lunedì 12 luglio 2021

Luglio 2021: tempo di un paio di giorni sulle Dolomiti

Un paio di giri sulle Dolomiti sono quanto di più desiderabile e desiderato, anche perchè per via della pandemia manco da molto tempo da quei luoghi meravigliosi.

1 giorno: Val d'Adige, Valsugana, Fiera di Primiero e Passo Rolle

Arrivato dalla Valsugana di gran carriera, con grandi rallentamenti sulla A4 tra Bergamo e Sommacampagna, sono risalito lungo la sponda occidentale dell'Adige fino ad oltre Trento. Si guida fino in fondo alla circonvallazione, superando anche Lavis e la deviazione per la Val di Cembra e la strada si trasforma nella SS47 della Valsugana. Per fortuna lungo l'Adige e in Valsugana poco traffico. Mangio un boccone prima di prendere la strada che sale verso Fiera di Primiero. Mentre sono fermo do anche un'occhiata alla mappa del Touring e decido di andare su per il passo Rolle. Una cervellotica deviazione nel piccolo centro abitato di San Martino di Castrozza fa quasi passare la voglia di proseguire ma, a parte questo, la strada è praticamente sgombra e un po' mi sorprende la gran folla che trovo in cima al passo.

Giusto il tempo di uno scatto e decido di tornare giù. Scambio qualche messaggio con Fabio: anche loro sono in arrivo a Fiera di Primiero. Li attendo pazientemente in un distributore all'ingresso del paese. Arrivano dopo una mezzoretta: Fabio e Monica col GS e Luca e Martina con la nuova Tiger 900 Rally Pro. Grandi abbracci: soprattutto con Luca e Martina non ci vedevamo da una vita! La tentazione sarebbe di un aperitivo in paese, ma alla fine decidiamo di raggiungere il rifugio e di metterci comodi. Prendiamo una strada molto stretta, che si inerpica nei prati verso Transacqua, finchè un'ultima, breve rampa sterrata ci porta a destinazione. Posto incredibile! Siamo circondati da montagne stupende e immersi nel verde dei prati, con i boschi tutto intorno!


Parcheggiamo le moto nell'ampio spazio antistante il rifugio.. 


Finalmente è il momento dell'aperitivo! Luca se la gode decisamente..

..del resto, in un contesto del genere è inevitabile stare bene!

Alla sera, visto che è fresco, finisce che si ha bisogno di scaldarsi e anche di digerire l'ottima cena: l'allorino fa il suo lavoro!

2 giorno: Lago di Calàita, Val Vanòi, Rifugio Refavàie, Cicòna

Giro Lago Calàita, Refavàie e Cicona

Al mattino il cielo è un po' coperto: deve essere anche scesa qualche goccia di pioggia. Il panorama resta comunque affascinante!

Dopo una bella colazione, ci muoviamo con calma. A valle di Fiera di Primiero ci inerpichiamo per alcune stradine secondarie, un po' impegnative visto il peso dei mezzi che guidiamo. Attraversiamo il piccolo villaggio di Imèr e poi quello di Gobbera e, dopo un piccolo cimitero, svoltiamo a destra lasciando la SP79 per la SP239 del Lago di Calàita. La strada sale tra i boschi, a destra e a sinistra alcunui masi, di tanto in tanto; l'ultimo tratto vede il diradarsi degli alberi e gli ultimi tornanti portano al termine della strada, chiusa da una sbarra che preclude l'accesso al rifugio sulla sommità. Per fortuna siamo in moto ed aggirare la sbarra non è un problema. Lo spettacolo del lago di Calàita con le Pale di S. Martino, sullo sfondo, velate dalle nuvole è meraviglioso.

Torniamo a valle con questa meraviglia negli occhi e raggiungiamo Canal San Bovo. Poi in direzione di Refavàie, in Val Vanòi. La strada termina al rifugio: da qui parte un sentiero per escursionisti. Il torrente Vanòi scende con delle fresche rapide verso valle.

Ci godiamo il fresco, all'ombra.

Tornando indietro Fabio ci fa scendere verso il torrente, nei pressi di un ponte che è quasi al livello dell'acqua. Consente il passaggio da una sponda all'altra, ma solo quando il meteo non lascia temere condizioni critiche che possano generare alluvioni o esondazioni. E' una bella occasione per portarci le moto e scattare qualche foto.

Benzina a Canal S. Bovo e arriviamo a Cicòna, dove Andrea e Norina fanno gli onori di casa. Svaccati sul prato che Andrea ha rasato, ci si gode il meraviglioso panorama sorseggiando qualche spritz accompagnato da formaggi e speck: che paradiso!

Poco lontano una famiglia di cervi pascola paciosamente nel prato. Non sono per nulla intimiditi dalla nostra presenza e si lasciano avvicinare senza timore.

Dopo qualche ora passata in ottima compagnia, con Andrea e Norina ospiti squisiti, purtroppo arriva il momento di tornare a valle. La Stelvio evidentemente si trova bene qui, al punto da fare qualche capriccetto per ripartire. Il motore si accende, ma non si illuminano nè il quadro, nè le luci, nè le frecce. Alla fine comunque si tratta forse qulche contatto sballato: dopo un ultimo giro di chiave tutto torna a posto e possiamo avviarci. Scendiamo prima verso Fonzaso e poi verso Quero/Vas, costeggiando il Piave lungo la SR348. Nei pressi di Quero attraversiamo il Piave passando su un ponte che ha la carreggiata fatta da assi di legno! 

