra ulivi, vigneti e cipressi.


La strada è sgombra e perfetta, le curve invitanti: che bello girare così! Tra un piccolo borgo e l’altro si snodano strade tenute ottimamente, dove nulla è infido, dove ogni ostacolo è ben segnalato, dove si può pensare solo alla guida.


Breve pausa a Castellina in Chianti.



Siamo fortunati perché il clima è quello dei giorni migliori, quelli di Maggio, ma il traffico è quello che c’è quando i turisti non ancora scendo in massa da queste parti: scarsissimo. Non mi pare neppure di avvertire un particolare via vai di motociclisti più o meno scalmanati. In una situazione del genere anche in strada ci si sente più al sicuro.

Il godimento è doppio: sia turistico, sia motociclistico.

Il cruscotto della Stelvio riporta 23 gradi: potremmo essere ai primi di Maggio e invece non siamo neppure alla metà di Marzo. Passiamo la giornata in un contesto incantevole, fatto di colline dolci, ricoperte dagli uliveti, punteggiate dai cipressi, tagliate da strade bianche che separano gli appezzamenti di terreno e i poderi, incise sui fianchi dai caratteristici calanchi.


Trionfano i colori scuri della terra dissodata, il verde argenteo delle foglie degli ulivi, il contrasto dei campi verdi con l’azzurro inteso e luminoso del cielo sgombro da nubi.


Sui poggi i cascinali sono illuminati dal sole, di tanto in tanto si attraversano piccoli borghi con le abitazioni in pietra. Su qualche crinale piccoli torrazzi più o meno diroccati potrebbero raccontare tante storie. Sulle strade asfaltate la guida è ovviamente più svelta e mi diverto a cercare la traiettoria e la rotondità con il 19 della Stelvio: la Marzocchi da 50 è davvero fantastica, non cede mai, precisa e solida: mi supporta e mi da sicurezza.
Siamo però qui anche per percorrere un po' delle strade bianche de "L'Eroica", la manifestazione in bicicletta che rievoca i tempi "eroici" del ciclismo, quando le bici pesavano tanto e si correva con i tubolari a tracolla.


Sulle sterrate dell’Eroica cambia tutto: le Metzeler Tourance Next sono gomme stradali e quindi cerco di essere il più delicato possibile. Ovviamente cerco di stare molto attento a dosare bene il gas, a evitare sfrizionamenti, a scegliere le marce in modo da usare il freno il meno possibile, a garantirmi sempre il giusto apporto di coppia visto che la Stelvio non è propriamente una piuma. Se si fa tutto con attenzione, in cambio ci si guadagna la possibilità di accedere a panorami, profumi, sensazioni che da soli valgono il viaggio.

Qualche foto, ma davvero solo visitando questi luoghi e percorrendo queste strade si può apprezzare pienamente ogni suggestione, ogni profumo, ogni colore.










Ogni giro che si rispetti prevede una meritata sosta mangereccia. Come ci capita di sovente, "peschiamo" bene nei pressi di Radi. Tanto per non dimenticare.

 






Una vecchia pompa di benzina.


Nota: se qualcuno a digiuno di strade bianche (non so se definirle sterrate) si sta chiedendo se può fare l’Eroica, la risposta è sì. Lo dice uno che, al momento, quanto ad esperienza su questo tipo di fondo non può dare lezioni a nessuno. L’importante è avere un approccio umile, essere sempre presenti con la testa alla guida, usare il gas con delicatezza e avere la sensibilità per capire se tenere su il motore per avere coppia in vista di una salita, o se tenere una marcia bassa (ma non troppo) per non prendere troppa velocità in discesa (il freno motore è utile per usare meno il freno). Per un novellino, è bene comunque essere in almeno due moto.

Riprendiamo la strada per continuare a goderci questi posti meravigliosi. Ancora sterrate!





Certo, qualche foto, anche più di qualche, la scatto, ma a parole non sono in grado di trasferire appieno a chi legge le sensazioni e le suggestioni che mi riempiono l’animo quando si fa un giro del genere.

