domenica 16 marzo 2025

Mare e Monti 2025 a Spotorno con la Stelvio 14-16 Marzo

Vero che la BMW è entrata in garage, ma non è che la Stelvio deve illudersi di aver raggiunto l'età della pensione! L'occasione per portarla in giro è il ritrovo Mare & Monti che Emilio, coadiuvato da Cristina,  organizza da diversi anni con gli amici guzzisti.

    L'adesivo fatto realizzare da Emilio per l'occasione

Il fine settimana individuato è lo stesso del ritrovo Mare e Monti del 2024. Tolgo le valigie alla Stelvio e sono pronto a partire con il solo rullo da sella.


Ho deciso di fare solo strade statali, visto che il tempo non mi manca. 
Che bello risentire il V90, vivace e coppioso! E' un po' come tornare a casa. Il cielo è minaccioso, ma non mi preoccupo più di tanto: con il completo laminato di Rev'it sono preparato anche in caso di pioggia. Inevitabilmente si viaggia su strade che attraversano le campagne con lunghi tratti rettilinei, spesso costeggiati da canali di irrigazione. Negli sconfinati campi circostanti non è difficile scorgere gli aironi: spesso sono la cosa più alta da terra che si incontra per molti chilometri. Pianura di tanto in tanto punteggiata da grosse cascine in mattoni rossi. Certosa di Pavia, Pavia, Dorno, Scaldasole e la grande raffineria ENI di Sannazzaro de' Burgundi: davvero immensa. Un po' più avanti passo il Po dal Ponte della Gerola e scendo nell'Alessandrino. Il cielo è sempre abbastanza grigio, ma per il momento non piove. Lungo il tracciato della Val Bormida passando sotto alle imponenti mura di Cassine, fino a Strevi ed Acqui Terme. Non salgo verso Ponzone, ma proseguo sulla SS334 verso Melazzo e Cartosio, prima di arrivare nei pressi del confine tra Piemonte e Liguria. Questo tratto di strada è sempre molto divertente da guidare: nei fine settimana della bella stagione è "terreno di caccia" di tanti motociclisti - tra cui anche molti fanatici - fino a Sassello, ma in un uggioso pomeriggio di metà marzo è praticamente deserto. A destra, dunque, sulla via per Mioglia e Pontinvrea e ancora verso Montenotte e Altare. 
Come sempre qui per qualche ragione perdo un po' il senso dell'orientamento (..e anche il Tom Tom, a dirla tutta..): dopo un paio di giri del borgo scopro di esserci arrivato dalla parte dalla quale pensavo di uscirne.. comunque ritrovo la strada e, dopo aver atteso al semaforo che regola i sensi alternati, passo sotto all'arco del Forte Tagliata di Altare, per proseguire sulla SS29 del colle di Cadibona. Anche in discesa è molto divertente. Finalmente dopo un po' si cominciano a vedere in lontananza le grosse porta container in rada davanti al porto di Vado Ligure. Il traffico si intensifica mano a mano che scendo verso la SS1 "Aurelia", ma non me ne curo molto. Pazientemente seguo il flusso ed anzi approfitto per rifornire al benzinaio Europam ad un prezzo estremamente più conveniente di quello che viene praticato dalle mie parti. Gli ultimi km prima di arrivare a Spotorno sono un piacere per gli occhi: il mare sulla sinistra e le onde che si allungano sulle spiagge: poco importa che il cielo non sia sereno. 

    Vista verso Levante..

    ...e verso Ponente

Parcheggio la moto nel garage dell'albergo senza aver preso una goccia d'acqua, pronto per la serata con gli amici. 


                                                       Prima via gli scarponi, però!

Intanto in sala il clima è quello giusto!

    
    Allegria che la fa da padrona!

Cena in grande allegria, come sempre!


Le cozze alla napoletana rimangono un fantomatico mistero ogni anno!

                        Tanta allegria

Al sabato mattina il clima è quello delle migliori edizioni della Mare e Monti: piove! In effetti la minaccia del maltempo incombeva nelle previsioni degli ultimi giorni e in diversi hanno preferito arrivare in auto: non tutti hanno piacere di percorrere anche distanze importanti sotto il diluvio costante.
Ad ogni buon conto, si forma un buon drappello di volenterosi in moto e ci avviamo verso l'interno.

    Alla sosta a Mioglia si fa trovare anche Marco "Gabor", con la sua V85TT

Proprio lungo la strada la Stelvio ha tagliato la fatidica soglia dei 200.000 km percorsi!! 