Visto il caldo che c'è a valle, cerchiamo il refrigerio risalendo un po' in collina: Fabio ci guida attraverso le colline di Valdobbiadene e Pianezze, coperte da chilometri e chilometri di vigneti: un vero spettacolo! Scendiamo a valle nei pressi di Combai e poi, dopo una breve sosta, ci separiamo. 

E' stato un grande fine settimana in posti fantastici, dove al piacere di andare in moto si è unito il piacere di stare in ottima compagnia: speriamo che presto ci sia di nuovo occasione.

Per la cronaca, in serata la nazionale italiana di calcio ha vinto il titolo europeo superando i padroni di casa dell'Inghilterra.

3 giorno:

MOENA-CAREZZA-VALGARDENA-CORTINA

Alle 8 al bar ci troviamo per colazione. Moreno col suo GS1150 e Cesco in sella alla Triumph Bonneville T120 che era di Moreno. Non vedevo Cesco da una vita: sono proprio contento che oggi ci sia anche lui!

Fa già caldo e l'uscita da Treviso è abbastanza laboriosa, per via dell'intenso traffico. Comunque finalmente troviamo un po' di refrigerio appena cominciamo a guidare "allegri" verso Quero/Vas sulla SR348 Feltrina. Poi passiamo il Piave sulla SS50 del Grappa e del Rolle e saliamo verso Sedico, Mas e Agordo percorrendo la SR203. Da Cencenighe Agordino attacca la salita del Passo S. Pellegrino. Lunghissima e con diversi tornanti, anche impegnativi. Di tanto in tanto qualche mezzo più lento o dei lavori in corso ci rallentano, ma alla fine lo spettacolo che si apre in cima al passo riempie gli occhi e i polmoni.


Scendiamo verso Moena e la val di Fassa e da Vigo prendiamo a sinistra per salire verso il Passo Costalunga. Troviamo un po' di auto lente, ma in compenso ci muoviamo all'ombra del massiccio del Catinaccio, che è quanto di più dolomitico si possa immaginare. Poco dopo aver superato il Passo di Costalunga, accostiamo. Due chiacchiere e decidiamo di andare a destra, verso il Passo Nigra. Prima, però, risaliamo in sella per scendere a sinistra, dove, dopo pochi tornanti, si apre alla nostra vista il Lago di Carezza.

I colori sono incredibili e altrettanto suggestivo è il riflesso nelle acque di questa gemma del massiccio del Latemar, sullo sfondo. L'area circostante è stata duramente colpita dal passaggio della tempesta Vaia, nell'ottobre del 2018: vaste aree di foresta sono state letteralmente abbattute e sradicate dalla violenza dei venti. In tutta questa devastazione il lago è divenuto maggiormente visibile dalla strada: in precedenza era possibile solo intravvederlo. La mia sensazione, tuttavia, è che prendendo a pretesto una risistemazione dell'area, si sia colta l'occasione per spianare parcheggi e creare altri spazi per consentire lo sfruttamento turistico della zona. 

Un solerte sorvegliante del traffico ci invita a spostarci dal lato della strada: facciamo perciò inversione e risaliamo verso il bivio dove prima avevamo sostato, per andare verso il passo Nigra. Procedendo lungo la strada, siamo sempre all'ombra del Catinaccio, alla nostra destra: anche in questo tratto fervono lavori di risistemazione a parcheggio di diverse zone, soprattutto nei pressi di alcuni impianti di risalita. Mentre scendiamo verso Tires, nello specchietto si vede benissimo il Catinaccio che domina sui verdissimi prati: fantastico. Ogni volta che passo di qua mi fermo a scattare una foto: solo che stavolta, essendo in discesa, diventa complicato fermare la moto. 

Proseguiamo verso valle e raggiungiamo Fiè allo Sciliar passando per una strada secondaria, abbastanza imboscata, che però costeggia il castello di Prosels (..in italiano: Presule..), conservato perfettamente. Benzina e ci avviamo a risalire la Valle Isarco, all'ombra dell'Alpe di Siusi, passando per Castelrotto e Ortisei, passando sulla SP64 per il Passo Pinei.

 

Posti bellissimi, che ogni volta catturano per la maestosità dei monti, la vividezza del colore dei prati, le caratteristiche strutture con i tetti spioventi, sempre ornate di fiori. Comunque un certo languore si fa sentire: come sempre, poichè resistiamo a tutto, ma non alle tentazioni, troviamo un ristorante a Selva di Val Gardena e ci "attavoliamo". Solito pranzo "frugale", questa volta costituito da 3 canederli e qualche formaggio locale: si faranno sentire sulla via dl ritorno!

Alla fine, tra una chiacchiera e l'altra, abbiamo trascorso un'oretta. Riprendiamo il nostro giro verso la Val Badia: prima Corvara, poi La Villa, dove si potrebbe salire verso San Vigilio e la Val Pusteria, ma il giro diventerebbe troppo lungo. Decidiamo quindi di andare verso destra, in direzione di Cortina. Che bellezza la salita verso il Passo Valparola e il Passo Falzarego: cielo coperto e temperatura decisamente fresca: ci voleva proprio!!! La strada scorre leggera, le curve si snodano una dopo l'altra in modo naturale e diventa la cosa più normale del mondo cercare di fare la successiva sempre meglio di quella precedente, pennellando e dosando il gas in modo da percepire il motore che gira al regime giusto. E' una sensazione bellissima.