La giornata si conclude passando sotto Volterra, facendo in parte la strada già fatta altre volte, che porta a Lajatico e poi va verso Terricciola. Il sole è basso sull’orizzonte e per molti km ci abbaglia letteralmente: ce l’abbiamo direttamente negli occhi.


Poi scende sull’orizzonte e diventa bellissimo godersi tutte le sfumature del rosso.


Serata a cena con salmone affumicato e tartare di carne. Torniamo in albergo non prima di un bicchiere della staffa in birreria.
Su una birra Rochefort 10° viene sancita la scommessa tra Pino e Jules: chi avrà fatto più km entro il 31 ottobre del 2017!

Ecco il giro di oggi, circa 350 km



Domenica.
Pino riparte presto, perché deve rientrare. Dopo un breve consulto, con Jules, Nolmar e Nessuno13 decidiamo di andare verso la Garfagnana. Risaliamo verso Lucca, che è ben indicata. A Lucca costeggiamo le imponenti mura sui viali di circonvallazione. Basta seguire le indicazioni per Castelnuovo in Garfagnana e giungiamo nei pressi di Borgo a Mozzano: riesco a fotografare il Ponte della Maddalena (detto anche Ponte del Diavolo).


Prendiamo un caffè a Bagni di Lucca, dove avevamo dormito nel corso del viaggio del 2015 verso la Basilicata.



Continuiamo quindi verso nord, seguendo le indicazioni per Piazza al Serchio. Superiamo la deviazione che porterebbe al passo Pradarena, sulla destra, e preferiamo raggiungere Fivizzano. La strada della Garfagnana mi piace nella parte Lucchese, ma mano a mano che si risale in direzione di Fivizzano diventa sempre più piena di curve cieche, strette, all’interno di piccoli borghi abitati: infatti a bordo strada ci sono tantissimi pali con gli specchi, per consentire a chi esce dalle strade accessorie laterali di controllare che non arrivi nessuno. Come se questo non bastasse, anche il fondo stradale diventa davvero rovinatissimo, tra buche e detriti vari, di legna, foglie e asfalto. Anche le protezioni laterali non ci sono. Insomma: si deve fare e si fa, ma non è esaltante.


A Fivizzano attacca la strada che porta su verso il Passo del Cerreto, la SS63. Ci fermiamo a pranzo 3-4 km a monte del paese, al bar della Funicolare.


Porzioni generose!


Serve un digestivo!


La salita al Cerreto è davvero bella, da questo versante toscano: panoramica la vista, piacevolissima la strada, con belle curve e fondo stradale davvero ben tenuto.

Scolliniamo dopo una breve sosta sul piazzale del valico.



Nella parte alta della discesa c'è ancora della neve ai bordi della strada.


Scendiamo verso Castelnovo ne’ monti. La discesa sul versante Emiliano è filante, con qualche tornante, qualche contropendenza. Si vede chiaramente la Pietra di Bismantova, citata anche da Dante.


Dopo Castelnovo la strada sarebbe ancora divertente, ma troviamo un intenso traffico: in questi casi basta una macchina lenta, che tutto viene bloccato. Poi la strada spiana un po'. Ci mettiamo moltissimo a raggiungere Reggio Emilia 50 km più avanti. Sosta, rifornimento e saluti dal benzinaio e via in A1, col sole che scende.



La Stelviona con questi 1100 del fine settimana ha passato i 60.000 km. Sull'extraurbano misto siamo sempre tra i 16,6 e i 17 km/l, calcolati tenendo conto dei km percorsi e della benzina rifornita (dunque non affidandomi al dato fornito dal display del consumo).


