sabato 5 agosto 2017

T120!

Dopo qualche settimana di ricerca, la proposta giusta è arrivata da Villesse, Gorizia.
Ancora il nord est, come fu per la Randagia nel 2013.
In questo torrido agosto 2017 partenza alle 5 del mattino.
Vi presento la Bonnie T120 "Black" color grigio opaco.
Si torna in sella a una Bonnie, dopo l'intermezzo sulla Thruxton: era un'ottima moto, ma per come mi piace viaggiare la Bonnie fa più al caso mio.


T 120 - Calendario della manutenzione

La Bonneville "black" T120 grigio opaco arriva il 5 agosto 2017 da Gorizia.


A gennaio 2018, dopo circa 4.900 km, decido di intervenire sulle pedane anteriori di serie..


Come si vede in queste due foto, hanno la staffa di supporto che spiove di un paio di cm dal punto in cui con la molla si attaccano al telaio..


...mi sono fatto la convinzione che sia questa la ragione per la quale, da quando ho la T120, gratto molto frequentemente i pirulini avvisatori: sulla "green Panther" e sulla "Randagia", le "vecchie" 865, le pedane anteriori erano dritte, senza la parte spiovente, e non grattavo mai.
Ho cercato per un paio di mesi delle pedane che fossero dritte e alla fine, per un prezzo interessante, ho acquistato le Pedane modello "Pro" della Rizoma, che si fissano con degli adattatori mod. "Street" PE760.


Sembrano di ottima fattura: del resto Rizoma è una ditta rinomata per l'ottima qualità dei propri prodotti.


Vedremo coi km se si tratta di una scelta giusta. L'auspicio è che quando guido sia meno condizionato dal timore di grattare.

...to be continued

Buona fortuna Black Pearl!

Da Febbraio ad Agosto 2017: un intermezzo breve e 5000 km insieme..


..ma una buona proposta mi ha convinto a "tornare" sulla Bonneville: sempre 1200, ma maggiore versatilità.
Sono sicuro che la Black Pearl non sosterà tanto a lungo nel garage del concessionario che me l'ha ritirata: è una gran moto!



sabato 22 luglio 2017

600 km in Francia: Moncenisio, Telegraphe, Galibier e colle della Scala 22 luglio 2017

Sabato mattina alle 7.30 mi trovo con mitch84 e si va verso Villarboit per il rendez vous con Desmo peo e suo padre, e teotorre. Poi ci si trova con flu e Ron sulla tangenziale di Torino.
Flu con la sua nuova bestiola: una R1200RS.


Da Susa lungo la SS25 salita verso il Moncenisio. Stavolta mi è piaciuta di più dell'ultima volta che siamo saliti, a Giugno 2017: forse sono riuscito a leggere meglio il ritmo della strada.


Si varca il confine per entrare in Francia.
La strada diventa la D1006.
In cima un discreto affollamento al baretto vicino alla caratteristica chiesa a forma di Piramide, sul lago. Si sta veramente bene!




Discesa verso Modane. Ci fermiamo a Sollieres-Sardieres per un buon pranzo.


"Tom Tom" Ron, che conosce queste zone come le sue tasche, ci porta su a mezza costa lungo la D83 e la D215, verso Aussois. Poi scendiamo a Modane e proseguiamo sulla D1006 per St. Michel de Maurienne.
La D902 con una secca svolta a sinistra ci porta alla salita verso il Col de Telegraphe. La salita è fantastica. Ovviamente va prestata attenzione ai numerosi ciclisti che si cimentano nell'ascesa.
In cima, un enorme monumento al ciclista.




Qualche foto e poi si torna a scendere, sempre sulla D902, verso Valloire. Dopo qualche km si torna a salire: l'ascesa è verso il Colle del Galibier.
Il Tour de France è passato di qua pochi giorni fa: si leggono ancora tutte le scritte di incitamento ai corridori sull'asfalto, che ovviamente è in ottime condizioni.
La salita è favolosa, sia come tracciato, sia come panorami: sembra di essere sulle Dolomiti. A me ha ricordato il Passo Sella.



Si arriva in prossimità del tunnel: voltando secco a sinistra, si fa un ultimo tratto di 1 km, che porta proprio alla sommità.
L'affollamento è massimo! Moto e bici.

Facendo il tunnel ci si trova invece sull'altro versante, senza passare per la sommità.


Vista verso la vallata.


Scattiamo qualche foto sotto il grande cippo che commemora il fondatore del Tour de France.



Si scende verso Briancon sulla D1091: di fronte, sullo sfondo, il ghiacciaio.


Man mano che ci si avvicina alla cittadina, il traffico aumenta notevolmente. Facciamo benzina a 1,30€!