Prima di raggiungere Cortina sfiliamo altri passi "minori", poi la "perla delle Dolomiti" ci accoglie con un gran traffico congestionato: dal piacere della guida si passa allo stress. Ed in effetti, da quel momento in avanti, la SS51 "Alemagna" è totalmente o quasi trafficatissima, anche a causa di numerosi cantieri aperti per via dei Giochi Olimpici del 2026. Inoltre anche il traffico di mezzi pesanti è notevole e contribuisce a rendere complicato sorpassare, anche se si è in moto. Ci perdiamo un po' di vista, ma conosciamo la direzione da prendere e quindi seguitiamo a viaggiare fino a Longarone. Qui facciamo il punto della situazione e, viste le code lunghissime, decidiamo di rientrare prendendo l'autostrada fino a Treviso nord. Anche in autostrada ci sono parecchi lavori che impongono il cambio di corsia.

Dopo l'intera giornata in sella, ci meritiamo qualche spritz: anche Lorenzo che abita in zona si aggrega per l'occasione. La serata si conclude con una bella cena a base di pesce. E la fortuna mi consente anche di provare (...ed apprezzare tantissimo!!!!) i bògoi: che prelibatezza!!!

Grazie a Moreno e Cesco che hanno girato con me in questa gran giornata: ci siamo proprio levati una bella voglia di km in posti fanstastici e con la giusta compagnia! Spero proprio che queste occasioni tornino a moltiplicarsi, come era in passato.

La mia Stelvio? Una meraviglia!!! Sono un po' fuori chilometraggio per il tagliando, ma gira che è un orologio!!! Alla fine siamo arrivati a 122.000 km.


lunedì 5 luglio 2021

Con la Toscana inizia Luglio

1° giorno: 
Dopo aver salutato il 790 ADV ho occasione di rimettere le ruote in strada. E' rimasta solo la Stelvio a farmi compagnia d'ora in avanti.
Parto con 118.800 km. Notare la presenza del paracoppa, appena montato.
 

 
Ho optato per la borsa da serbatoio e il rullo da sella: penso che l'agilità sarà fondamentale nel gran traffico di questa estate. 
Partenza di buon ora e autostrada svelta fino a Modena sud.
Poi inizia il bello: attraverso Vignola e mi inerpico per Guiglia, in direzione di Zocca. 
 
 
La strada è entusiasmante! Ci sono parecchi avvallamenti, questo va detto, ma sono abbastanza regolari e "leggibili": questo consente di andare via abbastanza tranquilli. Ci si mette anche la temperatura gradevole a rendere il tutto ancor più piacevole.
Mi lascio alle spalle Zocca e proseguo in direzione di Castel d'Aiano finchè la SP623 giunge al bivio per Tolè. 
 
 
Prendo a sinistra la SP25 e, poco prima di Tolè, a destra per Cereglio: una lunga discesa mi porta a Vergato. Passo anche il valico della Sella della Croce, mai sentito prima.
 
 
 
Sono abbastanza agli sgoccioli con la benzina e faccio rifornimento dopo aver chiesto informazioni al personale di un lavaggio. L'addetto, evidentemente motociclista anche lui, mi suggerisce di seguire per Grizzana Morandi: è esattamente dove avevo già deciso di passare, ma non gli rovino l'entusiasmo di descrivermi quanto sia bello quel tratto. In realtà lo conosco ormai abbastanza bene, perchè dopo esserci passato casualmente una volta, ci sono volutamente tornato in varie occasioni di viaggi verso sud. La cosa che mi piace, oltre al tracciato pieno di tornanti, è che quando cominci a scendere verso valle da Grizzana, ti si para davanti tutta la vallata: in basso si vede l'autostrada A1 tra Bologna e Firenze e l'effetto è sempre quello di potersi godere il caotico traffico standosene appartati. Di fronte - a sinistra Rioveggio e, quasi di fronte, S. Benedetto Val di Sambro (tristemente noto soprattutto per le stragi del rapido 904 e dell'Italicus) - la strada risale il monte che porta alla Raticosa. Scelgo anche qui un tracciato che conosco, passando da S. Benedetto Val di Sambro Stazione e risalendo con la SP60 e poi con la SP61 verso Monteacuto Vallese, il Valico di Montefredente e la strada di Bruscoli. 
 
 
Passo il confine tra Emilia-Romagna e Toscana. Il navigatore vorrebbe farmi andare verso Scarperia e la Sorgente Panna, ma decido di proseguire per la via più diretta per il Mugello, fino al lago di Bilancino. La SR65 mi porta verso Olmo e la Vetta le Croci. Mi godo le belle colline di Fiesole, anche se non riesco a trovare uno scorcio adatto per fotografare la vista su Firenze. Devo anche ammettere che, col peso che si ritrova, non è facile fermare e tenere la Stelvio in pendenza mentre si scatta una foto: alle volte servirebbe fare inversione per poterla mettere sul cavalletto, ma non sempre c'è spazio e modo di farlo. Non sono poche le foto che avrei voluto scattare, alle quali ho dovuto a malincuore rinunciare. Comincia a fare caldo da Fiesole e la discesa verso Firenze, a cui si aggiunge il traffico cittadino, la percorro col sudore che mi dà fastidio. Per fortuna raggiungo Piazzale Michelangelo e posso togliere il casco per qualche minuto. Vista meravigliosa!
 