Si può dire che la stagione ora è davvero iniziata. Presto ci saranno altri giri di più giorni: tanta attesa e finalmente si gira seriamente anche quest’anno!

lunedì 6 marzo 2017

Tra Val Tidone, Val Trebbia e Valle Scrivia: primo giro di marzo 2017

Risveglio pigro, domenica mattina. Ma nulla da fare: mi ritrovo in sella senza ben sapere dove andare. Lascio che il giro si delinei man mano che la strada scorre sotto le ruote della Black Pearl.
Direzione Val Tidone, verso Opera e Torrevecchia Pia, proseguendo per S. Cristina. I campi lombardi, con le loro zolle di terra scura, si distendono quasi a perdita d'occhio: la pianura è puntellata di tanto in tanto da antiche cascine contadine e da qualche imponente albero secolare. In queste zone la strada corre inevitabilmente dritta. Solo qualche rotonda a rompere la monotonia. Tutto sommato però lo considero un modo per sgranchirsi un po' e dare del gas in sicurezza, prima di giungere alle prime colline a ridosso del Po. Giro intorno alla rotondina all'ingresso del paese di Castel S. Giovanni e seguo le indicazioni per la Val Tidone. A Borgonovo Val Tidone passo davanti all'imponente porta medievale e girando intorno alla piazza, anzichè voltare a destra per la Val Trebbia, vado dritto e prendo per Pianello Val Tidone.
La strada ha un bel tracciato sinuoso, morbidamente disteso sul dorso delle dolci colline del piacentino. La costante di queste strade, tuttavia, è il fatto che siano frequentemente punteggiate da sconnessioni dovute a cedimenti del terreno su cui si snodano: spesso non sono limitate al bordo della strada, ma pregiudicano la percorribilità dell'intera carreggiata.

Note: meglio mantenere un'andatura moderata, tenere gli occhi sull'asfalto, prestare attenzione ai cartelli che indicano dossi e strada sdrucciolevole. Questo, però, senza dimenticarci che un giro di piacere comporta anche di godersi i bei panorami.

Non passa un'auto che sia una, mentre la SP34 si snoda, anche con qualche tornante, in direzione del Passo Penice.


Intorno solo foreste di alberi spogli, grigi, che spuntano da letti di foglie secche, la cui malinconia contrasta con l'azzurro del cielo e i colori delle colline inondate da un tiepido sole quasi primaverile.


Sbuco sulla strada che, arrivando da Varzi, scende dal Penice verso Bobbio.


La discesa verso Bobbio è molto bella e panoramica: aspetto il punto migliore per fare foto della collina che digrada verso il Trebbia, là in fondo, ma finisce che si scende rapidamente e perdo l'occasione! Tornanti, brevi rettilinei e belle curve per qualche km, per giungere in piazza. Decido di proseguire verso la Liguria: non so se andrò a Genova, ma ho voglia di andare avanti.
Nei pressi di Coli il sole si riflette sull'acqua e il riverbero è folgorante.


Da qui inizia il tratto che da Bobbio fino alla costa ligure è il più bello della SS45: tracciato vario e pieno di curve, con a destra il fiume che scorre ora vicino, ora lontano, in fondo a profonde gole, per poi passare a sinistra e di nuovo a destra. Per fortuna in questi primi giorni di Marzo il traffico in generale e quello motociclistico in particolare sono ancora abbastanza scarsi: questo permette di guidare con meno remore e timori di mezzi in senso contrario. I medi della Thruxton sono gradevolissimi, la spinta c'è sempre, il motore è pieno e da soddisfazione. Continuo ad avvertire di quando in quando dei fastidiosi indolenzimenti alla mano destra: una volta rientrato proverò a ruotare il blocchetto destro verso il basso, in modo da non essere costretto a tenere il dorso della mano troppo piegato verso l'alto nell'atto di tirare la leva del freno anteriore.
Intanto la Val Trebbia riserva viste spettacolari con le sue valli.