Poi seguiamo Ron.
Da Briancon, con al sua imponente fortezza, invece di salire verso il Monginevro, andiamo verso Nevache e con una strada stretta ma favolosa ci dirigiamo verso Bardonecchia.
Prima del confine, però, si passa dal Colle della Scala.


Che dire: posto meraviglioso, pochissimo frequentato, con prati e ruscelli, radure e boschi all'ombra di montagne che sembrano Dolomiti.




Poi giù, con la panoramica e piacevole discesa verso Bardonecchia.



Sosta ristoratrice ai piedi delle piste da sci.
Poi ci separiamo: Desmo peo e il padre, con teotorre e Ron, si avviano per la via più breve verso casa. Io, mitch84 e Flu percorriamo tutta la SS24 fino a Susa e poi la SS25 fino alle porte di Torino.
Facciamo anche in tempo a prendere uno scroscio d'acqua. Alle 19.20 salutiamo Flu e si torna a casa.
Supergiornata in ottima compagnia, con passi e strade che in gran parte non avevo mai fatto.
Alla fine della giornata saranno 630 km, con la Stelvio che tocca i 70.000 km e li supera di altri 200.


La prossima settimana la porto al tagliando e così si riposa.

Ecco il giro: 


domenica 18 giugno 2017

Due giorni sui passi svizzeri, metà giugno 2017

Da un po’ di tempo stavo provando a organizzare un giretto che permettesse ad alcuni degli amici che non ci arrivano facilmente di girare in Svizzera.
Alla fine in un giro pensato letteralemente in quattro e quattro otto ci siamo tolti la soddisfazione con Nolmar e nessuno13.
Appuntamento il venerdì sera nei pressi di Chiavenna, in modo da poter iniziare il giro senza perdere tempo il sabato mattina.

Dove alloggiare: il soggiorno all’agriturismo “Al palaz” a Prata di Camportaccio, 4 km a sud di Chiavenna lungo la SS36 dello Spluga. Posto davvero ben tenuto, camere spaziose, tranquillità totale, gentilezza e disponibilità del personale, colazione ottima a base di prodotti propri. Per mangiare c’è una pizzeria a 50 metri o un ristorante a 1,5 km, lungo la SS36.

Al mattino direttamente da Alessandria ci raggiunge instancabile nessuno13!!! Grande, si può fare il giro in 3!!!
Meteo meraviglioso al mattino del sabato. I secchi tornanti dello Spluga sono impegnativi se fatti a passo d’uomo o quasi per via delle auto che si piantano quando si incrociano. Poi la situazione traffico migliora e si può pensare solo a godersi il giro.

Passiamo dalla diga di Suetta e il lago è uno spettacolo. Sullo Spluga siamo sui 12 gradi, ma alla fine la temperatura è graditissima: tanto la giornata è tersa.


La vecchia pietra miliare che segnava il confine del 1865.


Il vessillo tricolore garrisce al vento sul passo.


Tanti tornanti secchi per scendere dallo Spluga verso Splugen e strada 13 verso Hinterrein. Saliamo al bivio per il S. Bernardino. Salgono secchi anche questi tornanti, nella parte bassa. Più in alto il percorso è più guidato.
In cima tante moto e il lago di un blu intenso.



Lunga e molto bella la discesa: tanti tornanti e ben tracciati. Lungo la strada facciamo benzina al Socar all’imbocco dell’autostrada. Poi scendiamo ancora, girando per Airolo poco prima di Bellinzona.
Qui lungo tratto dritto. Poi ad Airolo una rotonda e si va a sinistra verso il S. Gottardo. Salita bellissima, che in vari tratti presenta ancora il selciato tipico della strada storica. Volendo si può percorrere quella, ma noi seguiamo la statale.


Dai tornanti perfetti si gode anche una vista spettacolare sulla vallata di Airolo...


..e sui tornanti della vecchia strada.


In cima tante moto e solita temperatura “fresca”.


Il lago in cima è ancora circondato dalla neve. In alcuni punti è ghiacciato.



Scendiamo a vale per prendere poi la salita verso il Furkapass. Lunga e spettacolare tra le massicce montagne.


Ne approfittiamo per mangiare un panino prima di superare il passo.



Poco più a valle, in località Belvedere, a 2.300 metri, si gode la vista sulla vallata che porta al Grimselpass.



Si possono vedere anche le sorgenti del fiume Rodano e il ghiacciaio del Rodano, appunto.



Bella la discesa verso Gletsch, e svolta secca a destra per la salita del Grimselpass. Fantastica, anche troppo: non poche moto, ma soprattutto alcune auto la affrontano come se fosse una pista.
Infatti in cima puntuale una pattuglia della polizia svizzera riscuote il suo dazio.
In cima al Grimselpass.



Discesa lungo la strada 6 giù verso il grosso Hospiz del Grimsel costruito con vista sul lago artificiale.