Ok il casco.. ma questa meraviglia va mostrata anche senza.. ecco "la granata Fiore" in tutta la sua meraviglia!

 
Non vorrei arrivare tardi ed ho ancora un passaggio che vorrei fare, prima di arrivare a destinazione. Quindi mi rimetto in sella. La strada verso Firenze/Impruneta è svelta. Riconosco il piazzale dove incontrammo tanti anni fa (forse il 2011??) molti amici toscani del gruppo delle Triumph. Ne è passato di tempo, accidenti!
Seguo il raccordo autostradale Firenze-Siena fino a Tavernelle, per poi andare verso Certaldo e S. Gimignano. Ho inserito nel navigatore un percorso su strade di campagna, secondarie, che mi aspetto possa farmi apprezzare le colline ricoperte di vigne. Per fortuna non mi ero sbagliato e mi godo i saliscendi e la tranquillità, con tanti casali di pietra e ben curati a punteggiare il paesaggio. Ecco S. Gimignano, con le sue torri celeberrime svettare dietro le mura!
 
 
Comincio ad essere un po' provato dal caldo e dai chilometri, ma la meta non dovrebbe essere molto distante. Raggiungo il casale immerso nel verde, dove ho prenotato per la notte, facendo una grande sorpresa a Moreno, Dude, Fabio e Monica: se la stanno spassando in piscina e quando mi vedono cominciano a ridere increduli. Parcheggio la moto accanto alle loro...

 
...e mi godo il meritato relax.
 

Cliccando si vede il percorso e il giro di oggi:
 
Dove alloggiare: il casale Il Pietreto, Colle Val d'Elsa è immerso nel verde, appartato tra le colline, ed offre anche parcheggio gratuito per le nostre moto. L'accoglienza è puntuale e discreta e il gestore è stato estremamente disponibile. La cena molto gradita, con prodotti locali di ottima qualità. Sicuramente da tenere presente pro futuro

Allestimento moto: in previsione del traffico ho smontato le valigie rigide e ho preferito optare per la borsa da serbatoio FAMSA e per il rullo da sella Tornado taglia M della Enduristan. Ho fissato il tutto con dei tiranti e tutto ha funzionato perfettamente. La borsa da serbatoio (ammetto: non è bellissimo vederla così alta, ma non mi ha dato alcun fastidio nell guida. Inoltre ho dovuto espanderla per via delle dimensioni "importanti" della giacca antipioggia) contiene una mascherina da usare al volo, documenti, guanti e collare di riserva, copriguanti impermeabili, pantaloni e giacca impermeabile, atlante stradale italiano del Touring. In realtà avevo messo anche una staffa pieghevole per montare la telecamerina, ma per pigrizia alla fine non l'ho mai tirata fuori. Svariati attrezzi sono poi nella piccola borsina della Kappa fissata sul portapacchi posteriore. 
 
2° giorno:
Dopo aver salutato i ragazzi, riprendo la strada verso sud. Visto che non è lontano, passo rapidamente da Monteriggioni.
 
 
Devo ammettere che ieri sera non ho potuto pianificare il percorso per andare verso sud, quindi sono andato un po' a senso, appoggiandomi essenzialmente su passaggi già conosciuti. 
Quindi pranzo d'obbligo con un tagliere"essenziale" di salumi e formaggi al "Porcellino divino" di S. Maria degli Angeli, sulla E45.
 
 
Il pensiero di trovare traffico eccessivo ed anche il gran caldo hanno contribuito a che il tracciato seguito sia stato molto "spiccio" e non degno di particolari note. Valico del soglio nei pressi di Sellano.
 
 
Poi Borgo Cerreto, sotto Cerreto di Spoleto, incolonnato dietro camion lentissimi sulla SS465 e Norcia. Faccio benzina alla IP al bivio, ma senza salire a Castelluccio, passo "basso", per raggiungere la SS4. Di qui superstrada direzione Ascoli e S. Benedetto, dove mi immetto sulla A14. Code per lavori ormai scontate, tra Roseto e Pescara Nord. Fine di una giornata abbastanza interlocutoria, calda e stancante.
In serata la nazionale italiana di calcio batte la Spagna ai rigori ed approda alla finale del campionato Europeo a Londra, contro l'Inghilterra padrona di casa.
 
