domenica 7 settembre 2014

5-7 Settembre 2014 4° Rebel Jamboree a Torbole, Lago di Garda

BICILINDRICI FRONTEMARCIA organizza il consueto raduno annuale. Siamo al 4° Rebel Jamboree.
Quest'anno siamo a Torbole, sul Lago di Garda.
Al pomeriggio di venerdì partiamo io e Giai, verso le 15.30, sotto minaccia di pioggia. Appena partiti da Agrate, iniziano a scendere due gocce, ma proseguiamo.
Lasciamo la A4 a Ospitaletto, percorrendo la SP345 in direzione della Val Trompia. Il traffico è abbastanza intenso.. preferiamo fare una sosta prima che la strada cominci a salire. Proprio in quel momento inizia a piovere di nuovo.
Decidiamo di proseguire la salita verso Gardone Val Trompia, Bovegno e Collio Val Trompia. All'ultimo tornante a destra sotto il passo Maniva, anzichè procedere verso il passo, tiriamo dritto.
Ecco il tratto: MANIVA-CROCEDOMINI



Decidiamo di proseguire lungo la SP345 verso il Passo Crocedomini, sotto la pioggia che diventa battente.
All'inizio la strada è asfaltata, con qualche tornante. Il fondo stradale è però infido per via della ghiaietta e dell'acqua. Dopo un po' però la strada diventa strerrata, piena di sconnessioni, tagli trasversali e buche, ricolme di acqua. Nessuna segnalazione in merito: se avessimo avuto altre moto, probabilmente sarebbe stato un grosso problema. La nebbia incombe sulla montagna e limita la visibilità a pochissimi metri. Il faro anteriore della Bonneville è soprannominato "prince of darkness" per qualche motivo.. 
Ecco un'immagine, scattata appena la nebbia si è un po' diradata..


Procedo nella nebbia, prestando la massima attenzione. La Bonneville non è propriamente una motocicletta da off road... Giai è rimasto un po' indietro perchè si è fermato ad indossare l'abbigliamento antipioggia.. Passato il Giogo dela bala a 2.136 m., scendiamo verso il passo Crocedomini, a 1.895 m.
Ecco il rifugio..


La moto è infangata da terra dal colore vagamente rossastro: manco avesse fatto il rally dei Faraoni!



Arriva anche Giai...


Foto ricordo...


...anche per le moto! Incredibile come siano davvero mezzi universali, dei muli che ti portano ovunque..


Scendiamo verso Bagolino lungo la Val di Caffaro, quindi ad Anfo, sul Lago d'Idro. Di qua verso nord, costeggiando il lago sulla SS237. Ci sono diversi autovelox in questo tratto, che in effetti si presta ad un'andatura più vivace.
Dopo Darzo, l'indicazione per la Val di Ledro e Storo. Bella strada, con belle curve e poi la spianata nei pressi del Lago di Ledro. La percorriamo sotto il cielo scuro e minaccioso di pioggia. Poi la discesa verso Riva del Garda. Troviamo i ragazzi già arrivati ad attenderci. Ovviamente le condizioni delle moto attirano l'attenzione.
Pino e il Ratto presenti!!!



Dopo cena, alla scoperta della vita notturna di questa propaggine di Germania in Trentino: pieno di tedeschi!!
Il giorno dopo tutti pronti alla partenza..







Dopo 20 km, sosta "defatigante"!!!!


Nei pressi di Limone sul Garda saliamo a destra sulla SP115 per Tremosine... la vista sul Lago di Garda è spettacolare!


Riprendiamo la marcia sulla SP38 e ritorniamo sulla Gardesana Occidentale fino a Gargnano, dove risaliamo seguendo le indicazioni per la Valvestino. Strada stretta, la SP9, ma piena di belle curve che facciamo ad andatura allegra. Il fondo un po' sconnesso non desta particolare apprensione. Qua e là panorami bellissimi sul Lago di Valvestino.
Riscendiamo verso Capovalle e il Lago d'Idro, sulla SS237. La stessa che avevamo fatto ieri con Giai. Di qui saliamo verso Darzo, Storo e la SS240 della Val di Ledro. Altra bella strada, con belle curve e anche filante. Ottimo l'asfalto.
Pranzo a Molina di Ledro, sul Lago. Qualche dettaglio..