Non poteva esserci occasione migliore che un ritrovo di guzzisti per celebrare!
Il resto del giro si snoda su strade interne, tra boschi e vallate, e non ci facciamo mancare, oltre alla pioggia, neppure la nebbia! Emilio è un po' dispiaciuto: ci teneva a mostrarci questi luoghi col sole, anche per godere di alcuni bellissimi panorami sulle Alpi Marittime: aveva fatto dei minuziosi sopralluoghi nelle settimane precedenti proprio per l'occasione. Tuttavia nessuno si dimostra infastidito e siamo contenti del percorso che stiamo facendo.
L'appuntamento con gli altri che sono in auto è al ristorante individuato da Emilio: si rivela una scelta azzeccatissima!


Mangiamo bene, non ci alziamo con la fame e alla fine il conto è congruo.
 


Dove mangiare: Ristorante Capellini a Saliceto (CN). Si può scegliere tra 3 menù dal costo prestabilito. Il servizio è efficiente e gradevole, il cibo ben preparato, ben presentato, di qualità e c'è anche spazio per dei bis. Ulteriore comodità è lo spazio davanti al locale per poter parcheggiare. Nella bella stagione ci sono anche dei tavoli all'aperto.

Riprendiamo il giro nel pomeriggio, scendendo dal colle di Cadibona verso il mare e l'Aurelia. 
Prima della cena c'è il tempo per un aperitivo a Spotorno.


E poi tutti a tavola, per concludere la giornata prima della partenza. 




    Non poteva mancare una torta celebrativa!

A fine giornata anche il cielo si è rasserenato e una splendida luna illumina la costa e la spiaggia.


All'indomani un bellissimo sole saluta i vari gruppi in partenza.

    Un bell'assortimento: V85TT, Stelvio 1200 NTX, Africa Twin e Ducati Desert X

    Le due "gemelline": gloriosissime Stelvio 1200 NTX rigorosamente color "cacchetta"
    
    Una foto "speciale", soprattutto per i suoi significati

Si conclude così anche il Mare e Monti di quest'anno, che non ha deluso le aspettative e che comunque non potrà mai deluderle per quello che in realtà rappresenta: un'occasione per passare del tempo con un bel gruppo che si è formato grazie alla Moto Guzzi Stelvio, ma che mantiene - e col tempo rafforza - un legame forte grazie a valori e principi di amicizia e solidarietà che vanno oltre l'occasionalità e la moto in comune (tanto è vero che di possessori di Guzzi Stelvio ne sono rimasti pochi, ormai). 
Grazie come sempre ad Emilio e Cristina che si sono prodigati tanto per l'organizzazione attraverso i mesi e atutti quelli che hanno partecipato, ricompensando l'impegno!
Quest'anno, poi, l'occasione è stata particolare perchè un nostro carissimo amico è stato con noi in modo speciale, guardandoci da lassù: Michela gli racconterà tutto e sicuramente il suo bonario "annateven'affanc..." ci raggiungerà e mai sarà più gradito. Ci sei sempre, con noi, CP!




domenica 9 marzo 2025

Fine settimana trentino

Come da tempo concordato, passo il fine settimana con amici di vecchia data nella zona di Trento. Non c'è migliore occasione per portare il GS sul tipo di strade che sono quelle più divertenti per chi va in moto: salite, discese, curve. Partenza al mattino con calma: dopotutto ho appuntamento intorno a metà pomeriggio.

     Ho deciso di viaggiare senza valigie

La prima parte del viaggio si svolge nelle piatte strade tra l'Adda, il Serio e l'Oglio. Gli "aromi" prevalenti sono di gran lunga quelli "organici" degli allevamenti e dei concimi sui campi dissodati: sono tantissimi i trattori con enormi rimorchi che mi trovo a dover superare. Per fortuna, essendo tutte strade dritte e abbastanza poco frequentate, non è complicato lasciarseli alle spalle. Tra l'altro posso contare su un ingombro abbastanza limitato perchè ho preferito smontare le grosse valigie laterali modello "Vario": viaggio con il solo (..e solito..) rullo da sella "Tornado" della Enduristan fissato al portapacchi posteriore con due cinghie regolabili. Evito i pedaggi, ma posso comunque percorrere gratuitamente un tratto di E35 Bre-Be-Mi fino all'uscita di Ospitaletto/Montichiari sulla SP19 e qualche chilometro più avanti mi immetto sulla SP510 in direzione di Iseo. Invece di proseguire sulla sponda orientale del Lago d'Iseo, sono deciso a godermi finalmente le curve: quindi seguo le indicazioni per Polaveno e subito la strada, la SP48, si avviluppa in una serie quasi continua di tornanti che rapidamente mi portano a salire, con la possibilità di godere anche di una bella vista sul lago. 