3° giorno:
Mi rimetto in sella: la destinazione di oggi è Foligno, in Umbria. Si torna verso nord.
Sono dello spirito giusto e, dopo aver fatto il pieno, percorro la SS16 Adriatica nel tratto meraviglioso della Costa dei Trabocchi, tra Vasto e Torino di Sangro.
Da Torino di Sangro parte una strada statale della fondovalle Sangro che consente di collegare rapidamente la costa a Castel di Sangro. Tuttavia lascio la strada a scorrimento veloce nei pressi di Casoli, per poi proseguire sulla vecchia statale. Certo, basta trovare un camion e ci si trova incolonnati e impossibilitati a sorpassare, per via della presenza di centri abitati e pochi tratti dritti, ma una volta lasciati alle spalle questi mezzi ingombranti, si può godere di tutta la meraviglia che regala percorrere queste zone in sella a una moto. 
Il percorso che ho scelto oggi passa alle pendici della Majella, parte dal versante orientale che guarda l'Adriatico e aggira per intero il massiccio situato nella parte meridionale dell'Abruzzo, portandoci fino a Sulmona, sul versante occidentale della montagna. 
Da Fara S. Martino la strada ha sulla destra le pareti della montagna e sulla sinistra la vallata, ripida e panoramica. Con un percorso che per lunghi tratti non ha parti dritte, ma corre filante a mezza costa, si passa da Lama dei Peligni e Palena, in piena luce del sole. Ci si lascia alle spalle il Sacrario della Brigata Majella e le Grotte del Cavallone, di dannunziana memoria. Poi ci si immerge nel fresco e nell'ombra dei boschi con tornanti continui, fino a raggiungere il Valico della Forchetta. Appena discesi, davanti ai nostri occhi si apre una piana solcata dal binario singolo della ferrovia "Sangritana", dove predomina il giallo dei campi e il blu del cielo. Tutto intorno le alture della Majella a fare da cornice. Traffico inesistente e scenario quasi mistico.


Anche i cartelli stradali che invitano a guidare con prudenza non presentano i "soliti" caprioli come potenziali vittime della strada nonchè fattori di pericolo, ma... degli "orsi", che in queste zone d'Abruzzo non sono infrequenti.

Note: nel periodo in cui sono passato l'asfalto era meraviglioso quasi ovunque, a differenza di circostanze precedenti. Quindi ho potuto godere appieno del meraviglioso tracciato di questa strada, la SS84.

Proseguo in direzione di Rivisondoli, abbarbicata su un'altura sulla destra, e con diversi tornanti guidati mi immetto sulla SS17. Appena si sbuca da un tunnel si apre davanti la Piana delle Cinque Miglia: un altopiano all'ombra delle montagne dell'Aremogna, del comprensorio sciistico di Roccaraso, uno dei principali e meglio attrezzati dell'Appennino.
 
 
L'altopiano si distende a perdita d'occhio, prima che la strada, con una lunghissima discesa ad ampi tornanti, faccia scendere di quota e porti verso Rocca Pia e Pettorano sul Gizio, concludendosi a Sulmona. Proprio qui mi tocca constatare che, dopo circa 1.000 km da quando l'ho sostituito, anche questo paracoppa ha subito la stessa sorte del precedente: fessurato sulla parte anteriore destra. Me ne accorgo perchè intorno ai 3.500 giri i lembi della fessurazione vanno in risonanza e dalla parte bassa della moto arriva un suono fastidioso e ululante. Poi scoprirò che anche il supporto anteriore destro si è fessurato di netto. Le vibrazioni del motore della Stelvio non perdonano.
 

Sceso su Sulmona, il caldo è davvero asfissiante, ma sono deciso a proseguire. Senza passare in autostrada, vado verso Pratola Peligna e poi verso Raiano. Da qui, svolto per Goriano Sicoli. La strada è bellissima come tracciato, anche se un po' rovinata. In alcuni momenti viene da pensare di essere sulla strada sbagliata, che finirà in qualche posto isolato, ma superata Goriano Sicoli, il tracciato si reimmette in un tornante sulla SS5 Tiburtina, in direzione Roma. 
 
 
Di qui la Tiburtina prosegue verso Collarmele con asfalto perfetto e curve stupende. Anche i panorami sono mozzafiato sulla Majella. 
 

 
In alcuni punti si viaggia circondati da giganteschi mulini a vento, nel bel mezzo di un grande campo eolico. Si arriva al valico di Forca Caruso. Stando in quota la temperatura è ancora sopportabile.
 

 
Dopo la curva a destra, lo sguardo si apre su Avezzano e la piana del Fucino.
Proseguo verso Collarmele e quando mi fermo a fare benzina il termomentro della Stelvio segna ben 38 gradi!
 

 
Sono abbastanza provato: mi prendo qualche minuto sotto la tettoia del distributore prima di riprendere il viaggio verso Celano.
Questa strada mi rimarrà impressa e sicuramente nelle prossime occasioni che si presenteranno di passare in Abruzzo la ripercorrerò, magari anche soffermandomi su altri tratti tipo Castelvecchio Subequo e Castel di Ieri, che oggi non ho percorso. La zona del Sirente Velino, con Secinaro e in direzione di Rocca di Cambio, è tanto sconosciuta quanto suggestiva, non solo motociclisticamente.
 
Ecco il tratto di viaggio abruzzese di oggi: ho anche inserito delle possibili varianti.

Non avevo mai visto il lago del Salto, mentre avevo visto con Moreno il Lago del Turano. Il navigatore ha fatto un po' di confusione (..che sia stato il caldo???): fatto sta che da Avezzano a Lago del Salto ho fatto un tratto di A25 e un tratto di A24. Poi mi sono immesso sulla strada a scorrimento veloce SR578 che passando per Borgorose e Petrella Salto tira dritta fino a Rieti. 
Seguendo una strada abbastanza stretta e neppure ben messa come asfalto, sono sceso per cercare un punto dove si potesse apprezzare il lago. Non è molto sfruttato turisticamente e l'unico punto un minimo suggestivo è stato il ponte, in via di ristrutturazione, dal quale ho potuto scattare qualche foto.
 