Inutile ripetersi sulla bellezza degli scenari naturali che ammiriamo durante la guida: ci sarebbe da fare foto ogni due metri!
A valle, a Innertkirchen, si volta a destra per la fantastica salita del Sustenpass. Breve sosta e Coca cola made in Switzerland!



Secondo me la salita al Sustenpass è una delle più belle e ogni volta me la godo appieno!
La Stelvio sale che è una bellezza!
Anche sul Sustenpass la neve non manca.



Proseguiamo e si scende verso Wassen. Benzina e si va a destra verso Andermatt.
Poi Passo Oberalp, coi suoi tunnel in pietra e il caratteristico faro rosso nei pressi del lago.




Facciamo due conti: ancora parecchia strada per arrivare a Chiavenna. Guardando la app "Here to go" e anche google maps non si riesce a capire come mai non traccino il passaggio dallo Spluga, ma facciano fare giri ben più lunghi! Sarebbe un vero problema, visto che manca ancora tanta strada per rientrare e avere altri 200 km in più vorrebbe dire non dormire a Chiavenna, dove abbiamo lasciato i bagagli!
Si torna verso Chur con la strada 19 e poi a destra verso Thusis lungo la strada 13, fino a Splugen. “Attacchiamo” lo Spluga intorno alle 20.20. Ci vestiamo un po’ più pesanti, prevedendo che in cima possa essere abbastanza fresco.
La salita dalla Svizzera prevede tornanti secchi e se ci sono auto in senso contrario non sempre si va su agevolmente. Poi la lunga discesa verso Chiavenna. Siamo in hotel verso le 21.15.
600 km oggi (nessuno13 anche di più!!!!): giornata fantastica, che si conclude in ristorante con cena a base di pizzoccheri e salsicce.

Domenica mattina partenza sempre verso Chiavenna, ma stavolta si va ad est: saliamo verso il Maloja. 
Per fortuna non c’è il delirio di traffico che temevo: si va su abbastanza agevolmente. Bellissima la prima parte della salita al Maloja, mentre la parte finale, coi tornanti secchi che si parano davanti, ricorda un po’ il Passo di S. Boldo in Veneto.
In cima la vista è sempre spettacolare.


Come lo è lo scenario del lago di Silvaplana circondato dai monti innevati! Uno scenario che più “svizzero” non potrebbe essere.
Meraviglioso.




Prima di St. Moritz saliamo a sinistra per lo Julierpass: si guida tra montagne imponenti, spoglie, senza vegetazione, fino al chioschetto in cima al passo.



Cerchiamo anche se sul monte di fronte ci siano degli stambecchi, ma stavolta non ne vediamo.
La discesa dallo Julier è lunghissima e bella, si vede anche il bel lago di Marmorera. Vista? La “solita”: abeti, baite in pietra, prati verdissimi e mucche al pascolo. Piccola nota: la salita allo Julier da Innertkirchen (dunque in senso contrario) mi piace molto di più.
Giunti ad Albula, una secca svolta a sinistra ci porta sulla Albulastrasse che sale spettacolare, tra gole e ponti della ferrovia, fino al passo Albula. Filisur e Bergun paesini meravigliosi. Man mano che si sale la carreggiata è più stretta, tra la gola a destra e la roccia a sinistra: se si trova un camper bisogna andare al suo passo, anche se si è in moto.


Al passo Albula.




Discesa verso La Punt Chameuse e svolta a destra, per seguire le indicazioni per il Bernina.
La strada è molto confortevole, e veloce. E le curve tante e ben disegnate. Da alcuni punti si vede il bellissimo ghiacciaio..


..mentre di tanto in tanto la strada interseca la ferrovia dove corre il celebre trenino rosso.
In cima al Bernina.


Ricordo altre volte in cui era tutto coperto di neve.
La discesa dal Bernina è lunghissima e presenta un panorama quasi lunare.
A un certo punto si volta a sinistra per Livigno: si rientra in Italia dalla dogana svizzera di La Motta e dal passo della Forcola di Livigno, qualche km più avanti.


La discesa verso Livigno è lunga e permette di ammirare tutta la vallata.
Pranziamo rapidamente.


Benzina a 0,98€ e riprendiamo la strada salendo dal Passo dell’Eira, sulla via che porta verso Trepalle e il Passo Foscagno.
Poi la lunga discesa verso Bormio, che aggiriamo seguendo per Sondrio. A valle l’aria è molto più calda e pesante e la strada dritta contribuisce a rendere molto meno entusiasmante il viaggio. Ci separiamo: nessuno13 e Nolmar vanno verso Aprica ed Edolo, io proseguo lungo la Valtellina.

Due giorni pieni di km, con infiniti passi e tantissimi panorami negli occhi. Non si può volere di meglio!

Clicca QUI per il link ai giri di questi 2 giorni in Svizzera



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