Arrivano anche i bresciani!





Rientrati alla base dopo il giro, il sabato si conclude alla Speck Stube di Malcesine, dove festeggiamo anche il compleanno di Bluesmax. Magnàr e bavàr per tutti, in un clima di allegria e goliardia incredibile!



Foto di questo fantastico gruppo di motocazzari...


Grandi ragazzi!!!
Domenica mattina è già tempo di ripartire: il tempo è volato, l'evento a cui alcuni di noi hanno dedicato tanti sforzi organizzativi e passato in fretta, come spesso capita con le cose belle. Al prossimo anno!!!

domenica 17 agosto 2014

17 Agosto 2014 Giro in Puglia: Castel del Monte e Parco Naz. dell'Alta Murgia

La domenica mattina inizia con l'aria fizzantina del giorno dopo la pioggia. 
Dal viadotto Histonium si vedono i raggi del sole riflessi sul mare Adriatico.


Appuntamento alle 8.30 al benzinaio nei pressi di Vasto Sud. Io arrivo "benzinato" dalla Esso, dove costa meno: lo dico subito a Vincenzo, che trovo già lì ad aspettare in compagnia del gestore dell'AGIP... ehm.. 
Cesare arriva dopo poco. Disperata ricerca di un bar aperto: non ne troveremo uno lungo la SS16 fino a Campomarino! Oggi si fa un po' di strada insieme a Vincenzo diretto in Salento.

VASTO-ALTAMURA il percorso di oggi


"La Puglia è lunga!" dice sempre Ogeko. In effetti lo è, ma non ci facciamo scoraggiare e decidiamo di attraversarla seguendo le strade statali. SS16 fino a dopo Campomarino dove, al semaforo, prendiamo a sinistra in direzione di Serracapriola. Siamo diretti verso la SS16 ter, che poi sarebbe il vecchio traciato della SS16 "Adriatica". La strada è divertente nel tratto da Serracapriola a San Paolo di Civitate. Ci sono diversi tornanti e parecchi saliscendi, ma anche lunghi rettilinei delimitati ai due lati da filari di pini marittimi. Mi fa un certo "effetto nostalgia" vedere, di tanto in tanto, le vecchie case cantoniere dell'ANAS abbandonate, diroccate, col caratteristico colore amaranto delle pareti ormai scrostato. Si legge ancora il km della statale al quale ci troviamo. Il traffico è molto scarso e arriviamo rapidamente a S. Severo. Saltiamo inavvertitamente la deviazione per la cironvallazione e ci troviamo, dunque, ad attraversare l'abitato, che appare abbastanza degradato. Proseguiamo seguendo le indicazioni per Foggia e Cerignola. Quindi per Canosa di Puglia. La SS16 presenta quasi sempre carreggiate molto larghe, quando addirittura non è divisa in 2 carreggiate per senso di marcia. Ai lati, di tanto in tanto, notiamo complessi immobiliari davvero orribili, figli di un modo di costruire case popolari tipico degli anni '70 che ha generato solo alienazione in chi le abita. 
La temperatura per fortuna si mantiene gradevole e freschetta. Ottimo!
Dopo Canosa ignoriamo le varie deviazioni per Minervino Murge e Spinazzola: voltiamo a destra all'indicazione per Montegrosso. In realtà giunge abbastanza improvvisa e si corre il rischio di perdersela. E' la SP149.
Da qui inizia la strada che taglia da nord a sud l'altopiano nel quale sono stati ritagliati i confini del Parco Nazionale dell'Alta Murgia. La strada è poco frequentata, attraversa campi di ulivi e vigneti. Spesso ci sono muretti a secco, molto caratteristici. Sia a destra che a sinistra si vede una pianura a perdita d'occhio, priva di qualsiasi segno di urbanizzazione, eccezion fatta per alcuni rari casolari agricoli. La strada, pur essendo dritta, caratterizzata da lunghissimi rettilinei, non è comunque noiosa grazie al panorama di ampio respiro e al fondo stradale, ottimo, anche se con alcuni tratti, molto brevi, sconnessi o ghiaiosi. Si possono tenere velocità considerevoli.
Guardando a destra in lontananza, su un'altura a qualche km si può scorgere la sagoma inconfondibile di Castel del Monte, fatto costruire da Federico II di Svevia e sede di una delle corti più illuminate del Medio Evo. Un rapido cenno d'intesa e al bivio voltiamo a destra per andare ad ammirarlo da vicino.
Con le moto possiamo arrivare ai piedi del piccolo rilievo su cui si erge l'antico monumento.