Ho poi ripreso il cammino, reimmettendomi per la via più breve sulla SR578. E qui la Stelvio ha festeggiato i 120.000 km!!!
 

 
Di qui ho raggiunto Rieti e col raccordo Rieti-Terni la zona della Cascata delle Marmore. 
Trovare un punto adatto per poterle vedere abbastanza bene mi ha fatto perdere un po' di tempo, ma alla fine ho potuto scattare una foto soddisfacente.


Finalmente a metà pomeriggio ho raggiunto i 35 gradi di Foligno. Non ci ero mai stato e per quel poco che ho visto mi è parsa una bella cittadina. Qui gran bella serata mangereccia in trattoria, con gli amici del Moto Guzzi Stelvio Forum: Alessandro, Michela, Massimo e Barbara mi hanno raggiunto per cena e abbiamo finalmente potuto rivederci dopo quasi 2 anni (Massi in realtà si era sparato una valanga di km per essere alla motopizzoccherata di Morbegno, 3 gg fa)!! Grandi ragazzi!!!
 
4 giorno:
Fine del giro, non senza un solenne acquazzone di quelli estivi in zona Reggio Emilia. In un pomeriggio soleggiato, si profila all'orizzonte un cielo nero e minaccioso: per fortuna devo rifornire e mi fermo in una stazione di servizio nei pressi di Reggio Emilia. Giusto il tempo di lasciare la moto al coperto e levare il casco, che inizia un violento fortunale. Almeno una decina di moto arrivano nel giro di 3 minuti, per cercare riparo. 
 

Praticamente per 10 minuti piove letteralmente in orizzontale! 
 

 
Per fortuna avevo potuto fermarmi per tempo e ho messo l'abbigliamento antipioggia solo per non bagnarmi una volta ripartito, visto che l'autostrada era completamente allagata.
Alla fine in 4 giorni di viaggio la Stelvio ha passato i 120.000 km e si è sciroppata 1.802 km: finalmente è tornata in azione!
 


Nota sui consumi: non so quali siano le ragioni, per me imperscrutabili, ma la Stelvio ha preso a percorrere ordinariamente tra i 17 e i 19 km con un litro. Che davvero arrivato a questi chilometraggi il motore si sia "sciolto"? Ormai la seconda tacca dell'indicatore sul cruscotto si spegne tra i 175 e i 185 km, e la spia della riserva si accende intorno a 220-230 km. Rifornendo ogni volta circa 12 litri, l'autonomia si dovrebbe aggirare largamente oltre i 300 km.. Ovviamente per non avere pensieri, intorno ai 240 km percorsi, rifornisco, ma per me è molto soddisfacente. Brava Stelvio!


giovedì 10 giugno 2021

Il punto sul KTM 790 ADV dopo 1 anno e mezzo

Oggi mi va di fare il punto sul KTM 790 Adventure, dopo 1 anno e 8.020 km in compagnia. 
 

Li ho percorsi quasi tutti nel 2020, nell'estate in cui la pandemia aveva allentato la sua morsa, prima di riproporsi drammaticamente in autunno. Avendola usata un po' in tutti i contesti, tranne il fuoristrada (le stradine bianche non le considero..), posso affermare senza tema di smentite che si tratta di una gran moto: versatilità notevole (di fatto: una moderna scrambler), buona abitabilità, grande maneggevolezza a dispetto del cerchio da 21 pollici, possibilità di caricarla per fare anche viaggi a lungo raggio, consumi veramente esigui (non meno di 23-24 km/L nel misto extraurbano, che con un serbatoio da 20 litri garantiscono una grande autonomia!), motore vivo.. anzi: vivace e reattivo! Sono veramente molto soddisfatto. Devo ammettere che in questo periodo di scarse percorrenze ho concretamente preso in considerazione l'idea di venderla e ho fatto anche i passi necessari proponendola su alcuni siti specializzati (basta vedere che nelle 2 foto che ho caricato c'è scritto "ultimo giorno", perchè tale sembrava essere). Tuttavia è ancora nel mio box e prevedo di tornare ad usarla con maggior frequenza nei prossimi mesi, quando avrò accettato del tutto l'idea di non volerla preservare per una eventuale vendita.


 

martedì 18 maggio 2021

Il ritorno! Vasto a metà maggio!

Viaggio diretto. Prendo la Stelvio appena ho conferma di poter partire. Sono le 2 del pomeriggio quando mi metto in strada. Nemmeno il tempo di passare la barriera che in A1 i pannelli luminosi danno 7 km di coda in aumento a partire da Basso Lodigiano. Mi ero mosso che le prime gocce già cadevano, ma lungo la via Emilia, da Piacenza verso Cortemaggiore e Fiorenzuola, le gocce lasciano il passo a un vero temporale, con tanto di lampi e tuoni. Al primo distributore dotato di tettoia abbastanza ampia mi fermo e indosso l'abbigliamento antipioggia. Copro anche con la calotta impermeabile sia la borsa da serbatoio, sia la borsina degli attrezzi che porto sempre sul portapacchi posteriore.