    Vista sul Lago d'Iseo dalla zona delle coste di S. Eusebio, nei pressi di Polaveno

Nei pressi di Gardone Val Trompia mi immetto nella Val Trompia, costeggiando il corso del fiume Mella: passo dalla fabbrica di armi Beretta e con lo stesso tipo di tracciato divertente, curvoso e vario proseguo verso Lodrino e Casto. In questa zona ci sono diversi "intutati" che si stanno divertendo - dove sarà il divertimento, poi - a percorrere avanti e indietro il tratto a velocità folle, mettendo a rischio sè stessi e gli altri. Cerco di prestare attenzione doppia. A Nozza prendo a sinistra per la Val Sabbia sulla Strada Statale 237 del Càffaro. L'andatura è moderata, sia per la presenza di auto, sia per quella di numerosi scatolotti verdi che potrebbero contenere autovelox: non è un male perchè poco più avanti, sulla destra, si apre la vista sul Lago di Idro.


    La giornata è magnifica sul Lago di Idro

Per godermi una vista migliore, alla grande rotonda dopo Rocca d'Anfo, percorro la prima parte della strada che sale al Passo Maniva. Quando arrivo a Ponte Caffaro giro a destra su una stradina quasi di campagna, che scavalca il torrente Chiese e corre verso Storo quasi parallela alla statale . 

    Sul torrente Chiese c'è il confine tra Lombardia e Trentino/Alto Adige

E' una via alternativa che ho scoperto e che penso di usare anche in futuro per stare fuori dai flussi di traffico eccessivi e raggiungere la divertentissima SS240 della Val di Ledro, con il suo tracciato sinuoso, in cui a tratte più filanti si alternano tornanti in sequenza e gole chiuse tra le rocce.

    Inga per la prima volta al Passo Ampola

La strada prima spiana e poi porta al Passo Ampola, nei pressi del bivio per Tremalzo. In altre occasioni mi sono fermato a mangiare un boccone al bar nel piazzaletto, ma ho altri piani.  

    Il Lago di Ledro, immerso nel sole: bellissimo!

Mi è venuta l'dea di cogliere l'occasione per passare alla Birreria artigianale indipendente "Fuori Stile" di Riva del Garda, gestita da carissimi amici. E' proprio in centro: basta parcheggiare la moto in Viale Giovanni Prati e sei a 100 metri dal locale, in Via Dante Alighieri. L'improvvisata riesce perfettamente e loro mi trattano benissimo!  Ottima birra...


...e ottimo panino Sergent Pepper con pulled pork!


    E' sempre un piacere passare a salutare Christian e Paola

Quattro chiacchiere, mi sgranchisco un po', lascio smaltire la birra e riprendo la strada con i tornanti che da Torbole salgono verso Nago: peccato che il piccolo spiazzo nei pressi del curvone, a mezza collina, sia occupato da mezzi di cantiere per dei lavori sulla carreggiata: la vista da là è molto suggestiva e mi sarebbe piaciuto fermarmi per scattare una foto. Poi la SS240 spiana, la valle si apre e costeggio il piccolo Lago di Loppio fino al bivio sulla sinistra per la SP88 della Val di Gresta. Non l'avevo mai fatta, ma l'occasione è ottima visto che il clima è caldo e non ci sono rischi di strade innevate o ghiacciate. Sale su con tanti tornanti verso Ronzo-Chienis e il Passo Bordala, a 1.250 m. di altitudine.

    Non ero mai passato dal Passo Bordala

    Passo Bordala: la vista su monti e valli circostanti

Poco più avanti, quando è già iniziata la discesa, sulla sinistra si apre lo specchio d'acqua del Lago di Cei: una piacevole sorpresa. Alcune persone si godono i primi tepori primaverili sul prato intorno al lago.

    Nei pressi della riva ci sono ancora dei residui di ghiaccio


Da qui in avanti la discesa verso Aldeno, passando dal bivio per Garniga Terme. La vista da alcuni tornanti spazia sulla valle dell'Adige.
Non pago dei chilometri fatti, mi sono concesso un surplus di divertimento sulla strada che risale da Aldeno verso Garniga Terme: asfalto perfetto, tornanti e tratti più filanti, qualcuno in falsopiano e in alcuni punti molto panoramico.

    La chiesa di S. Osvaldo a Garniga Terme, con il piccolo cimitero adiacente


L'incontro con gli amici è stato anche occasione per apprezzare la bella atmosfera che si respira a Trento: al di là della temperatura estremamente gradevole di questi giorni (anche di sera), mi è sembrata una città con un centro storico molto signorile e ben tenuto, con molti scorci suggestivi.

    La Cattedrale di S.Vigilio, Duomo di Trento

    S. Maria Maggiore, dove si tennero i lavori del Concilio di Trento

    Il Castello del Buonconsiglio

Non mancano diversi locali dove poter trascorrere una piacevole serata in compagnia. 