Risaliamo il breve pendìo che porta alla fortificazione e possiamo ammirarla in tutta la sua maestosità e bellezza. 




Foto ricordo..


Tempo per una pausa..



Ci rimettiamo in marcia.
Scendiamo verso Andria, a 18 km dal castello, per fare benzina: abbiamo fatto 210 km. La discesa è molto divertente, con belle curve tonde. La segnaletica le indica come curve tornanti, ma in realtà sono curve molto normali, ad ampio raggio: si vede che nell'abitudine alle strade dritte, questi piccoli cambi di direzione vengono percepiti come clamorosi! 
Benza e risaliamo verso il castello. Lo superiamo e torniamo sulla via che taglia in due il parco. Voltiamo a sinistra per continuare a percorrerla verso sud. 
Dopo un breve tratto sulla SP39, una svolta secca a destra immette sulla SP238 che, con belle curve alternate a lunghi rettilinei e piacevoli saliscendi, porta dritta ad Altamura, tra campi di grano fino all'orizzonte e qualche bosco di pini marittimi. 


Anche le greggi di pecore sono un elemento caratteristico.
Altamura, intorno alle 14 del pomeriggio, ci appare come una città sonnolenta nel caldo sole di Puglia, ma comunque interessante dal punto di vista architettonico, coi suoi vicoli lastricati e la pietra bianca della chiesa in centro.


Cesare compra un po' di pane, prodotto tipico di Altamura. Assaggiamo anche qualche panzerotto. Poi cerchiamo dove placare i morsi della fame. Non potremmo capitare meglio. Nel ristorante "I tre archi" la gentilissima proprietaria ci fa accomodare e ci descrive con sorriso e dovizia ognuno dei piatti a disposizione. Molto apprezzata la franchezza con cui ci anticipa di non servire orecchiette con cime di rape che sono fuori stagione. E molto apprezzato anche il pranzo che ci sottopone. Usciamo intorno alle 16, sazi e avendo pagato un prezzo molto onesto. Ci fa un po' senso sentire la signora che ci considera "..del Nord".
E' il momento di ritornarci, al nord. Salutiamo Vincenzo che prosegue verso il Salento e riprendiamo la strada verso l'Alta Murgia, seguendo le indicazioni per Corato. 
Giunti nei pressi di Cerignola, prendiamo la SP77 diretti verso la costa: l'idea è di andare verso Manfredonia e Monte S. Angelo, per poi passare da S. Giovanni rotondo e scendere su S. Severo. 
Ecco il promontorio del Gargano visto da sud, dalla SS159, tra Zapponeta e Manfredonia.