Rientro in A1a Fiorenzuola e la pioggia va e viene. Una volta a Rimini, sembra voler smettere e tolgo l'impermeabile. Da qualche km, diciamo più o meno a Cesena nord, tira invece un vento fortissimo, con raffiche notevoli che mi accompagnano fino a Fano. Comunque la Stelvio va che è un piacere. Anche il traffico non da problemi. Gli auspici di arrivare per ora di cena si scontrano con la realtà dei lavori che da Porto S. Giorgio a S. Bendetto del Tronto ormai da un paio di anni vanno avanti e rallentano la circolazione. Lascio la A14 e vado sulla SS16, comunque estremamente intasata. 

Per fortuna la scelta di predisporre la Stelvio in versione leggera, senza le valigie, ma usando solo il rullo da sella, paga: sono più agile e meno ingombrante e avevo scelto in questo modo proprio prefigurandomi la necessità che avrei potuto incontrare di dovermi muovere tra le auto incolonnate. Sotto una pioggia battente percorro tutto questo tratto di statale adriatica per rientrare solo a S. Benedetto del Tronto. L'Abruzzo, con le ultime luci del giorno, mi accoglie col sereno. Ancora da Roseto in avanti, fino a Pescara nord, si susseguono i lavori e i cambi di corsia, ma tutto sommato si procede abbastanza. Da Val di Sangro a Vasto ricomincia a piovere. La Moto Guzzi, nella notte, non fa una piega. Mi porta a destinazione che sono le 21.30 passate. 7 ore e mezza non sono poche, ma è ancora accettabile: in macchina sarebbe stata un'odissea.

2 giorni di grande valore, dove posso fare il pieno di luce e respirare l'odore del mare.

          Vasto, vista da Porta Panzotto

        Vasto, vista del Golfo dalla Loggia Amblingh

Nel primo pomeriggio, grazie alle giornate del FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano), ho la possibilità di visitare la torre campanaria della chiesa di Santa Maria. Il parroco, don Domenico Spagnoli, accompagna piccoli gruppi di visitatori nel percorso di scale a chiocciola che porta sulla sommità del campanile, a 40 metri dal suolo. La vista di cui si gode è mozzafiato: spazia dalle prime colline dell'interno, verso sud e il Molise, con Termoli e il promontorio del Gargano sullo sfondo, alla vista sulla parte romana dell'abitato verso nord, fino al Faro di Punta Penna. E poi a Ovest, con il centro della città e, in lontananza, il versante orientale della Majella.


La domenica arriva presto ed è tempo di ripartire, ma sono fiducioso che presto potrò tornare a godermi tutto questo! 

Note sui consumi: la Stelvio per la prima volta dopo i primi mesi del 2020 torna a far registrare consumi più bassi: registro un 17,1 km/l con un rifornimento di 13,44 litri a 230,3 km percorsi: significa un'autonomia stimata di circa 300 km. Nel viaggio di ritorno registro un 16,36 km/l tutta autostrada, con 14,72 litri riforniti dopo 240,9 km percorsi. La cosa mi solleva, dopo essermi dovuto preoccupare per mesi a causa di percorrenze inferiori ai 14 km/l.

sabato 1 maggio 2021

Si torna a girare! Val Trebbia per iniziare Maggio!

Mesi di attesa, disciplinata e rispettosa della salute di tutti, per non uscire fuori dai confini del comune e della regione. Poi finalmente si comincia a vedere la luce, in fondo al tunnel. Uno dei segnali è la riapertura alla mobilità anche tra regioni, con il ritorno del colore giallo. La voglia di girare è davvero tanta e non basta una settimana di cattive notizie sul meteo per togliermi entusiasmo. Pioverà? Che piova! La moto non è di cotone: non si restringe, se prende acqua!

E' con questa convinzione che chiudo il sito di meteo.am ieri sera: domani andrò in moto, a meno che non succeda il finimondo.

Confesso: non sono più abituato ad alzarmi presto nel fine settimana: la lotta con la prigrizia dopo il suono della sveglia dura 5 minuti buoni, ma il caffè è l'arma totale e mette a posto le cose. 

Visto il clima previsto sfavorevole decido di prendere la Moto Guzzi Stelvio, che ha già le valigie con l'antipioggia e tutto l'occorrente. Tra l'altro, ho voglia di riprendere in mano l'Aquila per riabituarmi a gestirne il peso anche per centinaia di km.

Non so bene dove andare, ma mi dirigo verso sud perchè sembra che tendezialmente debba essere meno a rischio pioggia. Percorro la Valtidone in un atmosfera molto uggiosa, con i campi immersi in una bruma novembrina. Tuttavia non fa freddo: siamo sui 16 °C.

Passo il Po, dove il traffico è alternato per dei lavori sul lungo ponte nei pressi di Chignolo. Raggiungo Piacenza e, già che ci sono, saluto rapidamente il mio concessionario KTM/Guzzi: presto dovrò portargli il 790 ADV per il tagliando annuale.

Visto che non c'è segno di pioggia, mi convinco ad andare verso Gossolengo e Rivergaro, e di qui, dopo aver rifornito, mi allungo per la SS45 della Valtrebbia.