    La birreria Forst (sopra)

   
    Gli interni della Birreria Pedavena, grandissima ed estremamente tradizionale

Dove dormire: Mi sono appoggiato all'Agriturismo "La locanda de l'arguta", nelle campagne di Romagnano, appena a sud di Trento. Posto molto tranquillo, bella camera, buona colazione, cortesia della proprietaria. La moto può essere parcheggiata proprio di fronte alle stanze, in un cortiletto di ghiaia. Una siepe lo separa totalmente dalla strada: pur non essendoci alcuna sbarra di chiusura, la zona è totalmente tranquilla. Tuttavia bisogna considerare che non fa servizio ristorante: quindi se si vuole cenare o anche se si vogliono fare quattro passi, bisogna spostarsi a Trento (saranno 3-4 km fino al centro).



Qualche considerazione finale sulle sensazioni che mi ha lasciato la 2 giorni in sella. Il test dei tornanti è stato superato brillantemente: ho riscontrato una grande maneggevolezza; anche nel condurre le traiettorie la moto non richiede una guida molto fisica, ma è comunque precisa e non perde la linea impostata. Ho volutamente guidato sempre in mappa Road e mi è piaciuta molto la progressività e la morbidezza con cui sale di giri: non ci sono scossoni e nervosismi. Anche la frenata è molto morbida e progressiva. La sella sembra consona ad una moto votata a fare tanti chilometri: dopo molte ore non mi ha dato alcun fastidio. Bene così.

sabato 1 marzo 2025

Marzo inizia con il Lago Maggiore

Mattinata molto uggiosa, dopo un venerdì radioso. Pioggerella, freddo e nebbiolina: ci sono tutti gli ingredienti per togliere l'entusiasmo. Per fortuna dopo le 10:30 il sole fa capolino e il cielo si apre: non posso pensare di perdere l'occasione.
La voglia è quella di approfittare per prendere sempre più confidenza con la nuova moto: dopotutto nell'unica occasione in cui l'ho guidata finora (quando l'ho riportata a casa) ho fatto solo autostrada. Comportamento impeccabile, consumi sui 19,5 km/L con le valigie e un rullo da sella a velocità da codice. Passo a salutare Peo e Simona e presento loro la new entry. Poi mi avvio verso Varallo Pombia e il lungolago di Arona. Per fortuna non c'è ancora il traffico e l'affollamento tipico delle belle giornate primaverili: passo dal parcheggio, dove ci sono appena 2 moto, e proseguo verso nord. Hanno cambiato un po' i sensi di circolazione e non è più possibile proseguire fino alla parte vecchia di Arona, con la piazzetta: si deve tornare indietro, salire e aggirare il borgo costiero. Proseguendo dunque verso nord prendo a destra la stradina in pendenza che sale verso la collina: gli scorci sul lago illuminato dal sole sono incantevoli. 
 
 
La scelta di passare di qua non è casuale: ci sono alcuni tornanti e l'occasione è buona per prendere confidenza anche con il modo di condurre la moto in queste circostanze. Spinge sempre ed è molto maneggevole: sono abituato alla Stelvio, che ha un raggio di sterzata inferiore, mentre il GS permette di chiudere molto prima e quasi senza fatica. Faccio la tara anche alla modulazione del gas in uscita di tornante: è sempre molto dolce e non strattona mai, se si accompagna con una rotazione delicata del polso destro.
 Il San Carlone guarda benedicente la moto.
 
 
Proseguo la strada del Vergante, a mezza collina della sponda occidentale del lago. Bei saliscendi e qualche curva, filante, danno divertimento, soprattutto perchè la strada asciutta non costringe a stare con le antenne eccessivamente dritte: l'aderenza è ottima. Dagnente, Ghevio, Nebbiuno senza accenno di traffico e poi prendo a destra la strada per Meina: scendo con diversi tornanti fino alla strada costiera SS33 del Sempione. Prendo a sinistra e continuo verso Lesa e Belgirate. E poi Stresa, con l'elegantissimo lungolago punteggiato di lussuosissimi alberghi: di fronte, le Isole Borromee...
 
 
E' già pomeriggio avanzato: me la sono presa comoda. Un passaggio da Meina per qualche altra foto suggestiva alla rocca di Angéra, sull'altra sponda del lago.
 

 
Foto al pensiero carino che hanno avuto Peo e Simona: la birretta finirà nella mia collezione, rigorosamente chiusa!
Alla fine un'occhiata allo schermo che riporta i dati di viaggio. Non sono abituato a una tale dovizia di particolari! anche eccessivi, a dire il vero. Credo che mi dedicherò a razionalizzare la visualizzazione delle informazioni e delle statistiche di viaggio. Dopotutto mi basta sapere quanti km ho fatto.
 

 Bene, dai: fatto 1° giro su strade statali, che sono quelle che prediligo e spuntata un'altra casella sul percorso della conoscenza del GS.

 

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