Solo che alcune deviazioni dovute a lavori e il fatto di esserci trattenuti troppo ad Altamura ci fa decidere per non salire su. Ritorniamo verso Foggia seguendo una parallela della SS89 e ci immettiamo in A14 per tornare a casa: arriviamo in 50 minuti, mantenendo un passo forse fin troppo alto.
Totale km percorsi: 542. Non male!
Bella giornata grazie anche alla compagnia di Cesare e Vincenzo, dal quale è nata l'dea. E sono contento di aver finalmente potuto apprezzare la Puglia, a differenza di quanto accaduto nel viaggio in Salento di giugno a causa del maltempo persistente.
Sicuramente quando dovrò andare al sud prenderò in seria considerazione di fare quate strade, ottima alternativa alle congestionatissime autostrade.

martedì 12 agosto 2014

12 agosto 2014 - Tommy e Fritz sul Gran Sasso d'Italia

Due chiacchiere in trattoria alla sera e decidiamo per  un giro sul Gran Sasso.
Appuntamento l'indomani alle 9.00.. si.. beh.. quasi.. più o meno.. ma alla fine ci siamo tutti: 3 mucche di varia taglia, ma con accento bolognese, e un'inglese che porta bene i suoi km.


Un piccolo inconveniente alla posteriore della F800 Adventure: va rimossa una vite infilatasi nel battistrada. Decidiamo per l'autostrada A14 perchè abbiamo perso un po' di tempo e sarebbe un peccato limitarsi una volta in cima. Gran caldo in questa settimana di agosto!
Lasciamo la A14 a Pescara Ovest e seguiamo per Popoli, lungo la SS5 "Tiburtina". Il primo tratto è un raccordo autostradale molto scorrevole. Poi si restringe e diventa una normale strada statale. Comunque il traffico è scorrevole e percorriamo il fondovalle dell'Aterno, assistendo ad almeno un paio di "fantasiose" manovre automobilistiche da parte di un suv e di un autoarticolato.. lasciamo perdere che è meglio! Sono belle le colline disseminate di viti coltivate a capannone. Qui si producono tanti ottimi vini abruzzesi.
A Piano d'Orta ci fermiamo ad attendere i ragazzi con la F800: Emanuele è riuscito a ripartire con rapidità dopo aver avuto rassicurazioni dal gommista che la gomma non era affatto compromessa. Ottimo per loro. E anche per noi: una sosta ristoratrice ci voleva, con questo caldo.

Riprendiamo la Tiburtina verso Popoli e, superato l'accesso all'autostrada di Bussi, proseguiamo per 1 km circa. Alla rotonda prendiamo a destra: un breve tunnel rappresenta l'inizio della SS153 della Valle del Tirìno. La strada sale snodandosi rapidamente, fino a giungere a un lungo altipiano, sul quale si affacciano molti bei paesini: ognuno sarebbe meritevole di una sosta: Bussi, Capestrano, S. Pietro ad Oratorium. Benzina in una stazione di servizio che non prende nemmeno il bancomat (pazzesco: ancora a questi mezzucci stanno!!!) e poco più avanti lasciamo la SS153 per dirigerci verso Ofena. Tuttavia dopo 1 km circa voltiamo a sinistra, per entrare sulla SP98 delle Vigne.
La strada dopo una prima rampa prosegue tra le campagne senza particolari caratteristiche, anche se l'andatura resta moderata: la ghiaietta sul fondo stradale, in questo tipo di strade rurali, è sempre un rischio incombente. Poi la strada inizia a salire lungo il costone della montagna e si susseguono tratti dritti che terminano in tornanti secchi. Si sale rapidamente e voltandosi si può godere della bellissima vista sull'altopiano, con le abitazioni che diventano sempre più lontane e piccole. 
Passiamo nei pressi di Rocca Calascio, col suo castello diroccato che è stato impiegato come sito di molti film di ambientazione medievale, e scendiamo verso destra in direzione di Castel del Monte. La rocca ci osserva sulla destra, dall'alto. L'asfalto è molto bello, granuloso, garantisce un'ottima tenuta.
All'ingresso del paese una svolta  sinistra e si riprendono i tornanti per salire verso il Valico di Capo la Serra, a 1600 metri s.l.m. La vista è bellissima, come si può leggere in quest'altro racconto. Ci fermiamo poco più a valle ad ammirare i monti circostanti. 