Superato Ottone e le varie indicazioni per la Val d'Aveto, proseguo fino a Montebruno e oltre. La strada, tuttavia, sempre più frequentemente risulta bagnata, e dense nuvole scure finiscono col prendere il posto del sole. Sembra proprio che andare avanti fino alla costa possa riservare solo acqua. Perciò decido che a Laccio, subito dopo Torriglia, prenderò la strada per Busalla: rinuncio a scendere su Genova, ma la strada verso Busalla merita comunque. Poco traffico anche qui e tracciato curvoso, seppur sostanzialmente pianeggiante. Per Busalla sono una ventina di km. Faccio il pieno alla pompa proprio 100 metri a valle del Birrificio, alle porte di Busalla. Compiaciuto registro un consumo di 22 km con 1 litro: 11,87 l. dopo 261,2 km!
Leggo che il piccolo paese di Crocefieschi non è lontano. Decido di salire e quei 7-8 km di strada curvosa e piena di tornanti sono uno spasso!
Foto davanti al cartello d'ingresso del paese natìo di Roberto Pruzzo, indimenticato cannoniere del Genoa e della Roma dello scudetto di Liedholm.


Sono circa le 15 quando do un colpo di telefono a Nessuno13: decidiamo di trovarci a Serravalle Scrivia, per poi bere qualcosa in un bar a Rivanazzano Terme.


Poi lunga coda da Voghera a Pavia, prima di rientrare a casa. sono le 16:30 circa.
Giro che sifa tranquillamente partendo con relativa calma al mattino, per rientrare a Milano attorno alle 17, per meno di 400 km.
Ecco il link: Val Tidone, Val Trebbia, Busalla, Valle Scrivia


sabato 18 febbraio 2017

Febbraio? No: Primavera! Giro tra Piemonte e Liguria: Varazze e Sassello

Giro di messaggi venerdì sera: pare che nonostante sia sia ancora a febbraio, le condizioni del tempo siano un'anticipazione di primavera! Ho voglia di fare km: voglio provare come mi trovo con Thruxton sulle lunghe distanze e sulle curve che non siano le rotonde della pianura lombarda!
Con Peo si era d'accordo per andare verso il Lago di Como o il Lago Maggiore, ma un cambio di programma interviene quando Pino ci dice che ha attivato l'assicurazione: finalmente la mette in strada dopo mesi di cortile! Non possiamo non esserci!
Per me e Peo appuntamento ad Abbiategrasso alle 9.30 e via verso Vigevano. Cielo "lombardo", temperatura sui 7 gradi, fiducia che presto uscirà il sole.
Si: le ultme parole famose!! Da Vigevano in avanti, lungo la SP494 ci troviamo immersi in una atmosfera sempre più irreale: compare la nebbia, che si fa via via più fitta, fino ad impedire quasi completamente la visibilità: passo decine di volte il lato del guanto sulla visiera per ripulirla dalle mille goccioline che infastidiscono maledettamente. Senza contare che, essendo acqua sospesa, si bagnano i guanti e il pantalone.
Per fortuna non ho freddo, indosso maglia termica, maglioncino antivento e guanti invernali, ma siamo comunque sui 3-5 gradi: non propriamente quello che ci aspettavamo. Procediamo a velocità molto molto moderata tra le campagne della Lomellina, verso Mortara ed oltre.
Arriviamo a Tortona all'appuntamento con Pino.


Davanti a una gradevole cioccolata calda, pensiamo al da farsi: girare in zona non ha senso, visto che tutto è immerso nella nebbia. Decidiamo di andare verso il mare: non è neppure il caso di fare statale. Autostrada verso Ovada e giù verso la Liguria.
Finalmente nei pressi di Masone, dove solitamente si prende una bella sciacquata, comincia a spuntare qualche raggio di sole: sembra poco, ma quel tepore ci cambia completamente lo stato d'animo! Siamo rinfrancati e desiderosi di poter finalmente mettere in pratica i propositi della giornata. La vista del mare, ad Arenzano, è una bella iniezione di buonumore: usciamo e scendiamo verso l'Aurelia. Ormai è ora di pranzo: ci sorbiamo un po' di traffico, ma non ci disturba più di tanto. A Varazze troviamo un posticino sul lungomare e decidiamo di mangiare un boccone.


..ottime trofie al pesto!


Qui sul mare è primavera!!!!


Sono circa le 14:00 quando riprendiamo l'Aurelia. Poco dopo Celle Ligure, ad Albissola, voltiamo a destra, verso nord, per arrampicarci sull'Appennino Ligure. Stavolta abbiamo il favore del sole: finalmente possiamo divertirci un po'!
Lungo la SP334 si sale e finalmente si fanno curve!
Scavalliamo a Giovo Ligure e giungiamo a Sassello. Nei pressi della piazza, voltiamo a sinistra e si prosegue con le tanto agognate curve lungo la SP334.