Note: prezzo della benzina a € 1,53 al litro da considerarsi conveniente. Altrove è sugli € 1,54-1,58. Dopo un periodo di grosso calo a primavera 2020, adesso il prezzo è salito, anche oltre i prezzi pre-pandemia.

Dopo Rivergaro inizia a scendere qualche goccia di pioggia. Ero preparato, l'aspettavo, ma certo l'avrei evitata, soprattutto per la rottura di scatole di dover indossare l'antipioggia. Riparto, ma dopo qualche km di pioggerellina neppure troppo pesante il cielo si apre. Sento caldo e tolgo la giacca impermeabile: decido di tenere solo il pantalone. Intanto il sole non solo fa capolino, ma inonda la vallata.

Proseguo lungo la Valtrebbia e la moto la "sento" davvero bene! Gira bene in coppia, il V90 1200 della Moto Guzzi "frulla" che è un piacere! Tondo, pieno, coppioso. E anche la ciclistica fa il suo: sarà che era un pezzo che non giravo seriamente, ma davvero la moto permette una danza tra le bellissime curve e controcurve della SS45 sostenendo sempre non solo di motore, ma anche di sospensioni. E dove la metti, là resta!! Nel tratto verso Bobbio e poi verso Marsaglia delle curve lunghe e tonde permettono di apprezzare la coppia e la percorrenza! Che bella sensazione!!

Dopo Confiente la SS45 è interrotta e si deve seguire una deviazione: una netta svolta a destra e si sale seguendo le indicazioni in giallo: la strada è la SP73. Mi preparavo a strade di campagna, trasandate e sporche: mi ritrovo a percorrere una strada fantastica, piena di curve e tornanti in media pendenza, pulitissima e ben curata! E il traffico è nullo! "Fantastico!! Fantastico davvero" mi ripeto nel casco: non si finisce mai di scoprire qualcosa di nuovo. Si gode di scorci sulla Val Trebbia nuovi e singolari!


Passata Pieve di Montarsolo la SP73 si immette sulla SP186 che arriva da Brallo di Pregola e dall'Oltrepò. Questa strada l'avevo fatta un paio di volte alcuni anni fa. Resta molto bella e motociclisticamente divertente. Si passa sul Trebbia in località Pianellette, valicando il confine tra Lombardia ed Emilia-Romagna.

A Ponte Organasco si torna sulla SS45 della Val Trebbia. Il tratto fino a Traschio è guidato e la Stelvio continua ad essere in gran forma, regalandomi un grande divertimento: ho trovato il ritmo giusto, come quando si scia e si riesce a "leggere" il pendìo al meglio.

Anche il tratto da Ottone, verso Rovegno e fino a Montebruno è svelto ma "piegoso". Prendo il bivio a Montebruno per salire a Barbagelata e alla Scoglina, ma inizia a piovere in modo più marcato. Considerate le previsioni che davano il meteo in peggioramento verso la fine della giornata, arrivo alla conclusione che per oggi mi posso accontentare: ho fatto tante curve, altrettante ne farò sulla via del ritorno. Proseguire non aggiungerebbe granchè al divertimento di oggi e vorrebbe solo dire doversi rifare tutta la bellissima strada a ritroso sotto il temporale. 

Rapida inversione e torno sui miei passi. E mi diverto di nuovo tantissimo, anche a percorrere la strada in senso opposto. Secondo me la mancanza di traffico, di auto, ma soprattutto di moto (sono rimasti tutti a casa in considerazione delle previsioni poco incoraggianti..) ha dato un valore ulteriore al divertimento, togliendo quella punta di preoccupazione che hai dietro ogni curva, quando non sai mai se troverai qualcuno con la testa sulle spalle o uno scannato che ha preso la strada per una pista.

Questa volta faccio una sosta nei pressi del complesso della Pieve di Montarsolo, che si staglia mentre il Monte Carmo con il suo osservatorio è ancora coperto di neve.

I colori dell'erba bagnata sono vivissimi e quasi ipnotico il contrasto coi fiori gialli nel prato.

Raggiungo Rivergaro e mangio un pezzo di pizza al volo. Faccio benzina e mi preparo per il rientro. Sta cominciando a piovere e quindi indosso anche la giacca impermeabile. Di qui in avanti "pioverà bene", ma devo dire che la cosa non mi disturba più di tanto. Ho potuto godere di strade asciutte e temperature gradevoli per gran parte della giornata e soprattutto per i tratti più belli: non saranno due gocce al rientro a rovinarmi la giornata del ritorno ai giri in moto!

Ecco una piccola mappa del percorso


Avanti e indietro, per un totale di 360 km. Ci voleva!

Nota sui consumi della Stelvio: in più occasioni nell'ultimo anno i consumi della Stelvio mi erano sembrati davvero eccessivi: si attestavano sui 13,5 km/Litro: davvero troppo, senza variazioni nello stile di guida. La cosa mi imponeva della riflessioni e anche qualche angustia: una moto da viaggio con questi consumi ti fa passare la voglia di usarla per fare strada. Oggi invece, pur non risparmiandola (anzi!!!!) i consumi si sono attestati sui 15,7 km/Litro: la cosa mi ha sollevato molto. Spero che nelle prossime usicte questo dato si confermi.

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