Poi la strada scende  e le curve si fanno più strette ed irregolari, ma il divertimento è assicurato.




Finalmente, con la piana di Fonte Vetica davanti e la corona di monti tutt'intorno, a perdita d'occhio, raggiungiamo il grosso capanno metà del nostro giro odierno. 


Centinaia di moto, decine di camper ed auto private fanno da corona ad un'area riservata al pic nic.
I ragazzi acquistano carne, birra, acqua, formaggi, pane presso lo spaccio. Quindi tutto finisce nelle griglie e sulla brace delle decine di fornacelle predisposte.
Braciolette...


Arrosticini prima..

...e dopo!


Tanta sete..


Gran bella giornata: sempre bello tornare da queste parti, soprattutto con un'ottima compagnia!

Per chi avesse interesse, ecco il giretto di oggi.


Cliccando QUI il dettaglio.

mercoledì 16 luglio 2014

40.000 km! 16 luglio 2014. Abruzzo, a Passo Lanciano

Subito dopo il montaggio delle Anakee 3 nuove sono impaziente di provarle. Decido così di concedermi un giro pomeridiano verso la Majella. Passo da Faieta motor a Pescara per acquistare un paio di guanti di pelle nuovi, modello Kirkby, visto che l'ennesimo paio di gloriosi Triumph Portland si è decisamente consumato. Percorrendo la SS16 Adriatica cerco di tenere una guida prudente e circospetta, per capire il comportamento della nuove gomme. La sensazione che mi colpisce subito è la maggiore velocità a scendere in piega rispetto alle Anakee 2 e la sensazione di precisione che trasmettono a velocità sostenuta.
Da Francavilla salgo lungo la Val di Foro verso Miglianico. A Fara Filiorum Petri la strada comincia a salire e appena prima di Pretoro cominciano le curve. La tenuta in curva sembra buona. Salendo la temperatura, che a valle era abbastanza afosa, scende, nonostante ci sia un bel sole. Indosso un giubbetto estivo traforato e devo dire che la temperatura consentirebbe di stare bene anche con un giubbotto di pelle. Le curve cominciano ad essere quelle di montagna e la tenuta delle Anakee 3 sembra esaltante: mai un'esitazione, precisissime, rapide nei cambi di direzione. L'impressione di aver scelto bene mi rende contento.
Il tratto nel bosco, prima di arrivare al curvone di Passo Lanciano, è un po' sconnesso e le ombre del sole che filtra tra gli alberi non permettono di distinguere bene le irregolarità del fondo stradale. Il peggio viene tuttavia dal curvone in avanti, quando la strada è decisamente in cattive condizioni: se nel giro di Pasqua poteva essere compresibile, essendo la stagione fredda terminata da poco, è meno tollerabile avere una strada bellissima in queste condizioni in piena stagione estiva, quando anche i turisti affollano queste località montane. Proseguo prestando grande attenzione e supero anche la spianata di Fonte Tettoni, a 1.635 m. Ora la neve si è sciolta e posso oltrepassare il punto dove a Pasqua avevo dovuto fermarmi. La strada prosegue e le curve sono uno spasso, da godere il doppio per le sicurezze che trasmettono le gomme nuove!
Arrivo in cima, nei pressi del Rifugio Pomilio. Di qui in avanti il transito è interdetto.


Il panorama che si gode da quassù è davvero suggestivo: si vede mezzo Abruzzo.. verso Pescara..



..verso Vasto..


Anche la Randagia apprezza..


Mi riavvìo per la discesa, perchè nonostante il sole, col tardo pomeriggio anche la temperatura è ben fresca.. non posso non fotografare i pascoli in direzione Nord, verso il Gran Sasso...


Finalmente è il momento di festeggiare. Appena a valle di Pretoro, il contachilometri si ferma sulla cifra fatidica!



Auguri Randagia!!! Gomme nuove in regalo!!!

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