Ora il paesaggio è decisamente montano, ma col sole è un'altra cosa!



Le 3 moto del giro di oggi..


Anche dopo Sassello ci godiamo la SP334 fino ad Acqui Terme.



Breve sosta per la benzina alla IP del piazzale.

Consumi: metto una nota a futura memoria. Ho rifornito 10,15 litri dopo 234,8 km. Questo vuol dire che la Thruxton ha fatto 23,13 km con 1 litro. Veramente molto interessante a livello di consumi! Con la Bonnie, che ormai aveva raggiunto ottime percorrenze con 1 litro, ero ormai stablizzato in extraurbano tra i 20 e i 22 km/litro. Ma era 865 di cilindrata! Qui abbiamo un 1200 che consuma anche meno!

Tiro le somme definitivamente sul comportamento della moto. Temevo che la posizione di guida potesse affaticarmi sulle percorrenze chilometricamente più importanti, ma non è stato così: nessun fastidio al collo, neppure a velocità sostenute in autostrada; solo un lieve fastidio e indolenzimento occasionale al polso destro, ma niente di insopportabile. Anche sulle curve di montagna si guida molto bene e si rivela molto maneggevole. A questo contribuisce di certo il 17 all'anteriore, ma anche l'assetto dei semimanubri che non è molto esasperato, dopotutto.

Qui sotto il giro di oggi, circa 400 km.

400 km Giro Milano-Tortona-Varazze-Sassello-Acqui-Milano

sabato 11 febbraio 2017

Prime impressioni con la Thruxton



Allora.. primo giro di qualche ora nelle uggiose pianure lombarde, con qualche saliscendi: 200 km, oggi....
Le mie prime sensazioni, in attesa di ulteriori test..
La thruxton 1200 si guida proprio bene... sella comoda.. ripresa molto buona con la mappa road, calcio nel culo con la mappa sport... allungo dopo i 6000 notevole.. almeno mi pare: ma essendo in rodaggio non ho tirato troppo le marce.. un po' di on/off.. ma venendo dalle Bonnie niente di nuovo.. rumore bello pieno, mai maleducato.. maneggevole, col 17'.. in pratica puoi entrare in curva anche dopo, rispetto al 19' a cui sono  abituato tra Bonnie e Stelviona.. sono una mozzarella perché sento la schiena indolenzita: non ho il fisico.. alle volte mano destra intorpidita, a fine giro anche la sinistra era un po' dolorante... serbatoio con 2 litri meno della bonnie, ma percorrenza simile: quindi consuma meno della media delle bonnie (ma la mia consumava pochissimo, tra 21 e 23 km con un litro negli ultimi 20-25000 km) nonostante sia un 1200. Confido che quando sarà meno legata consumerà anche meno. E confido che mi abituerò alla nuova postura dovuta alle pedane arretrate e ai semi manubri.. anche se non sono esasperati: questo va detto se qualcuno stesse facendoci un pensierino e nutrisse qualche dubbio proprio a causa della posizione.

sabato 4 febbraio 2017

Mi sono messo in casa una Thruxton 1200!

Saluto la Bonnie "La Randagia" e metto le chiappe su una Thruxton 1200 tutta nera: è arrivata la "Black Pearl"!
Piove a dirotto ma dopo aver atteso oltre un mese non vedo l'ora di ritirarla!


Moto nuova.. gomme nuove tutte incerate.. pioggia battente da giorni... guido come se fossi sulle uova per evitare di sdraiarla subito: mappa rain e guida da pensionato! Sulla bonnie avevo dimenticato il telepass, quindi me ne torno sulla SS33 del Sempione invece che sull'autostrada. Alla fine la piazzo in garage: finalmente!!!! Benvenuta a casa, Black Pearl!



Febbraio 2017: la Randagia va per la sua strada, ma non la dimenticherò mai!

Una giornata piovosa di inizio febbraio fa da cornice all'ultimo giro in moto in sella a "La Randagia", la fida Bonneville che mi ha accompagnato da quel marzo 2013, quando la portai a casa da Mestre. Quel giorno sostituiva la Bonneville "Green Panther", che suo (...e mio..) malgrado avevo dovuto "salutare" a ottobre del 2012, malinconicamente acciaccata.
Da quel giorno si era guadagnata la mia fiducia giorno dopo giorno, km dopo km, giro dopo giro. A lungo aveva dovuto sopportare questo nuovo padrone che la considerava comunque come "l'altra", la sostituta della fida prima moto. Con il tempo però mi ha accompagnato fedelmente per quasi 4 anni, in mille viaggi e mille nuove destinazioni, finchè si è ritagliata un suo spazio nelle mie preferenze. Sole e caldo torrido, neve e piogge torrenziali, autostrada e statali che si inerpicavano sui monti più diversi senza mai un problema, si è trasformata in un'affidabile mangiastrade. Non solo in Italia, ma anche in Svizzera, Francia, Spagna e perfino Portogallo ha condiviso avventure e ammirato luoghi e panorami meravigliosi ed indimenticabili, passando dalla livrea nera..


....a quella argentata...


...a quella rossonera senza mai perdere la sua naturale eleganza.
Dopo tanto peregrinare, con 79.500 km nel suo bicilindrico frontemarcia, è stata ancora capace di farmi quello che considero un suo regalo: ha fatto così buona impressione sul concessionario Triumph da permettermi di portare a casa una sua sorella maggiore, una Triumph Thruxton 1200. Quindi, cara "La Randagia", grazie mille per tutte le avventure che hai condiviso con me e per quelle future che affronterò in sella alla nuova Triumph!



sabato 7 gennaio 2017

Abbazia di Morimondo, per il 1° giro del 2017! 7 gennaio!

Finalmente il primo giro dell'anno nuovo!
Le cronache ci raccontano che al sud fa molto freddo in questi giorni e sta cadendo molta neve.
Per quanto anche al nord le temperature siano gelide (oggi siamo intorno a -6 gradi), il cielo si mantiene limpido e sgombro da nubi: impossibile aspettare ancora, anche solo per un giro di qualche ora  nelle campagne lombarde. Niente di che da raccontare, se non la soddisfazione di aver finalmente messo in strada le ruote nel 2017 con una giratina di qualche ora verso le campagne del Parco del Ticino, dalle parti di Abbiategrasso. Per la precisione, mi sono spinto nei pressi dell'Abbazia cistercense di Morimondo, risalente addirittura all'anno 1134. Poichè le stradine che portano al piccolo borgo cresciuto intorno all'Abbazia non sono accessibili senza permessi, al parcheggio prendo la discesina e percorro una stradina asfaltata che corre tra i campi. Oggi provo a scattare qualche bella foto alla Randagia..



Tornato sulla via principale, supero l'indicazione per Morimondo e seguo, qualche centinaio di metri più avanti, quella per l'Hotel Morimondo: di qui trovo la via per scendere nei campi circostanti..
Nessuno in giro, men che meno altre motociclette. Il panorama è quello tipico della pianura Lombarda in questa stagione: zolle dei campi e appezzamenti di terreno delimitati da filari di alberi spogli o da piccoli ruscelletti..


Guardando con attenzione la foto si può vedere che, anche se c'è il sole, la temperatura estremamente rigida ha fatto congelare la superficie dell'acqua di questa roggia..


..i colori sono bellissimi.. ricordano alcuni quadri dei preraffaelliti..


Faccio divertire un po' la Randagia nei campi: il freddo rende il fondo sterrato molto duro e compatto..


...il contesto è troppo suggestivo per non immortalarlo. Il cielo è terso come raramente accade e la luce del sole esalta anche i colori della livrea della Bonnie!


E' quasi arrivata agli 80.000 km: 79.427 km e mai una noia, mai un problema. Sempre lodi a queste Triumph!


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